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Giù il cappello davanti a Bjørndalen

19 febbraio 2014 • Sport news

Giù il cappello davanti a Ole Einar Bjørndalen. Oggi, con l’oro norvegese della staffetta mista di biathlon, il fuoriclasse scandinavo è diventato l’atleta più medagliato nella storia dei Giochi invernali. Tredici volte sul podio, di cui otto sul gradino più alto: roba da far tremare i polsi. Che bello deve essere stato per gli azzurri, terzi, condividere il podio con un mito dello sport di sempre. Nella giornata di Bjørndalen, c’è un nuovo oro anche per Marit Bjørgen, anche lei piena di medaglie: i due sono anche gli atleti che hanno vinto più gare negli sport invernali. Una gara a distanza, quella fra i due norvegesi. Marit ha vinto lo sprint a coppie, insieme a Ingvild Flugstad Østberg. Una gara che ha visto la rinuncia della coppia ucraina, composta da Marina Lisogor ed Ekaterina Serdyuk. Ufficialmente per infortunio. Ma, in realtà, si pensa che la mancata partenza sia dovuta a un’altra ragione: il comitato olimpico ucraino aveva chiesto al Cio l’autorizzazione, per i propri atleti, a indossare il lutto al braccio per le vittime degli scontri di Kiev (almeno 25 le persone che hanno perso la vita tra martedì 18 e mercoledì 19 febbraio negli scontri tra polizia e manifestanti); il governo dello sport mondiale aveva, però, negato l’autorizzazione, affermando che  la carta olimpica vieta prese di posizione politiche ai Giochi. Una decisione da molti ritenuta discutibile, che è, secondo vari osservatori, la vera causa scatenante del ritiro.

Si è, invece, fatto sentire Sergey Bubka, il mito del salto con l’asta ora presidente del comitato olimpico ucraino: in un tweet, l’olimpionico di Seul ha espresso “il cordoglio per le vittime a Kiev”. Bubka ha proseguito: “il mio appello a tutte le parti: per favore, ricordatevi la tradizione della Tregua Olimpica, deponete le armi”. Ma Kiev resta una città ferita, dove non sembra esserci diritto di cittadinanza per le manifestazioni sportive: anche Dinamo-Valencia di Europa League, in programma domani, 20 febbraio, si svolgerà in campo neutro a Nicosia.

Tornando allo sport (anche se è difficile parlarne, in un contesto simile), spicca la défaillance dei norvegesi nello sprint a coppie maschile di fondo: i favoriti della gara non hanno neanche centrato il podio. L’oro è andato alla Finlandia (primo oro a questi Giochi) davanti a Russia e Svezia; sfortunati i tedeschi, penalizzati da una caduta. Nel gigante parallelo di snowboard vince il russo Vic Wild, soprannominato “l’uomo Tetris” per i suoi pantaloni a scacchi multicolore, davanti all’elvetico Nevin Galmarini. Ancora meglio va, per la Svizzera, nella gara femminile: è oro – il sesto per i rossocrociati -conquistato da Patrizia Kummer. A Ted Ligety la vittoria nel gigante: precede due bleus: Steve Missillier, protagonista di una grande rimonta nella seconda fase, e Alexis Pinturault. Delusione per Davide Simoncelli, terzo dopo la prima manche: sbaglia completamente la seconda e finisce 17esimo, preceduto persino dall’ottimo Luca de Aliprandini, undicesimo. Al ventesimo posto, Bode Miller: qualcuno vede, in questi Giochi, il tramonto dell’americano.

Notiziona: oggi, nel pattinaggio di velocità non hanno vinto le olandesi. Nei 5000 metri, Ireen Wüst e Carien Kleibeuker si sono dovute accontentare del secondo e del terzo posto; a vincere, la ceca Martina Sáblíková. Aperti i giochi, invece, nel pattinaggio artistico, dove una strepitosa Carolina Kostner ha agguantato la terza posizione provvisoria (con 74.12) dopo il programma corto: sulle note dell’Ave Maria di Schubert si rivela la migliore in assoluto per quanto riguarda i components. In classifica generale, è a un’incollatura dall’olimpionica e iridata in carica, la coreana Yuna Kim (74.92) e dalla russa Adelina Sotnikova (74.64). Fuori dai giochi, invece, l’altra beniamina del pubblico del Bolshoi, Julia Lipnitskaia , caduta dopo un triplo flip e solo quinta con 65.23. Per Carolina, è lecito sperare.

Passiamo al curling femminile: la finale sarà Canada-Svezia. Le nordamericane hanno battuto la squadra britannica, mentre le scandinave hanno sconfitto la Svizzera per 7-5. Le rossocrociate proveranno a portarsi a casa almeno il bronzo. Nell’hockey, netta vittoria degli svedesi sulla Slovenia, per 4-0, mentre la Finlandia ha battuto la Russia per 3-1: padroni di casa fuori ai quarti. Di misura il successo del Canada sulla Lettonia, per 2-1. Quarta semifinalista la squadra degli Stati Uniti: 5.2 alla Cechia. Domani le finali donne, con la Svizzera che cercherà di vendicare le ragazze del curling contro la Svezia, e di prendersi il bronzo. Mentre per l’oro, una scontatissima Usa-Canada.

Nel medagliere, la Norvegia torna in testa: sorpassa la Germania con 9 ori a 8.

Clemente Isola

In alto, Ole Einar Bjørndalen (fotoVow, licenza Creative Commons)

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