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Brasile “mundial” in sostenibilità. Sarà vero?

1 dicembre 2013 • Affari & Persone, Senza categoria

97506_ext_arquivodi Filippo Franzoi. *Il Brasile gioca è vince i suoi “mondiali” della sostenibilità. Il Paese sudamericano rappresenta, da un punto di vista socio-economico, una della realtà più dinamiche del pianeta. Il modello di crescita e sviluppo presenta diversi aspetti positivi, ma anche molte zone d’ombra su cui resta ancora moltissimo da fare. Alcuni di questi aspetti sono stati brevemente analizzati in un precedente articolo. C’è però un campo in cui i brasiliani giocano un ruolo da protagonisti. E non si tratta del campo di calcio, ma di quello delle imprese attente alla sostenibilità. Questo aspetto è ben evidenziato nel Sustainability Spotlight di luglio 2013 a cura di Bank Sarasin. Il sustainability research team della banca, infatti, ha analizzato 79 aziende brasiliane, e ne ha confrontato la performance in termini di sostenibilità con quella di altre compagnie provenienti da Paesi emergenti. Ben 38 delle imprese considerate sono risultate eleggibili per entrare a far parte dell’universo degli investimenti sostenibili dei mercati emergenti, una percentuale in linea con le realtà europee.

Negli altri Paesi “in via di sviluppo” la percentuale di aziende “virtuose” si ferma sotto il 30%. L’atteggiamento sembra essere propositivo anche dal punto di vista della reportistica di sostenibilità. Quello delle imprese brasiliane è infatti il terzo gruppo al mondo, per numero di aziende, a pubblicare il proprio report di sostenibilità in accordo con i principi del Global Reporting Initiative (Gri).

È facile capire come la capacità di attrarre investimenti sia una caratteristica fondamentale per le realtà in crescita. In particolare l’attenzione a tematiche di sostenibilità è sempre maggiore, anche in un ottica di identificazione delle migliori possibilità di investimento. Puntare su aziende attente alla sostenibilità è preferibile non solo da un punto di vista etico, ma spesso anche in un’ottica di ritorno economico. Sempre più, infatti, la performance delle imprese sostenibili risulta migliore. L’investimento è inoltre più sicuro, in quanto tali aziende sono spesso più preparate ad affrontare crisi e cambi di regolamentazione.

ETicaNewshttp://www.eticanews.it/2013/11/brasile-mundial-in-sostenibilita/ – aveva già evidenziato l’importante presenza brasiliana in occasione del lancio del Dow Jones Sustainability Emerging Markets Index, a febbraio di quest’anno. È vero che è ancora piccola la percentuale di asset sul mercato brasiliano che viene gestita con attenzione a criteri ambientali, sociali, e di corporate governance, tuttavia non mancano segnali incoraggianti. L’indice SRI lanciato dalla borsa brasiliana BM&F BOVESPA nel 2005 è stato un importante catalizzatore, e oggi importanti fondi pensione del Paese si sono organizzati in una rete che supporta l’adozione dei Principles for Responsible Investment (Pri) delle Nazioni Unite.

Può essere interessante considerare qualche esempio concreto indicato da Sarasin. Il primo riguarda un settore piuttosto delicato, quello della cosmetica. Natura Cosmeticos basa l’80% della propria produzione su piante di cui si rifornisce direttamente da agricoltori e comunità locali. La società applica inoltre rigidi standard ambientali e sociali lungo tutta la catena del valore. L’aver costruito delle relazioni a lungo termine consente di salvaguardare la materia prima da uno sfruttamento eccessivo, dunque preserva la biodiversità, permettendo allo stesso modo lo sviluppo delle comunità rurali in maniera sostenibile.

Rojas Renner è invece principalmente attiva nel settore tessile. A fianco della sua linea d’abbigliamento in cotone organico tuttavia, presenta anch’essa una linea di cosmetici. La società è molto attiva in ambito sociale, conduce audit sui fornitori, per controllare che rispettino tutte le specifiche a valenza sociale. Inoltre, somministra questionari di soddisfazione a personale e clienti. Gli ultimi risultati dei secondi, in particolare, sono stati particolarmente buoni. Questi sono solo due esempi positivi, ma ve ne sono anche in altri settori. Ciò che emerge, ed è di particolare rilievo, è che negli ultimi anni il consumatore brasiliano della classe media ha mostrato un’attenzione particolare agli impatti ambientali e sociali dei prodotti e servizi che acquista. Essendo una classe in continua crescita, in un Paese che si avvia a diventare uno dei mercati più importanti del mondo, è facile immaginare come la cura e l’attenzione per queste tematiche diventerà sempre più importante per ottenere successo. E questa è una considerazione che è valida trasversalmente per tutti i settori di business.

* per gentile concessione di ETicaNewswww.eticanews.it.

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