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Brasile-Olanda, la finale dei delusi

12 luglio 2014 • Sport news

In un Mondiale di calcio, la partita che assegna il terzo e quarto posto è spesso chiamata “la finale dei delusi”. Perché chiunque arriva a un passo dalla finale e non vi accede ha il diritto legittimo di affrontare l’ultimo match con l’amaro in bocca. Ma c’è delusione e delusione. Prendete la Svezia e la Bulgaria a Usa ’94, che contro ogni pronostico raggiunsero le semifinali: insieme all’amarezza di non essersi giocati il titolo, hanno sicuramente provato appagamento per essere giunti fino in fondo. Stesso discorso per la Croazia a Francia ’98 – anche se, in questo caso, la semifinale con i padroni di casa fu decisa da un errore marchiano del giocatore di maggior classe ed esperienza del gruppo: il capitano Zvonimir Boban. Più cocente l’amarezza della Germania a Messico ’70: la “finalina”, poi vinta per 1-0 contro l’Uruguay, era il risultato della grande partita persa 4-3 contro l’Italia ai supplementari. Così come la Francia si fece rimontare due gol dalla Germania, sempre all’overtime di una semifinale (questa volta di Spagna ’82), per poi perdere ai rigori. Anche l’Italia, nel 1990, uscì ai penalty contro un Argentina nettamente inferiore: la finale terzo e quarto posto contro l’Inghilterra fu una partita spettacolare, ma naturalmente la brillante squadra di Vicini la affrontò con molti rimpianti.
Tuttavia,  il Brasile odierno affronta la “finalina” con grado di frustrazione mista a choc che nessuno aveva mai raggiunto prima. La batosta contro la Germania non è una sconfitta come tutte le altre: è una vera e propria umiliazione, un tracollo, un disastro, che ha eguagliato il peggior passivo subito dal Brasile in 90 minuti (l’altro risale al 1920, uno 0-6 contro quell”Uruguay che, di lì a poco, avrebbe vinto due Giochi Olimpici e una Coppa del mondo, per poi bissare al Maracanã nel dopoguerra). La legittima delusione dell’Olanda – sconfitta-beffa ai rigori dall’Argentina, dopo un primo penalty molto contestato – è davvero bruciante, ma non quanto quella della Seleção, data erroneamente per grande favorita nei mondiali casalinghi e svanita, nella sua pochezza tecnica, come neve al sole. Curiosità sulla formazione che schiererà Scolari e sulla reazione dei giocatori: partita d’orgoglio o nuovo crollo per stress? Sicuramente, gli Oranje avranno la mente più sgombra.
E’ la prima volta che Brasile-Olanda – squadre che spesso in passato sono state accostate per fantasia e gioco spettacolare – si disputa con il terzo posto in palio. Nella loro storia, si sono affrontate 11 volte: tre vittorie a testa e cinque pareggi. In teoria, si parla di 12 confronti perché è incluso quello (vinto dal Brasile) che fu disputato ai Giochi Olimpici di Helsinki 1952. Ma la Fifa non lo conta: in tutta probabilità perché le partite a “cinque cerchi” non erano già più riconosciute come presenze in nazionale A, ma declassate alle selezioni minori. Ai Mondiali, Olanda e Brasile si sono incontrate nel 1974 (girone di secondo turno, 2-0 per i “tulipani” che si qualificheranno per la finale, relegando la Seleção alla “finalina”), nel 1994 (successo per 3-2 del Brasile ai quarti di finale dopo rimonta olandese dal 2-0), nel 1998 in semifinale (1-1 ai tempi regolamentari e vittoria ai rigori per i verdeoro) e nella scorsa edizione (vittoria olandese per 2-1 ai quarti). Quindi: due successi Oranje, uno brasiliano e un pareggio.
Per la Seleção la partita di stasera è la quarta “finalina”: la prima fu nel 1938, in Francia (vittoria per 3-2 contro la Svezia), la seconda nel 1974 (sconfitta per 1-0 contro la Polonia) e la terza quattro anni dopo, nel 1978 (vittoria per 2-1 contro l’Italia). L’Olanda, invece, è alla seconda finale per il terzo e quarto posto di una Coppa del Mondo. Unico precedente nel 1998: reduce dalla semifinale persa ai rigori contro il Brasile, perse per 2-1 contro la Croazia. Se contiamo anche i due Giochi Olimpici i cui vincitori furono riconosciuti campioni del mondo, dobbiamo aggiungere la “finalina” – anzi, le “finaline – del 1924, a Parigi: l’Olanda affrontò la Svezia a Colombes e pareggiò per 1-1. Allora, quando la partita non si sbloccava ai supplementari, si ripeteva la partita: così, il giorno dopo, si giocò ancora, con la squadra scandinava vittoriosa per 3-1 e medaglia di bronzo.

A. Z.

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