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Affari & Persone


Il 7 e 8 ottobre appuntamento a Roma per conoscere il Brasile

7 ottobre 2014 • Affari & Persone, EventiComments (0)

L’Ambasciata del Brasile in Italia e l’Ufficio Brasiliano del TurismoEmbratur  – www.embratur.gov.br –  organizzano a Roma nei giorni 7 e 8 ottobre “Il Brasile ti Chiama”, evento per promuovere le destinazioni turistiche brasiliane e le  relazioni economiche e d’affari tra il Brasile e l’Italia. L’evento rappresenta la maggiore azione promozionale del governo di Brasilia in Italia nel 2014 e vede la partecipazione di rappresentanti degli stati di Amazonas, Bahia, Mato Grosso do Sul, Rio de Janeiro, Santa Catarina e Pernambuco, oltre a importanti nomi del settore turistico nazionale, delle compagnie aeree Alitalia, AirFrance/Klm, Tap Portugal e Latam Airlines Group, dei principali operatori turistici italiani, di agenti di viaggio, giornalisti, autorità governative.

Nella “due giorni” saranno presenti specialisti nei settori commercio e investimenti, educazione, tecnologia, gastronomia; in programma alcuni specifici seminari sulle opportunità di investimenti in Brasile, biotecnologia al servizio dello sviluppo, il Brasile come meta di studi, musica, letteratura e cachaça. L’iniziativa ha il format di una fiera di turismo, realizzata nel patio dello storico Palazzo Pamphilj, sede dell’ambasciata del Brasile a Roma, in piazza Navona. Si stima la presenza di circa duemila persone tra operatori e pubblico. Al fine di favorire la cooperazione e la concretizzazione di affari nel segmento turistico, le segreterie di turismo brasiliane e i rappresentanti del settore ricettivo saranno a disposizione per realizzare incontri e presentare i loro prodotti a operatori e aziende italiane.

L’obiettivo de “Il Brasile ti Chiama” è mostrare il paese a 360 gradi. L’iniziativa servirà a presentare le trasformazioni che il Brasile sta attraversando, la sua rilevanza come porta d’ingresso per l’America Latina, la vocazione territoriale delle diverse regioni e le opportunità concrete per imprenditori italiani interessati al paese latino americano.

Antonio Barbangelo

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Luciano Feletto – CCIB – favorevole alla revisione delle Camere Miste

17 settembre 2014 • Affari & PersoneComments (0)

La revisione del sistema delle Camere di Commercio, avviata dal presidente del Consiglio Renzi, è condivisibile. Si tratta di una razionalizzazione necessaria; in tempi di spending review è utile procedere con degli accorpamenti che contengano gli oneri a carico dell’Erario. Non solo: la valorizzazione delle Camere Miste è l’altro grimaldello che può essere utilizzato per rendere più efficace l’azione delle leve di sviluppo del territorio. E’ su quest’ultimo punto che Camere Miste Luciano Feletto, (a sinistra nella foto in compagnia dell’Ambasciatore Console Generale del BrasileRenan Paes Barreto), presidente della Camera di Commercio italo-brasiliana concentra la sua attenzione.

Presidente Feletto che pensa delle iniziative di Renzi, a proposito del sistema camerale?
Le condivido. Renzi ha già ridotto del 50% il contributo camerale obbligatorio, ovvero quei 110 euro che mediamente debbono sborsare le aziende italiane. Ciò mi pare importante sottolineare è il valore di un’altra realtà, quella delle Camere Miste, Italo-estere o Estere in Italia.

Vuol dirci che le dovremmo rilanciare?
Innanzitutto va premesso che le Camere miste non ricevono fondi pubblici e si autofinanziano. Quindi non è c’è alcun fenomeno di parassitismo, diversamente da quanto accade in alcune Camere territoriali. Il ruolo che le Camere Miste potrebbero giocare sarebbe davvero determinante nel progetto del Ministero dello Sviluppo economico, mirato alle Piccole e medie imprese (Pmi) per favorire la loro internazionalizzazione.

Quale potrebbe essere il ruolo delle Camere Miste?
Sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, oggi indispensabile alla loro sopravvivenza. Le aziende che non scommettono sull’estero hanno già perso la loro partita. In questi tempi di crisi per l’economia italiana, in cui l’uscita dal tunnel non è vicina, investire o esportare all’estero è l’unica via per restare in vita.

Perché proprio le Camere Miste e non quelle territoriali ?
E’ semplice. Le Camere Miste hanno la capacità, la competenza, la specializzazione per indirizzare un imprenditore italiano che voglia andare all’estero. In Italia ci sono 39 Camere Miste, di cui 15 molto ben strutturate in un Paese o in un’area regionale. Quelle territoriali no. Per quanto possano avere buona volontà si occupano di 198 Paesi, ovvero di tutti i Paesi del mondo. Davvero una mission impossibile.

Mi sembra di capire ci sia una certa rivalità tra Camere miste e Camere territoriali.
Non si tratta di rivalità, direi piuttosto che gli operatori delle Camere Miste, per il bene dell’economia del Paese, non dovrebbero venir viste come “intrusi”. Noi siamo in grado di fornire servizi mirati alle imprese, non siamo in concorrenza con nessuno.

Ci faccia un’agenda di proposte, viste dalla sua prospettiva di principale animatore delle Camere estere.
Direi che vi sono 3 punti chiave. In primo luogo informare le Pmi, almeno quelle strutturate per internazionalizzarsi; è bene che sappiano che esistono strutture Paese pronte ad assisterle, anche con il supporto di Sace e Simest che funzionano bene. In secondo luogo segnalare agli Uffici internazionalizzazione del Ministero che possono contare sulle capacità delle Camere Miste per ogni singolo Paese di riferimento. Il terzo punto è l’auspicio che l’internazionalizzazione delle Pmi avvenga con atti concreti e supporti mirati e non generici. Per esempio il governo ha annunciato l’arrivo di voucher per il finanziamento alle Pmi che intendono farsi affiancare da esperti di internazionalizzazione. Il pericolo è che questi fondi vengano dispersi e non raggiungano l’obiettivo di sostenere l’internazionalizzazione delle Pmi. Le Camere Miste potrebbero invece evitare dispersioni, essere efficaci ed efficienti nell’aiuto alle imprese.

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Un milione di turisti in Brasile per la Coppa del Mondo

24 luglio 2014 • Affari & PersoneComments (0)

Embratur tira le somme di un evento che ha messo per svariate settimane il Brasile al centro del Mondo e ha fatto conoscere ai più le meraviglie di un Paese vasto quanto un intero continente. Secondo l’indagine del Ministero del Turismo che è ancora in corso, durante la Coppa sono stati 1.035.000 gli stranieri, provenienti da 203 nazioni, che hanno visitato il Paese dal 23 maggio, prima dell’inizio dei Mondiali, al 13 luglio, quando la finale è stata giocata al Maracanà.
La maggioranza (61%) non conosceva ancora il Paese e ha elogiato i servizi, le infrastrutture e il turismo. Gli elementi valutati sono stati la qualità dell’ospitalità e la gastronomia, che hanno registrato rispettivamente il 98% e il 93% di approvazione. Il 95% degli intervistati (6.627 intervistati – Fonte: Institute of Economic Research Foundation – FIPE) ha espresso il desiderio di tornare nel Paese. Durante questo periodo sono state visitate 378 città –  http://www.theworldmeetsinbrasil.com/

• 16,7 milioni di passeggeri sono atterrati in 21 aeroporti brasiliani tra il 10 giugno e il 13 luglio; nello stesso periodo del 2013, il numero era di 15 milioni.

• 3,4 milioni di persone hanno riempito gli stadi per seguire i Mondiali e 5 milioni hanno partecipato alle Fan Fest organizzate nelle città ospitanti.

• 92% è il tasso medio di puntualità nei 21 aeroporti del Paese.

• 177.000 sono stati i rappresentanti delle forze dell’ordine dispiegati nelle varie città per garantire la sicurezza pubblica.

• 48,5 milioni di foto sono state inviate da cellulare durante le 64 partite. (Fonte: Governo Brasiliano) Facebook ha raggiunto 3 miliardi di interazioni per la Coppa del Mondo. La finale (Germania – Argentina) è stato l’evento più seguito nella storia del social network. La Coppa del Mondo è stata per il Brasile un successo anche dal punto di vista dei trasporti. Con una media giornaliera di 485.000 passeggeri transitati attraverso i 21 aeroporti nelle 12 città ospitanti, è stato registrato il 7,03% di ritardi dei voli – indice molto più basso rispetto allo standard internazionale del 15%, e addirittura inferiore alla norma europea, che è 7,6% –  www.visitbrasil.com

Il numero medio di passeggeri registrato era superiore al periodo relativo al Carnevale del 2014, 365.000 passeggeri al giorno, e superiore al periodo natalizio scorso, che ha mobilitato 404.000 passeggeri al giorno. (Fonte: Segreteria dell’Aviazione Civile). Anche il trasporto pubblico ha funzionato alla perfezione ed è stato il mezzo più utilizzato dagli spettatori per accedere allo stadio almeno nelle tre più grandi metropoli del Paese (San Paolo oltre l’80%; Rio de Janeiro 65%; Recife 63%).

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Matrimoni in Brasile – 60% durante questi Mondiali

24 giugno 2014 • Affari & PersoneComments (0)

Foto via Instagram Paula MoroniL’inchiesta, realizzata dalla redazione di São Paulo del wedding site Zankyou, leader mondiale del settore matrimoni – Zankyou.com – analizza una delle tante conseguenze che la ‘Copa do Mundo’ ha provocato nel Paese che ospita i Mondiali ora in corso. A poco più di dieci giorni dal fischio di inizio, non tardano a presentarsi le classiche polemiche attorno alla manifestazione sportiva che ogni 4 anni catalizza l’attenzione dei media. Dopo il polipo Paul del 2010, i Mondiali 2014 verranno probabilmente ricordati più per l’ashtag #stoptheball che per il patriottico #VaiTerCopa. Già, perché un evento di questa portata non è mai una semplice manifestazione sportiva, così come non può essere solo un totogol tra vincitori e sconfitti, né una manciata di fuorigioco e rigori. A maggior ragione quando viene celebrato in un Paese come il Brasile, dove sono stati stanziati oltre 14 miliardi per l’evento. Da mesi, infatti, il Paese è in subbuglio, per i Mondiali, e da anni per tutto il resto, tra detrattori che temono strumentalizzazioni politiche e sostenitori che vedono nei Mondiali la possibilità di garantire forza lavoro e infrastrutture. Lavori in corso, trasporti bloccati, tariffe di taxi alle stelle, pulizia brutale delle zone più povere della città e manifestazioni intenzionate a boicottare la WorldCup2014: il Mondiale è anche tutto questo. Non semplici partite di pallone, ma vero emblema di un Paese che letteralmente si ferma, sia nel quotidiano, sia nei progetti di vita. Impossibile pensare al presente e tantomeno al futuro, quando gli occhi di tutto il mondo guardano in casa. Non resta che attendere per tornare alla normalità, volenti o nolenti. Non è di certo un caso il fatto che il mese di giugno 2014 abbia registrato una diminuzione dei matrimoni celebrati in Brasile del ben 60% rispetto allo stesso mese di un anno fa. In Brasile, secondo il IBGE (Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística, equivalente al nostro ISTAT, quindi) vengono celebrati ogni anno oltre 1.000.000 di matrimoni, con picchi in giugno e luglio, epoca alta come da noi lo sono maggio, giugno e settembre, per intenderci. Invece, il mese ora in corso presenta una brusca frenata relativa al numero di coppie pronte all’altare, soprattutto nelle 3 principali città in cui verranno disputate le partite più importanti: a Rio de Janeiro durante il mese di giugno verranno celebrati il 23% in meno di matrimoni rispetto al mese di giugno 2013, a São Paulo il 17% in meno e a Salvador siamo a quota meno 11%. Non indifferenti le conseguenze per i fornitori del settore wedding, che per ridurre le perdite in questa stagione dell’anno, hanno lanciato varie promozioni e sconti per chiunque volesse compiere il grande passo in concomitanza con i Mondiali, nella speranza che l’amore, alla fine, vinca. E senza attendere il fischio finale dell’arbitro.

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Pourfemme racconta i Mondiali al femminile

12 giugno 2014 • Affari & PersoneComments (0)

Da oggi per un mese Pourfemme punta di diamante del circuito donna di tg/adv realizza uno speciale Brasile 2014 con un taglio editoriale dedicato alle tifose e a quanto vogliono cercare di ‘sopravvivere’ a questo mega evento. E’ molto fashion e up to date il programma organizzato da Pourfemme per questi Mondiali. E d’altra parte non potevano mancare, soprattutto tra i media, quelli che  – approfittando della poca partecipazione del mondo femminile alle vicende calcistiche –  propongono nuove testate, argomenti e iniziative speciali per stimolare la lettura e tenere viva l’attenzione. E quindi? E quindi non sarà difficile scoprire il nuovo sex symbol del Calcio mondiale, conoscere tutti i retroscena piccanti di Brasile 2014, addentrarsi nei segreti di una nazione tanto affascinante quanto votata al culto del pallone, esclusive e competenti analisi in rosa per rimanere sempre aggiornate sull’andamento della competizione. Sono solo alcuni degli highlight, puntuali e dettagliati, che Pourfemme, capofila del circuito donna di tg|adv (3,700 milioni di lettrici uniche al mese, oltre 37 milioni di pagine viste – Google Analytics), ha preparato per raccontate i Campionato del Mondo di calcio 2014.

“Mondiali al femminile” è lo speciale firmato dalla redazione di Pourfemme che per un mese, con epicentro nella sezione mondiali 2014 del sito, racconterà il LATO F del Calcio partendo dall’analisi concreta e approfondita dei match in cartellone e soffermandosi soprattutto sui particolari che di solito sfuggono alla platea maschile, come l’avvenenza del bomber, lo stile del suo taglio di capelli, la vita privata, ma anche guide curiose e dettagliate per far shopping nelle città brasiliane. Quotidianamente la redazione realizzerà l’analisi dei profili social dei giocatori per non perdere nemmeno un minuto del ‘dietro alle quinte’ visto dai protagonisti.

Con I Will Survive ogni donna potrà imparare, con semplici how-to, l’arte della sopravvivenza in un mese dove spesso gli uomini risultano “non raggiungibili”: idee alternative per passare la serata con le amiche, consigli su come provare a distrarlo dal piccolo schermo o suggerimenti per magari sedersi con lui e scoprire che in fondo il Calcio non è poi solo uno sport da uomini.

“Pur nella voglia di leggerezza che anima lo speciale, Mondiali al Femminile è un progetto che rispecchia l’innovazione editoriale e di linguaggio che accomuna le redazioni del nostro partner Trilud“, afferma Annalisa Merola, marketing manager tg|adv, “il saper parlare di lati ‘altri’ dei fenomeni sociali, incuriosendo le platee e portandole al cospetto di contenuti sì leggeri, ma anche d’alta caratura editoriale, dimostra il nostro comune impegno quotidiano nell’ideazione e realizzazione di momenti di visibilità esclusivi per i nostri clienti che vogliono comunicare assieme a noi storie di innovazione, fresche, accattivanti, virali e dall’alto tasso di engaging”.

tg|adv è una concessionaria del mercato digitale italiano. Società di proprietà del gruppo Trilud Spa ex Tuttogratis Italia, nasce nel 2006 con l’obiettivo di offrire un servizio di vendita di spazi online e di progetti complessi di comunicazione digitale e crossmediale. Tg|adv è accreditata presso le principali associazioni digitali di media digitali: è membro di IAB – Internet Advertising Bureau,FCP Assointernet – Federazione Concessionarie di Pubblicità – e Audiweb.

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Il Mondiale apre in un Brasile nel caos con tagli alle spese sanitarie, scuola e trasporti

30 maggio 2014 • Affari & PersoneComments (0)

A poco più di due settimane dall’inizio dei Mondiali di calcio non si placano le tensioni sociali in Brasile. E’ cronaca di questi giorni una manifestazione popolare, contro la realizzazione dell’appuntamento sportivo degenerata in scontri con la polizia, attorno allo stadio di Brasilia. La strada verso il torneo iridato continua a essere caratterizzato da disordini e polemiche. Dagli scioperi degli autisti e bigliettai del trasporto pubblico a Salvador – con milioni di persone lasciate a piedi ai disagi subiti a Sao Luis, dove si è fermato il 100% della flotta di autobus mentre Rio de Janeiro continua a vivere giornate di paura con nuovi scontri a fuoco tra agenti e narcos nella zona ovest di Santa Cruz –  che hanno provocato quattro morti.

10325726_771883292835409_4001376213164668131_nMi sono spaventata molto”, dice Maiza Furtado, giornalista free lance collaboratrice della nostra testata e di alcuni giornali locali anche sul web rientrata da poco dal Brasile, “quando sono arrivata là guardare il tg e leggere i resoconti quotidiani di scontri e scioperi mi ha fatto capire che la realtà brasiliana percepita da noi in Italia e in tutto il resto del mondo è assai diversa dalla cronaca vera. Da quello che accade. Anche se siamo informati attraverso i media e attraverso le cronache dei molti giovani report e giornalisti free lance che stanno realizzando corrispondenze con molte testate europee, soprattutto sul web, da lontano molte cose non si vedono. Le tante aspettative sul Brasile Paese del futuro, Brasile Paese proiettato a conquistare un posto importante tra gli Stati più all’avanguardia del millennio, si sono infrante in una realtà imprevedibile. E finalmente anche la gente brasiliana ha capito che non era vero. Che quel sogno iniziale è svanito lentamente. I brasiliani si stanno svegliando e hanno imparato a manifestare e chiedere i propri diritti”.

Tra le tante falsità che il Governo brasiliano ha ostinatamente reiterato nel corso degli ultimi sette anni sia con il presidente Lula e il suo ex ministro dello sport Orlando Silva Junior, sia con l’attuale presidente Rousseff la più grave riguarda gli investimenti. “Certo”, prosegue Maiza Furtado, ” avevano promesso e assicurato che gli stadi e le infrastrutture per i mondiali che sarebbero stati costruiti con investimenti e iniziative private. Invece negli ultimi 4 anni abbiamo visto che i soldi non sono privati ma pubblici. E sono tanti 23 miliardidi real.

“Dopo l’aumento del 15% del costo dei trasporti pubblici dello scorso anno, rientrato e poi ritornato in auge, che aveva dato il pretesto alle prime importanti e gravi manifestazioni contro il Governo”, procede Furtado, ” si è proseguito con tagli alla sanità e soprattutto tagli all’educazione. Trasporti, sanità e pubblica istruzione sono tre importanti settori per la popolazione non solo delle grandi città ma anche delle regioni più lontane ai centri di potere”.

Stipendi congelati, quindi, per insegnanti e medici, oltre alla carenza di medicine basilari per la popolazione, sono state le voci tagliate per ricavare le risorse (alla fine dei Mondiali non saranno meno di 30 miliardi di real) da destinare alle infrastrutture. Non solo gli stadi. “Erano stati previsti nuovi aeroporti o la ristrutturazione di quelli esistenti, investimenti nei porti e nelle strutture viarie di grande comunicazione”, prosegue la collaboratrice di buongiornobrasile.com. “Gli economisti avevano associato i Mondiali a uno sviluppo delle infrastrutture che invece sono state e saranno pagate dalla popolazione”.

Ma come ha reagito la gente ai Mondiali? Ne sta pagando solo i costi? Cosa rimarrà dopo i Mondiali ai brasiliani? “Inizialmente gli stati del nord est quelli più poveri hanno avuto impatti positivi dal punto di vista dell’immagine. All’inizio il Mondiale e la sua organizzazione è stato percepito come un regalo per il popolo”, prosegue Maiza, “Un evento che avrebbe contribuito a fare conoscere un Brasile sconosciuto. Dal punto di vista economico e sociale il Mondiale è stato vissuto come portatore di lavoro in modo diffuso, sia nella costruzione di opere pubbliche sia nelle infrastrutture. Ma poi l’illusione è svanita. Anche le popolazioni degli Stati più periferici hanno iniziato a manifestare perchè si sono accorti che venivano a mancare servizi primari come quello scolastico e sanitario mentre le code e le fila delle persone per iscriversi a scuola o per fare un esame del sangue aumentavano a dismisura. Secondo i recenti dati di Datafolha  – http://datafolha.folha.uol.com.br/– per il 55% della popolazione del Mondiale è stato un sbaglio, non ha portato benefici. La stragrande maggioranza della popolazione brasiliana è convinto inoltre che  le infrastrutture civili come porti, aeroporti e strade avrebbero dovuto essere realizzate prima che l’organizzazione iniziasse a fare stadi e strutture sportive. E invece molte cose sono in corso d’opera e verranno terminate a Mondiali conclusi”.

Ma a pochi giorni dal fiuschio di inizio il sentiment della popolazione qual è? “La gente è esasperata e in giro c’è solo ancora un gran caos dagli aeroporti ai supermercati”, conclude Furtado. “Le telecomunicazioni invece che migliorare sono peggiorate. Internet anche là dove prima andava veloce con una rete molto ben diffusa, ora va male come a San Paolo. Quando tutto questo è iniziato il brasiliano medio era orgoglioso, poi le manifestazioni prima di pochi e poi di tanti hanno reso pubbliche le carenze e le cose che non andavano. Hanno aperto gli occhi a tutti. Oggi si esce di casa per andare a lavorare e non sai se ci arrivi non ne hai certezza non sai nè se arrivi nè a che ora. Non sai se le lezioni a scuola inizieranno, se ci saranno gli insegnanti e non sai se quel medico potrà visitarti e a che ora visto le file di attesa”.

Ma ci guadagnerà? “Certo il settore dell’edilizia ha già guadagnato parecchio. Un recente documento del Governo prevede che nei prossimi dieci anni in Brasile si costruiranno 30 milioni di abitazioni. Una cifra pazzesca, inesistente. Inoltre ci guadagna certamente il turismo e i settori a esso collegati che godranno di questa manifestazione così come gli eventi nei prossimi anni fino alle Olimpiadi del 2016”.

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Ingresso mondiale per Came Group in attesa di Expo 2015

27 maggio 2014 • Affari & PersoneComments (0)

La Came quest’anno ha festeggiato il 40° anniversario della sua fondazione. Fondata nel 1972 da Paolo Menuzzo, attuale presidente di Came Group, l’azienda è leader in Italia e nel mondo nella costruzione di cancelli automatici, sistemi di automazione per ingressi residenziali, industriali, parcheggi e controllo accessi, home & building automation. Il gruppo ha un fatturato di 200 milioni di euro, di cui circa il 70% realizzato all’estero, nei 118 paesi nel mondo in cui è presente con 13 filiali e più di 350 distributori esclusivi.

La vocazione internazionale è uno degli elementi distintivi del gruppo Came fin dalle sue origini. Tanto che l’azienda è ststa scelta da Expo 2015 per il controllo degli accessi dell’Esposizione Universale 2015.  Il sistema messo a punto dal Gruppo è stato progettato per gestire l’ingresso degli oltre 20 milioni di visitatori. Si stima, infatti, che nei sei mesi dell’evento circa 140 mila persone ogni giorno varcheranno i cancelli del sito espositivo: è come se una città delle dimensioni di Monza o Brescia si riversasse quotidianamente su un’area grande come circa 150 campi da calcio per poter visitare i padiglioni – http://www.came.com/it/comunicazione/expo-2015/came-apre-le-porte-di-expo-milano-2015.html.

Il Gruppo opera tramite quattro divisioni specializzate per settore: divisione automazioni, che comprende automazione per cancelli, per porte basculanti e sezionali, per serrande, per porte pedonali, per portoni e ingressi industriali, per barriere stradali automatiche divisione motori tubolari, che comprende automazioni per tende, tapparelle avvolgibili e sistemi oscuranti divisione controllo accessi e parcheggi, che comprende sistemi per parcheggi automatici a pagamento, tornelli automatici per la gestione degli ingressi, software e tecnologie per il controllo degli accessi divisione domotica e sicurezza, in particolare soluzioni per l’home & building automation e sistemi d’allarme anti-intrusione.

Gli accessi perimetrali di Expo 2015 saranno controllati da 250 tornelli automatici, 40 dei quali sono stati appositamente progettati per gestire l’ingresso dei visitatori diversamente abili. La fornitura si completerà con l’integrazione di automazioni per cancelli scorrevoli e per barriere stradali e con 80 dissuasori per la protezione e la selezione delle entrate perimetrali di passaggi carrai. Il sistema integrato di controllo accessi potrà essere monitorato anche attraverso 100 dispositivi palmari.

I principali canali distributivi sono rappresentati da: concessionari/installatori, responsabili diretti dell’interfaccia con il cliente finale distributori, ovvero aziende che distribuiscono prodotti del Gruppo Came e prodotti complementari quali porte, cancelli, tapparelle e solar screen grossisti di materiale elettrico utilizzato dagli installatori e dagli elettricisti. Uno delle ultime sedi dal Gruppo all’estero è quella di San Paolo dopo quella di Rio de Janeiro in Brasile per l’apertura della quale si è avvalsa dei servizi e della vicinanza della Camera di Commercio Italo-Brasiliana – http://www.came-brasil.com/grupo-came. Abbiamo fatto alcune domande a Daniele Pilchard, strategic alliances & partnerrship manager di Came Group.

Come avete conosciuto CCIB?

“Abbiamo incontrato Luciano Feletto, presidente CCIB, nel novembre 2012 in occasione della partecipazione di Came al progetto “Elite” di Borsa Italiana – http://elite.borsaitaliana.it/it/companies/came-group.

Qual è il vostro core business in Brasile?

“Siamo impegnati nella produzione e distribuzione di prodotti per l’automazione e il controllo degli accessi residenziali e industriali. Nel Paese produciamo in piccola scala e distribuiamo attraverso una rete commerciale impiegando un totale di 15 dipendenti”.

Quali sono le principali  problematiche riscontrato per l’espansione in Brasile?

“Avere a disposizione prodotti con un corretto posizionamento qualità/prezzo, gli alti costi di import (dazi/dogane), un  mercato molto competitivo e price oriented”.

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Rousseff gioca in difesa: “I contestatori del mondiale hanno fallito”

19 maggio 2014 • Economia RealComments (0)

Dilma Rousseff, presidentessa del Brasile, ha giudicato fallimentare la protesta contro i mondiali di calcio, organizzata venerdì 16 maggio in diverse città del Paese. In particolare a San Paolo e a Rio de Janeiro ci sono stati dei momenti di forte tensione, con scontri tra manifestanti e polizia, roghi per le strade e alcuni danneggiamenti a vetrine ed automobili in sosta. La sollevazione popolare è stata organizzata per protestare contro gli elevati costi per la collettività derivanti dall’organizzazione del mondiale, a discapito di alcune urgenze sociali come la sanità e l’istruzione, che invece avrebbero bisogno di forti investimenti.
Tra i bersagli della protesta ci sono anche alcune icone brasiliane come Pelè e Ronaldo, accusati di aver prestato la loro immagine come testimonial di Brasile 2014, invece che sposare la causa del popolo in rivolta. La sede della Odebrecht, multinazionale delle costruzioni che ha realizzato diverse opere contestate per il loro impatto ambientale, è stata circondata dai numerosi senzatetto brasiliani, che hanno manifestato il loro dissenso per una politica che esclude i più bisognosi. Secondo Rousseff, la portata di queste proteste non è nemmeno paragonabile a quelle andate in scena un anno fa, quando la Confederations Cup divenne il palcoscenico per manifestazioni davvero oceaniche. “La giornata antimondiali è stata un vero e proprio flop”, ha dichiarato l’esponente del Partito dei Lavoratori, che ha anche voluto precisare come alcune spese sostenute in questo periodo non siano da imputare alla coppa del mondo, ma ad un programma di investimenti a beneficio dei brasiliani. In particolare, la presidentessa si è riferita all’ampliamento della rete metropolitana in corso in diverse città del Brasile: durante una cena, ha affermato che questo intervento “è per i cittadini, non per i mondiali”, aggiungendo di non aver gradito la presenza di Blatter e del comitato organizzatore agli incontri pubblici sul tema. La buona riuscita dei mondiali sarà decisiva per il futuro politico della “Presidenta“, come la chiamano in Brasile. I sondaggi danno Rousseff in netto calo e, se si votasse oggi, il suo vantaggio sul socialdemocratico Aècio Neves sarebbe così basso da costringerla al ballottaggio. Ciò che preoccupa maggiormente i laburisti è il trend negativo e la rapidità della perdita di consensi: appena un mese fa, la presidentessa in carica avrebbe rivinto al primo turno che, per il complicato sistema elettorale brasiliano, significa prendere più voti di tutti gli avversari messi insieme. Oggi il gap tra Rousseff e Neves è appena di dieci punti percentuali, il che rende le elezioni del prossimo ottobre ancora più incerta di una partita di calcio che si decide ai calci di rigore. Persino il fatto che in molti stadi sede del mondiale i lavori siano ancora ben lontani dall’essere completati, con i conseguenti rischi di sicurezza, rappresenta un’incognita che spaventa gli strateghi politici del Partito dei Lavoratori. Se Rousseff non fosse in grado di invertire il trend, si potrebbe addirittura aprire uno scenario sorprendente: il ritorno di Lula, ex presidente molto amato per aver fatto uscire dalla povertà 40 milioni di brasiliani. Ancora una volta, in Brasile il destino della politica e quello del calcio si intrecciano in maniera pervasiva.
LZ

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Brasile a caccia di partner Made in Italy

15 maggio 2014 • Economia RealComments (0)

Dal 1996 a oggi la Camera di Commercio Italo-Brasiliana, CCIB – www.ccib.it –  ha organizzato oltre 150 appuntamenti  tra seminari, eventi e tavole rotonde, promosso e gestito 115 missioni imprenditoriali mirate, analizzato oltre 4.000 casi all’anno, raddoppiato ogni anno il numero di soci e il fatturato. Dal 10 gennaio dello scorso anno la Camera ha ratificato l’accordo con lo Stato brasiliano dell’Espirito Santo per rappresentarlo commercialmente in Italia (a sostegno delle imprese). Il prossimo 29 maggio inoltre CCIB festeggia il suo 60° compleanno (la Camera è nata nel 1954 a Milano) con una serata che vedrà la partecipazione – a inviti – di aziende, rappresentanti delle istituzioni, Ambasciata del Brasile, Consolato e piccoli e grandi imprenditori italiani che hanno fatto fortuna in Brasile. Abbiamo rivolto alcune domande all’attuale presidente della Camera, Luciano Feletto.

 

L’attuale situazione di stagnazione dell’economia brasiliana deve preoccupare le Imprese Italiane?

E’ vero che le proiezioni di crescita del Pil del Brasile per il 2014 si attestano tra il 2 e il 2,5%, ma se paragonato alla crescita zero, o negativa dell’Europa, si spiega anche tecnicamente la stagnazione dell’economia brasiliana, poiché il Brasile è un grande esportatore di commodities e materie prime, di conseguenza, subisce più di altri la crisi Mondiale. Nell’ultimo anno il Real ha perso circa il 30% del suo valore rispetto le monete forti, Euro e US$, ma è anche vero che nel periodo da metà 2012 ad aprile del 2013, tutte le monete forti, yen, US$, $ Canadese, Sterlina e Lira turca, hanno perso in media il 30% rispetto l’Euro, quindi nulla di preoccupante dal punto di vista della sicurezza Paese Brasile.

La realizzazione delle opere e infrastrutture per i Mondiali di calcio del 2014 sta fornendo un’immagine talvolta negativa dell’organizzazione brasiliana in generale. Come bisogna valutare il Paese dal punto di vista organizzativo?

Alcuni movimenti di protesta iniziati con la “visibilità Mondiale offerta dalla Federation Cup del 2013” stanno sollevando perplessità per chi non ha buona memoria, essendo questi movimenti pacifici e mirati al conseguimento di migliori condizioni sociali ed economiche, come peraltro, in forma spesso più violenta, è avvento in Italia negli anni di grande sviluppo italiano dal 1968 al 1980.

Gli investimenti internazionali hanno registrati una frenata proprio ora. Come mai?

Abbiamo assistito a una contrazione negli investimenti stranieri in Brasile, ma per chi vuole essere un attento osservatore, è necessario scindere gli investitori ed operatori economici “stabili – imprese e investitori -” dagli operatori “occasionali – borsa e speculazioni –“, che influenzano poi valutazioni d’insieme sul Paese. Alcune delle certezze riguardo il Brasile sono: una popolazione giovane e consumatrice, la necessità d’acquisire e/o condividere molte delle tecnologie e conoscenze del Made in Italy prima che altri Paesi evoluti continuino a superarci per efficienza; grande produttore e prossimo esportatore di Oil & Gas, quindi opportunità rilevanti per le imprese italiane dell’indotto; 2° produttore al mondo di ferro; 4° produttore del sistema automotive, con grandi spazi per il suo indotto; grande volontà di crescere, apprendere ed imparare, quindi, con le dovute cautele, un partner compatibile a noi. Le valutazioni ed osservazioni di cui sopra sono il frutto d’analisi e casi che quotidianamente trattiamo, conseguenti alla “sempre e consolidata incertezza” sull’agire di molte imprese del Made in Italy, che spesso, oltre a evidenziare le oggettive difficoltà nell’intraprendere un’internazionalizzazione, vedono il Brasile “lontano”, anche perché, non consultando dati disponibili presso organi di stampa ed ufficiali della situazione in generale, evitando così sensazionalismi che nulla hanno da spartire con il “fare impresa”, traggono conclusioni sommarie o poco attendibili del Paese al 7° posto del Pil Mondiale.

Come si sta impegnando la Camera di Commercio Italo Brasiliana per diffondere le opportunità offerte dal Brasile alle aziende italiane?

Questa nostra valutazione non deve essere vista come una presa di posizione di “parte”, ma avendo noi quale obiettivo e missione il sostegno al Made in Italy, fornendo dati, informazioni e consulenze qualificate, basate su fonti certe e non di “sensazione”, consigliamo alle imprese ed ai suoi manager di “leggere e cogliere” anche le opportunità offerte da situazioni “contingenti negative”, come il caso delle infrastrutture per i Mondiali 2014, rilevando alle imprese Italiane che “se il Brasile è carente d’organizzazione e strutturazione”, è perché è una realtà economica “giovane ed in grande sviluppo” ed ha quindi bisogno delle “conoscenze, imprenditorialità e tecnologie italiane” per competere in un mercato globale alla pari dei Paesi più evoluti, quindi “un’opportunità” per le nostre imprese.

Quali sono oggi i settori più promettenti per il Made in Italy?

Pur avendo già sommariamente esposto in precedenza la situazione di grande crescita e necessità di settori in Brasile, evidenziamo che oltre ai settori: manifatturiero (meccanica, plastica e indotto), Indotto sistema automotive, alimentare prodotti di qualità), Oil & Gas (indotto in tutte le sue forme), marmi-graniti, chimico/petrolchimico, farmaceutico e grandi opere – infrastrutture, il Brasile e le sue imprese, hanno la necessità di trovare partner consapevoli e competenti a gestire con loro uno sviluppo economico e tecnologico che le imprese italiane hanno, essendo queste ultime però carenti d’informazioni sulla cultura d’impresa in Brasile, che in molti casi diventa negativa, poiché spesso l’impresa italiana basa la situazione Brasile su esperienze fatte in altri Paesi. Ribadiamo e ricordiamo che il Brasile è un Paese ospitale, la sua “gente” è simpatica e gioviale, ma gli “affari e business” vanno gestiti con molta cautela, evitando la casualità e la superficialità.

Per questo motivo esiste la Camera di Commercio Italo Brasiliana di Milano, la cui funzione e mission è assistere le imprese italiane preventivamente nel loro progetto d’internazionalizzazione in Brasile, per valutare con loro quali siano le convegnenze caso per caso, per poi accompagnarle concretamente nel realizzarlo attraverso i supporti a 360° che siamo in grado di fornire direttamente avendo noi le competenze doganali, fiscali, del diritto societario, legislative, etc.

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Facebook: il più grande stadio di calcio del mondo

14 maggio 2014 • Affari & PersoneComments (0)

A un mese dall’attesissimo Campionato del Mondo evento sportivo che appassionerà dal 12 giugno al 13 luglio i fan di calcio di tutto il mondo, Facebook svela che i tifosi attivi sulla piattaforma sono oggi 500 milioni a livello globale e 14,88 milioni in Italia, ovvero più del 60% degli italiani che accedono a Facebook ogni mese. Questo dato conferma ancora un volta – qualora non lo avessimo capito già tutti – la grande passione degli Italiani per il calcio e la preferenza verso Facebook come luogo ideale per la community calcistica italiana. Il 65,8% dei fan totali torna ogni giorno su Facebook e il 53,9% ha un’età compresa tra cui 18 e 34 anni.

851595_232194623641469_1778523035_nDalla ricerca   –  condotta da Facebook su 18 paesi a livello mondiale nei mesi di marzo e aprile 2014  –  emerge che l’Italia è il paese in Europa con la media più alta di tifosi di calcio su Facebook, superiore a inglesi, francesi e spagnoli, e che attività e utilizzo della piattaforma da parte di questi fan sono in linea con i trend dei tifosi di tutto il mondo. Gli italiani appassionati di calcio presenti sulla piattaforma risultano avere livelli di interazione e condivisione delle proprie esperienze molto più elevati rispetto alla media di tutte le persone che utilizzano Facebook; in particolare, i tifosi postano il 70% in più di fotografie e il 40% di commenti, aggiornano lo stato il 30% in più e inviano un numero di messaggi superiore del 20%.

I dati evidenziano inoltre come il calcio sia una passione che nella nostra nazione si tramanda di generazione in generazione, mostrando oggi una forte presenza di giovani su Facebook tra i 18 e 24 anni che costituiscono il 27,9% del totale dei tifosi. Un’evidenza che conferma l’utilizzo assiduo da parte del target più giovane, seguito dagli adulti di età compresa tra i 25 e 34 anni che rappresentano il restante 26% della community calcistica.
Anche alla luce del dato mondiale che riporta un numero di soccer fan su Facebook quasi pari al 50% del totale delle persone attive sul globo, Facebook dimostra il proprio valore come spazio per condividere e connettere le persone alle proprie passioni e il suo ruolo sempre più forte come strumento di business per i brand che desiderano indirizzare specifici target di consumatori. L’alta scalabilità e personalizzazione della piattaforma, e la disponibilità di strumenti specifici consentono di raggiungere obiettivi mirati con un livello di accuratezza superiore al 90%. Utilizzando per esempio partner categories durante le partire di calcio è possibile identificare specifici consumatori e indirizzarli con offerte speciali su ciò che può interessarli in un preciso momento al fine di migliorare la loro esperienza di intrattenimento, mentre con i page post video ads si possono sviluppare messaggi video creativi ed efficaci per generare engagement.

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