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7 settembre, il giorno che cambiò il Brasile

7 settembre 2014 • Te lo dò io il Brasile

Il 7 settembre si festeggia l’indipendenza brasiliana: questo è risaputo, almeno tra gli appassionati del País Tropical. Un po’ meno noto, invece, è che l’iniziatore del processo che portò il Brasile a staccarsi dal Portogallo fu (pur involontariamente) Napoleone Bonaparte. Tutto iniziò il 21 novembre 1806 quando, con il decreto di Berlino, il còrso decretò il blocco continentale, una specie di embargo su larga scala nei confronti delle merci inglesi. Gran parte d’Europa dovette adeguarsi al diktat dell’imperatore dei francesi. Ma non il Portogallo, che dell’Inghilterra era uno storico alleato. Così, Bonaparte decise di invaderlo e di ridurlo ai suoi voleri. L’anno seguente, dunque, le truppe transalpine comandate dal generale Junot passarono il confine tra la Spagna (già sotto controllo francese) e il Portogallo: si apriva un lungo e incerto confronto, fatto di conquiste, riconquiste, arretramenti e nuove sortite, che avrebbe coinvolto anche le truppe inglesi e anche il resto della penisola iberica, impegnando i soldati napoleonici in ben tre invasioni. João di Braganza, principe reggente del Portogallo lasciò il paese non appena i francesi arrivarono alle porte di Lisbona, nel 1807. Fu una grande evacuazione, che coinvolse anche migliaia di funzionari, nobili e membri della corte; la flotta portoghese imbarcò anche vari libri e opere d’arte appartenenti alla collezione reale. Il luogo dell’esilio fu il Brasile, che allora era una colonia portoghese. Una scelta, quella di ritirarsi in un proprio territorio non attaccabile dai francesi, abbastanza comune in quell’epoca: i Borboni, per esempio, si erano rifugiati in Sicilia sotto protezione inglese, mentre i Savoia erano riparati in Sardegna.

Il principe reggente e il suo seguito arrivarono a Bahia nel gennaio successivo, dopo una traversata per nulla semplice. Gli anni “brasiliani” di João furono un po’ le “prove tecniche di indipendenza” per la grande colonia portoghese: il principe risollevò l’economia del paese, formò nuovamente la corte, questa volta a Rio de Janeiro, e abrogò varie restrizioni coloniali, aprendo i porti ai paesi amici. Inoltre, si prese la soddisfazione di occupare un lembo di territorio francese, con l’occupazione della Caienna nel 1809.
Tutte queste innovazioni fecero del Brasile uno stato di fatto indipendente, anche se legalmente conservava lo status di colonia. Niente avrebbe potuto tornare esattamente come prima: questo apparve chiaro soprattutto dopo la

Pedro I di Braganza, primo imperatore del Brasile, in un dipinto di Simplicio Rodrigues de Sá

Pedro I di Braganza, primo imperatore del Brasile, in un dipinto di Simplicio Rodrigues de Sá

sconfitta di Bonaparte e il suo successivo esilio. Così, quando nel 1821 João tornò a Lisbona per essere formalmente incoronato re del Portogallo, lasciò il figlio Pedro a Rio come reggente del Brasile. Fu l’ultimo passo verso l’indipendenza. Anche perché proprio Pedro non tardò a palesare le sue intenzioni: il 9 gennaio 1822, pressato dalle Cortes di Lisbona a tornare in Portogallo (il che avrebbe annullato gran parte dell’autonomia conquistata dal Brasile), rifiutò platealmente, pronunciando le parole “Eu Fico“, “io resto”. In tutta risposta, Pedro fu “degradato” a mero delegato delle Cortes. Il reggente lo venne a sapere il 7 settembre 1822, mentre era in viaggio da Santos a San Paolo: senza perdere tempo, reagì proclamando l’indipendenza del Brasile dal Portogallo, per essere incoronato imperatore il successivo 1 dicembre.
Da allora, il Brasile celebra la propria festa nazionale, appunto, il 7 settembre – anche se, per la verità, il Portogallo riconobbe lo stato di fatto solo tre anni più tardi, il 29 agosto 1825. Unica prerogativa che João VI volle attribuirsi fu il titolo di “imperatore titolare” del Brasile, lasciando al figlio Pedro “soltanto” (si fa per dire) il titolo di imperatore.

Ricominciamo dalla giornata della Festa nazionale del Brasile le nostre pubblicazioni dopo la fine dei Mondiali di calcio. In questi due anni che ci separano dalle Olimpiadi del 2016 saranno tanti gli avvenimenti sportivi, sociali, culturali e insoliti che seguiremo e racconteremo come abbiamo fatto prima e dopo i recenti Mondiali. In questo primo articolo celebrativo alleghiamo anche alcune immagini della giornata di festa. Molti di voi sono brasiliani o italiani con amici e parenti che vivono in Brasile. Inviateci le vostre storie e le immagini più belle di come avete trascorso la vostra Festa dell’indipendenza. Le pubblicheremo nei prossimi giorni per fare un omaggio al Paese che ci sta ospitando.

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