MENU

Brasile: crisi o opportunità? Incontro con la Camera di Commercio Italo Brasiliana

22 ottobre 2013 • Senza categoria, Te lo dò io il Brasile

L. FELETTOAgli imprenditori e ai manager delle aziende italiane, la Camera di Commercio Italo Brasilianawww.ccib.it – propone il seminario “Brasile: crisi o opportunità? Come agire per avere successo”. L’evento in programma giovedì 24 ottobre nella sede milanese della CCIB di via della Moscova 3 a partire dalle ore 14.15.Il seminario intende fornire indicazioni concrete sul Brasile e su come operare sul territorio dei suoi 27 Stati. In particolare, a seguito dell’accordo firmato il 10 gennaio 2013 dalla CCIB con lo Stato dell’Espirito Santo, verrà illustrato il protocollo delle possibili collaborazioni tra le aziende dei due Paesi.Lo Stato dell’Espírito Santo è un mercato che presenta una certa attrattività per le imprese italiane perché è il secondo produttore brasiliano nell’Oil & Gas e il Paese con il Pil più alto del continente. Le nuove scoperte di giacimenti dovranno essere potenziate con infrastrutture stradali e autostradali, l’edilizia civile e industriale e la meccanica di precisione, tutti settori dove l’Italia può portare un prezioso know how. Per cercare di comprendere l’insieme della “geografia economica” dello Stato dell’Espirito Santo – Brasile, è necessario valutare alcuni aspetti strategici. Per questo abbiamo rivolto alcune domande a Luciano Feletto, (nella foto) presidente CCIB.

Quali sono nell’ambito dello Stato dell’Espirito Santo le zone dove le imprese italiane potrebbero delocalizzare?

Lo Stato diviso tra Nord e Sud, propone vantaggi e situazioni fiscali diverse tra di loro. Per decidere la migliore soluzione all’impresa, è sempre utile confrontare i vantaggi offerti da un’area, con le scelte strategiche dell’impresa, rispetto i suoi settori d’operatività. La prima indicazione utile per un’impresa industriale italiana, che volesse insediarsi oggi nell’Espirito Santo, è che il suo insediamento è più vantaggioso se avviene al Nord dello Stato, ove può godere, oltre che di rilevanti vantaggi fiscali, di una logistica strategica rappresentata dalla ferrovia, viabilità, autostrada in costruzione e collegamenti diretti con i principali porti della capitale.

Come sono gestiti attualmente i porti dello Stato di ES? Quali facilitazioni di imbarco-carico-scarico?

I porti internazionali dell’Espirito Santo sono due, ma in pratica ce ne sono cinque, poiché tre di proprietà d’imprese locali di grandi dimensioni che li usano in autonomia, e che all’occorrenza, permettono il transito di altre merci, sul loro porto. Tutti moderni, organizzati ed efficienti.

Come sono collegati attualmente i porti con le attuali principali aree di sviluppo dello Stato di ES? E quali collegamenti con gli Stati limitrofi: Rio de Janeiro, San Paulo, Bahia e Minas Gerais?

I principali porti della capitale Vitoria sono collegati attualmente da un’arteria federale Sud – Nord agevole. La parte a Nord dello Stato, anche con la ferrovia, che poi si snoda negli Stati del Minas Gerais e San Paolo. I collegamenti con gli Stati limitrofi sono buoni, e sono in costruzione collegamenti autostradali con Rio de Janeiro, Minas Gerais e Bahia, e con strade efficienti con tutti gli altri Stati limitrofi, avendo presente che il “porto” che utilizzano abitualmente le imprese del Minas Gerais, è quello di Vitoria/ES.

Quali sono attualmente le leggi dello Stato ES che tutelano l’ambiente?

Lo Stato, nell’osservanza della direttiva federale sulla materia, pratica leggi ambientali evolute, che per le imprese italiane abituate a leggi restrittive, sono facilmente applicabili, e nella fattispecie, lo Stato, a vocazione industriale, agevola le Imprese organizzate in tal senso.

Quali le forme di fiscalità attivate nei confronti di chi importa e nei confronti di chi delocalizza?

Come è comune in tutto il Brasile ed anche nell’Espirito Santo, la sola “commercializzazione” di prodotti, attrezzature e merci, in generale è gravata da forti imposte e tasse d’importazione, senza possibilità di alcun vantaggio. Diversa è la situazione nel caso di un’impresa Italiana che intenda insediarsi nell’Espirito Santo per fare l’“assemblaggio o produzione locale”, poiché lo Stato, competente per un’imposta che incide il 18% sui beni importati e movimentati, in base alla tipologia e tecnologie dei “componenti o parti importate”, la può ridurre o annullare, facilitando così la competitività dell’Impresa lì insediata. Lo Stato dell’Espirito Santo per la sua collocazione geografica Paese (sul mare e prettamente industriale ove la metallurgia, Oil & Gas, marmi e graniti ed altre eccellenze) ne fanno una location appetibile, e per nostra esperienza, sappiamo che “ogni progetto imprenditoriale Brasile”, deve comunque essere valutato, considerando diversi fattori strategici all’impresa.

La CCIB, fondata nel 1954, è legalmente riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico di Roma ed è Registrata al n°18 nell’elenco delle Camere di Commercio italo estere o estere in Italia. Il suo obiettivo è fornire agli operatori economici delle due comunità di riferimento, italiani verso il Brasile e brasiliani verso l’Italia, informazioni, consulenza e assistenza. In particolare la CCIB intende informare e sostenere le Imprese italiane nelle loro azioni d’internazionalizzazione verso il Brasile; promuovere con altri Organi del “sistema Italia” eventi miranti al sostegno delle Imprese e del Made in Italy; fornire alle Imprese italiane adeguati servizi perché possano valutare, con conoscenze opportune, le loro azioni verso il Brasile; adottare metodologie di supporto e comunicazione alle Imprese ed Organi del “sistema Italia”; favorire, in ogni forma, le collaborazioni tra le due comunità economiche e istituzionali, utilizzando, caso per caso, le metodologie atte a favorire gli scambi tra queste diverse culture economiche. CCIB ha sede a Milano in via della Moscova 3 (tel. 026552044, camera@ccib.it – www.ccib.it) e in Italia è presente con Uffici di Rappresentanza in Liguria, Friuli, Emilia Romagna e Lazio.

Repubblica presidenziale con assetto federale dal 1891, il Brasile ha dimensioni e caratteristiche di un continente più che di un Paese, quindi avventurarsi per commercio o iniziative imprenditoriali in questa realtà, senza guide esperte, può esporre a seri rischi o far perdere preziose opportunità. CCIB aiuta a prevenire i rischi e a sfruttare al massimo le opportunità. Su una superficie di 8,5 milioni di kmq (2,2 volte l’Unione Europea dopo l’allargamento a 25 Paesi, e 28 volte l’Italia) il Brasile è diviso in 26 Stati che, con il distretto federale, sono convenzionalmente raggruppati in 5 grandi regioni. Ogni Stato ha regole, leggi, usi e costumi differenti, anche se per tutti la lingua è il portoghese e la moneta è il Real. Gli abitanti sono circa 186 milioni, quasi il 40% dell’Unione Europea, il triplo dell’Italia, il 30% ha meno di 14 anni e solo l’8% ha più di 65 anni. Quindi si tratta di un Paese giovane, con una grande spinta alla crescita. CCIB intende qualificarsi presso gli stakeholder come il centro di competenze e di partnership più affidabile per chi vuole cogliere le possibilità di questo mercato in pieno sviluppo e molto attratto dal Made in Italy.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »