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Brazil S/A, una pennellata verdeoro sotto la Madonnina

12 Aprile 2014 • Eventi, Un museo al giorno

AlberiSi scende, poi, al primo piano, con lo spazio dedicato alla rivista Casa e jardim e all’esposizione Arboredo: gli oggetti mostrati qui sono stati prodotti con materie prime. A farla da padroni sono alberi giganti realizzati ognuno con una fibra brasiliana diversa (come mais, banano e bambù), e filati di cotone. Ideata dal designer Renato Imbroisi, l’opera è stata interamente prodotta dai tessitori di Muquém, quartiere rurale nel comune di Carvalhos, a sud di Minas Gerais.

SgabelloNuova sala e ritorno al Brasile delle origini, con una grande varietà di sgabelli. Un tipo di manufatto che, ricordano i cartelloni esplicativi, era già presente in Brasile prima del 1500, anno in cui inizia la colonizzazione portoghese del paese. Tra gli oggetti in mostra, vari sgabelli prodotti molto di recente da amerindi brasiliani (e, quindi, in stile tradizionale precolombiano), ma anche da abitanti delle città. Come quello (anonimo) ispirato alla Seleção (è pitturato con i colori della nazionale e reca la scritta “Brasil” da tutti e quattro i lati). La legenda spiega che è stato prodotto in occasione dei Mondiali del 2010 nel quartiere di Vila Madalena, a San Paolo.

PresepeSi passa, poi, al “laboratorio della sostenibilità”, dedicato all’arte indigena. I cui protagonisti, spiega la guida della mostra, sono “persone che non condividono il nostro senso di arte”. Cioè? Cioè, per gli artisti indios non c’è differenza tra arte e manufatto: non esistono oggetti contemplativi, ma solo prodotti che servono a qualcosa di pratico, opere d’arte utili per un’azione della vita quotidiana. Insomma: si potrebbe dire che, in questa particolare visione, artigianato e arte si uniscono, diventano la stessa cosa. La sala mostra un buon numero di oggetti di artigianato artistico, che  (si specifica) sono anche in vendita.

 

 

 

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Tutte le foto sono di Guido Berger; si possono utilizzare liberamente se viene citato l’autore

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