MENU

Donna Bowater, un’inglese a Rio

8 aprile 2014 • Sport news

C’era una volta “un americano a Parigi”, capolavoro di George Gershwin. Poi venne un inglese a New York (Englishman in New York), targato Sting. Ora è la volta di un’inglese (con l’apostrofo, questa volta) a Rio. Anzi: di una giornalista inglese a Rio. Si tratta di Donna Bowater, che racconterà i Mondiali come corrispondente del quotidiano londinese The Daily Telegraph. Ma che, a differenza di molti inviati ai grandi eventi, in Brasile ci vive. E lo racconta anche tramite un blog (www.donnabowater.com).

Giovane, ma già con esperienza alle spalle (ha lavorato per The Daily Express, Press Association, National News Press Agency, Birmingham Mail e Northampton Chronicle and Echo) è appassionata – oltre che di calcio – anche di cucina e di viaggi ed è tifosa del Wolverhampton. Donna ha rivelato al nostro giornale il suo Brasile, “un paese fantastico in cui lavorare come giornalista” ha detto. “La gente è molto amichevole, aperta e alla mano: insomma, è un posto affascinante in cui vivere”.

Donna Bowater

Donna Bowater

Che Brasile troveranno i tifosi che andranno a vedere i Mondiali? Il timore che tornino le manifestazioni che fecero da contorno alla Confederation Cup (ma non solo) è molto alto… “Le proteste esplose lo scorso anno sono giunte inaspettate, erano imprevedibili. Molti pensano che si ripeteranno durante la Coppa del mondo: la Fifa e gli organizzatori lo sanno bene. E prenderanno le loro contromisure, per impedire che ci siano conseguenze sulla regolarità delle partite. Molto probabilmente, gli stadi saranno dotati di una “zona di esclusione” attorno al loro perimetro. L’accesso a questa zona sarà consentito solo a chi è munito di biglietto. Questa misura sarà presa per prevenire una qualsiasi azione di disturbo nelle vicinanze degli stadi”.

A parte l’impatto che eventuali proteste di piazza potrebbero avere sui tifosi, ultimamente è apparso un nuovo fenomeno: quello della disaffezione nei confronti della Seleção. Una canzone diffusa di recente (Desculpe, Neymar) racconta la scelta di un brasiliano (in questo caso, il cantautore Edu Krieger) di non sostenere la nazionale verdeoro. Le proteste e la situazione potrebbero indurre una parte dei cittadini a “tifare contro”? “Penso che le proteste contro la Coppa del mondo siano un fenomeno molto differente dai sentimenti che i brasiliani provano nei confronti della Seleção”, obietta la giornalista del Telegraph. “Lo si è già visto nel corso della Confederations Cup: è possibile che i brasiliani restino convinti che i Mondiali in Brasile siano inutili, ma che, contemporaneamente, mantengano un alto livello di patriottismo nei confronti della nazionale. D’altra parte, alcuni giocatori hanno dimostrato supporto per le proteste dello scorso giugno. Lo ripeto: l’amore per il calcio e l’orgoglio per la Seleção, in gran parte, immutato. Nonostante le proteste”.

(per proseguire, clicca qui)

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »