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Il tifo di Cernusco naufraga in un temporale

24 giugno 2014 • Maracanà, Sport news

Pubblico al limite della capienza al bar Bluè, a due passi dal centro cittadino di Cernusco sul Naviglio (Mi). In palio c’è il passaggio agli ottavi: l’Italia contro la Celeste di Oscar Tabarez, partita determinante e delicata per entrambe le formazioni. Al Bluè è stato allestito un maxischermo e attorno si respira un’atmosfera di giusta tensione, con forti emozioni e adrenalina alle stelle: speranza mista a rispetto per gli uruguagi. Siamo nel pre-partita e c’è uno sventolamento di bandiere azzurre e un’esibizione di maglie tricolori. Il pubblico è molto caldo, le bariste hanno la maglia azzurra con il tricolore dipinto sul volto e alcune ragazze per l’occasione si sono cinte sulle spalle la bandiera azzurra. Nell’attesa che l’arbitro Rodriguez dia il fischio l’inizio qualcuno si avventura in un pronostico come il sessantasettenne Arturo, che da profeta in patria prevede la vittoria dell’Uruguay per 1-0.

L’accoglienza non è delle migliori: “Chi la manda, Berlusconi?”, ci chiede. “No”, rispondiamo, “Buongiorno Brasile”. “Credo che l’Uruguay abbia più determinazione e mordente. Comunque Prandelli ha sbagliato formazione, perché in difesa avrei visto meglio Paletta al posto di Bonucci e Immobile andava impiegato nelle altre partite”.

“Penso che possiamo farcela”, ci dice la ventunenne Federica. “Vinceremo 1-0 e segnerà Balotelli. Però Prandelli la coppia Balo-Immobile doveva inserirla già prim,a e non nella partita decisiva. In ogni caso”, conclude, “credo che arriveremo in semifinale”. “Vinceremo noi con un gol di Immobile”, pronostica il diciottenne Edoardo, “ma Prandelli avrebbe dovuto cambiare la difesa inserendo forze fresche: Bonucci e Chiellini mi sembrano piuttosto statici; avrei puntato ancora su Paletta. Arriveremo in semifinale e mi auguro incontreremo il Costarica così ci vendicheremo della sconfitta subita”.

Intanto la partita inizia ma è piuttosto noiosa con poche iniziative da parte degli azzurri, molti falli da entrambe le parti accompagnati da disappunto da parte dei presenti. Balotelli divide il pubblico tra segni di incoraggiamento e altri di irritazione totale, mentre gli interventi in difesa di Chiellini sono accompagnati da fragorosi applausi (probabilmente di fede juventina) come anche i disimpegni di Verratti. Non c’è molto da segnalare e allora alcuni ne approfittano per telefonare o per scambiarsi effusioni amorose. L’unico sussulto lo regala Pirlo, con un gran tiro dal limite parato da Muslera e il pubblico si scalda applaudendolo. Poi Balo sbaglia un gol facile e i tifosi si infuriano mandandolo letteralmente a quel paese, ma poi si esaltano quando Buffon compie un doppio intervento su Suárez e Lodeiro. Il primo tempo finisce qui, ma si percepisce una certa delusione nella conduzione del match da parte degli azzurri. “Sul momento non ci siamo”, afferma Sara, 19 anni, “ma alla fine vinceremo noi con un gol di Immobile”. “Non credo sia un problema di cambi”, dice, da parte sua, il ventottenne Alessandro, “ma di approccio alla gara. Occorre un altro passo nel secondo tempo. Mi sono piaciuti molto Verratti, Pirlo e Darmian, deludenti Marchisio, Immobile e Balotelli”.

Secondo il 49enne Antonio ci siamo difesi e basta e il gol con questa mentalità è chiaro che il gol si può prendere; “sarebbe interessante affiancare Cerci a Immobile (non ci è dato sapere se il tifoso sia simpatizzante granata, ndr), visto che Balotelli è stato pressoché nullo, ha solo il fisico ed è molto bravo a far parlare di sé fuori dal campo. Mi è piaciuto molto Verratti”, conclude; “deludenti De Sciglio e Marchisio”. Intanto inizia la ripresa ma sembra che l’Uruguay abbia un piglio più aggressivo e la gente lo fa notare con veemenza, accompagnando ogni loro caduta o fallo nei nostri confronti con buuu ed epiteti ingiuriosi. Rodriguez si divora un gol e i tifosi tirano un sospiro di sollievo, ma quando Marchisio  viene espulso, la sala si trasforma in una curva, con epiteti offensivi sia nei confronti dell’arbitro messicano Rodriguez (visto come una sorta di reincarnazione di Moreno), sia contro gli uruguagi, Suárez in testa. Ormai la sala si è surriscaldata e segue con trepidazione l’andamento della gara con applausi fragorosi a Buffon per un prodigioso intervento su Suarez. “Grande Gigio”, gridano”. Ogni disimpegno azzurro è accompagnato da urla di incitamento e l’ingresso di Cassano al posto di Immobile viene accolto con un entusiasmo da curva: per l’ex sampdoriano c’è anche un coro da stadio. Il pubblico però si infuria quando Suarez dà un morso a Chiellini e non viene manco ammonito. Ma la sala ammutolisce quando, su un corner, la difesa rimane ferma lasciando saltare indisturbato Godin. Malgrado tutto, i tifosi incitano gli azzurri fino alla fine, ma il risultato non cambierà più.

Al triplice fischio, la delusione serpeggia nei volti di tutti che a capo chino raggiungono l’uscita, mentre fuori si sentono tuoni e fulmini. Gli stessi che, forse, gli avventori avrebbero voluto scagliare contro l’arbitro e contro i Prandelli boys per il poco fervore agonistico dimostrato in questa gara da “o dentro o fuori”.

Stefano Sconti

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