MENU

La prima mondiale di Brasilia

16 giugno 2014 • Sport news

Lo stadio nazionale di Brasilia, dedicato al grande Mané Garrincha, ricostruito per i Mondiali, ha una capienza di oltre 70mila spettatori – il secondo dei 12 stadi “mondiali” dopo il mitico Maracanà.

© PaoloCremonesi

© PaoloCremonesi

Peccato che, nella capitale federale brasiliana, non ci sia una squadra di serie A: il Brasilia, squadra più antica della città, non gioca nella massima serie dal 2000.

 

 

Il rischio che l’impianto diventi una costosissima cattedrale nel deserto non è assolutamente peregrino. Per questo – oltre a ospitare concerti e, forse, pochi incontri internazionale – il “Mané Garrincha” sarà teatro, l’anno prossimo, di qualche partita di squadre che vanno per la maggiore, come le carioca Flamengo e Fluminense in una sorta di tournée. Un palliativo? Può darsi.

©PaoloCremonesi

©PaoloCremonesi

Intanto, lo stadio si gode i suoi cinque minuti di gloria ed esordisce ai Mondiali per Svizzera-Ecuador.

 

In realtà,

©PaoloCremonesi

©PaoloCremonesi

l’impianto non è pieno: alcune chiazze rosse sugli spalti sono evidentemente formate da tifosi elvetici; altro “rosso”, qui e là, identifica invece le poltroncine vuote. Comunque, il colore dominante è il giallo Ecuador – colore in cui si possono sicuramente confondere gli onnipresenti brasiliani.

©PaoloCremonesi

©PaoloCremonesi

Di bandiere e striscioni ce ne sono un botto: vengono da Svizzera, Ecuador e dal Brasile, ma anche da altre aree, come Germania e Inghilterra. Si sa, ognuno va a vedere le partite che può.

 

C’è però una strana regola: non si possono attaccare bandiere al primo anello, e sono anche vietati i drappi con asta. Ma, almeno nel primo tempo, bordo campo è pieno di striscioni e stendardi. Tra questi uno – proprio alla sinistra Chiassodella porta difesa da Benaglio – reca “Forza Chiasso”, arriva dalla ville douanière ticinese: sarà fatto togliere per il secondo tempo.

Spiccano anche bandiere del Vallese, un drappo del Flamengo. Sarà un tifoso di Rio o un supporter di Brasilia che aspetta con ansia l’arrivo dei rossoneri carioca nella capitale federale?

Un tifoso elvetico viene inquadrato dalla televisione. Su Facebook, la moglie (che è rimasta a casa) mostra l’immagine e commenta divertita che almeno in televisione può vedere suo marito.

Anche il tam tam mediatico, che oggi più che mai coinvolge i social network, fa parte del fascino dei Mondiali.

 

Roderick Lewis

 

 

 

 

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »