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Blatter: “Qatar scelta giusta, ma giochiamo d’inverno”

16 maggio 2014 • Cinque cerchi e un pallone

Dopo il polverone scatenato dalle sue dichiarazioni sull’edizione 2022 dei mondiali, Sepp Blatter ha dovuto necessariamente correggere il tiro. Il sempiterno presidente della Fifa si è esibito in un dribbling degno di Neymar per sfuggire al pressing dei cronisti ed ha voluto precisare: “Non ho mai detto che l’assegnazione al Qatar della coppa del mondo sia stato un errore. Ho detto che l’errore consiste nel pensare di farla disputare in estate, perchè i rapporti che abbiamo commissionato dicono chiaramente che in quella stagione c’è troppo caldo. Allo stesso modo, smentisco di aver affermato che il Qatar ‘si è comprato’ i mondiali: ho detto semplicemente che la scelta è stata determinata da considerazioni politiche, il che è molto diverso”.

Avanti tutta, quindi, come ordina il monarca del pallone, e il fatto che la Fifa sottolinei come il periodo dell’anno nel quale disputare il torneo sia ancora da definire significa in realtà l’esatto contrario: la decisione è già stata presa e si giocherà d’inverno, a costo di sfidare i grandi club europei in un pericoloso braccio di ferro. Nel Vecchio Continente, la stagione invernale è il momento cruciale sia dei campionati nazionali che delle coppe ed è impensabile che le big decidano di affrontare la Champions League senza i loro migliori elementi. Nemmeno la Uefa ed i suoi sponsor potrebbero mai accettare una situazione di questo tipo, il che lascia presagire l’imminente inizio di uno scontro politico tra i governanti del calcio. L’anno prossimo va in scadenza il mandato di Blatter come presidente della Fifa e il settantacinquenne ha già annunciato di volersi ricandidare.

Il suo rivale più autorevole sarebbe proprio Platini, anche se l’ex juventino ha preferito aspettare la fine dei mondiali per rendere note le sue intenzioni e se al momento Blatter ha come unico sfidante ufficiale un altro francese: Jerome Champions, che nella Fifa ha già svolto i ruoli di segretario generale e direttore delle relazioni esterne. L’atteggiamento di Platini nei confronti di Blatter sembra molto eloquente. L’ex numero 10 ha già detto di considerarsi “l’unico che potrebbe battere” l’attuale padrone del vapore e, rivendicando la scelta dei giudici di linea per assistere l’arbitro nelle situazioni decisive, ha raccontato come la riforma abbia avuto un avvio difficile, perché Blatter non voleva sostenere un’innovazione che non era proposta da lui stesso. Un altro diverbio tra i due ha riguardato il velo sul viso delle calciatrici di religione islamica. Secondo Blatter, la Francia non avrebbe avuto l’autorità per imporne la rimozione, senza un avallo della Fifa, ma Platini gli ha risposto in maniera sprezzante: “Sbaglia, perché la legge dello Stato prevale su quella del calcio”.

Il fatto che i rapporti di potere interni al governo del calcio stiano cambiando lo si è capito anche dal sorteggio dei mondiali 2014, con la Francia inserita in un’urna più “morbida” per farla entrare in un girone più abbordabile, a tutto discapito del tanto decantato ranking internazionale. La decisione di giocare l’edizione 2022 d’inverno rischia di mettere nelle mani di Platini un’altra arma letale, perchè nel suo ruolo di presidente della Uefa avrà gioco facile nel sostenere l’ovvia protesta dei superclub. Da abile politico, Blatter si è già attivato per intensificare i contatti con quelle federazioni che invece lo appoggiano, proprio per la sua capacità di elargire onori e soddisfazioni (anche economiche) al momento giusto. Col presidente in carica ci sono certamente molti paesi africani ed ovviamente la Russia e il Qatar, ai quali sono state assegnate le prossime due edizioni della coppa del mondo.

Ma la partita è solo all’inizio. L.Z.

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