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Brasile a caccia di partner Made in Italy

15 maggio 2014 • Economia Real

Dal 1996 a oggi la Camera di Commercio Italo-Brasiliana, CCIB – www.ccib.it –  ha organizzato oltre 150 appuntamenti  tra seminari, eventi e tavole rotonde, promosso e gestito 115 missioni imprenditoriali mirate, analizzato oltre 4.000 casi all’anno, raddoppiato ogni anno il numero di soci e il fatturato. Dal 10 gennaio dello scorso anno la Camera ha ratificato l’accordo con lo Stato brasiliano dell’Espirito Santo per rappresentarlo commercialmente in Italia (a sostegno delle imprese). Il prossimo 29 maggio inoltre CCIB festeggia il suo 60° compleanno (la Camera è nata nel 1954 a Milano) con una serata che vedrà la partecipazione – a inviti – di aziende, rappresentanti delle istituzioni, Ambasciata del Brasile, Consolato e piccoli e grandi imprenditori italiani che hanno fatto fortuna in Brasile. Abbiamo rivolto alcune domande all’attuale presidente della Camera, Luciano Feletto.

 

L’attuale situazione di stagnazione dell’economia brasiliana deve preoccupare le Imprese Italiane?

E’ vero che le proiezioni di crescita del Pil del Brasile per il 2014 si attestano tra il 2 e il 2,5%, ma se paragonato alla crescita zero, o negativa dell’Europa, si spiega anche tecnicamente la stagnazione dell’economia brasiliana, poiché il Brasile è un grande esportatore di commodities e materie prime, di conseguenza, subisce più di altri la crisi Mondiale. Nell’ultimo anno il Real ha perso circa il 30% del suo valore rispetto le monete forti, Euro e US$, ma è anche vero che nel periodo da metà 2012 ad aprile del 2013, tutte le monete forti, yen, US$, $ Canadese, Sterlina e Lira turca, hanno perso in media il 30% rispetto l’Euro, quindi nulla di preoccupante dal punto di vista della sicurezza Paese Brasile.

La realizzazione delle opere e infrastrutture per i Mondiali di calcio del 2014 sta fornendo un’immagine talvolta negativa dell’organizzazione brasiliana in generale. Come bisogna valutare il Paese dal punto di vista organizzativo?

Alcuni movimenti di protesta iniziati con la “visibilità Mondiale offerta dalla Federation Cup del 2013” stanno sollevando perplessità per chi non ha buona memoria, essendo questi movimenti pacifici e mirati al conseguimento di migliori condizioni sociali ed economiche, come peraltro, in forma spesso più violenta, è avvento in Italia negli anni di grande sviluppo italiano dal 1968 al 1980.

Gli investimenti internazionali hanno registrati una frenata proprio ora. Come mai?

Abbiamo assistito a una contrazione negli investimenti stranieri in Brasile, ma per chi vuole essere un attento osservatore, è necessario scindere gli investitori ed operatori economici “stabili – imprese e investitori -” dagli operatori “occasionali – borsa e speculazioni –“, che influenzano poi valutazioni d’insieme sul Paese. Alcune delle certezze riguardo il Brasile sono: una popolazione giovane e consumatrice, la necessità d’acquisire e/o condividere molte delle tecnologie e conoscenze del Made in Italy prima che altri Paesi evoluti continuino a superarci per efficienza; grande produttore e prossimo esportatore di Oil & Gas, quindi opportunità rilevanti per le imprese italiane dell’indotto; 2° produttore al mondo di ferro; 4° produttore del sistema automotive, con grandi spazi per il suo indotto; grande volontà di crescere, apprendere ed imparare, quindi, con le dovute cautele, un partner compatibile a noi. Le valutazioni ed osservazioni di cui sopra sono il frutto d’analisi e casi che quotidianamente trattiamo, conseguenti alla “sempre e consolidata incertezza” sull’agire di molte imprese del Made in Italy, che spesso, oltre a evidenziare le oggettive difficoltà nell’intraprendere un’internazionalizzazione, vedono il Brasile “lontano”, anche perché, non consultando dati disponibili presso organi di stampa ed ufficiali della situazione in generale, evitando così sensazionalismi che nulla hanno da spartire con il “fare impresa”, traggono conclusioni sommarie o poco attendibili del Paese al 7° posto del Pil Mondiale.

Come si sta impegnando la Camera di Commercio Italo Brasiliana per diffondere le opportunità offerte dal Brasile alle aziende italiane?

Questa nostra valutazione non deve essere vista come una presa di posizione di “parte”, ma avendo noi quale obiettivo e missione il sostegno al Made in Italy, fornendo dati, informazioni e consulenze qualificate, basate su fonti certe e non di “sensazione”, consigliamo alle imprese ed ai suoi manager di “leggere e cogliere” anche le opportunità offerte da situazioni “contingenti negative”, come il caso delle infrastrutture per i Mondiali 2014, rilevando alle imprese Italiane che “se il Brasile è carente d’organizzazione e strutturazione”, è perché è una realtà economica “giovane ed in grande sviluppo” ed ha quindi bisogno delle “conoscenze, imprenditorialità e tecnologie italiane” per competere in un mercato globale alla pari dei Paesi più evoluti, quindi “un’opportunità” per le nostre imprese.

Quali sono oggi i settori più promettenti per il Made in Italy?

Pur avendo già sommariamente esposto in precedenza la situazione di grande crescita e necessità di settori in Brasile, evidenziamo che oltre ai settori: manifatturiero (meccanica, plastica e indotto), Indotto sistema automotive, alimentare prodotti di qualità), Oil & Gas (indotto in tutte le sue forme), marmi-graniti, chimico/petrolchimico, farmaceutico e grandi opere – infrastrutture, il Brasile e le sue imprese, hanno la necessità di trovare partner consapevoli e competenti a gestire con loro uno sviluppo economico e tecnologico che le imprese italiane hanno, essendo queste ultime però carenti d’informazioni sulla cultura d’impresa in Brasile, che in molti casi diventa negativa, poiché spesso l’impresa italiana basa la situazione Brasile su esperienze fatte in altri Paesi. Ribadiamo e ricordiamo che il Brasile è un Paese ospitale, la sua “gente” è simpatica e gioviale, ma gli “affari e business” vanno gestiti con molta cautela, evitando la casualità e la superficialità.

Per questo motivo esiste la Camera di Commercio Italo Brasiliana di Milano, la cui funzione e mission è assistere le imprese italiane preventivamente nel loro progetto d’internazionalizzazione in Brasile, per valutare con loro quali siano le convegnenze caso per caso, per poi accompagnarle concretamente nel realizzarlo attraverso i supporti a 360° che siamo in grado di fornire direttamente avendo noi le competenze doganali, fiscali, del diritto societario, legislative, etc.

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