MENU

L’addio dei Santos: dopo Djalma, scompare anche Nilton

28 novembre 2013 • Bordate d'autore, Senza categoria, Sport news

Non c’è più, il Råsundastadion. Non c’è più. E’ stato abbattuto, lo stadio del primo trionfo brasiliano in Coppa Rimet. Ma oltre le nubi, dove non esiste dolore, deve esserci qualcosa di simile. E questo stadio celeste, ultimamente, è piuttosto affollato. Lo scorso 23 luglio, nei suoi spogliatoi, si è presentato Djalma Santos, il lateral eterno, che aveva lasciato questa terra per una severa polmonite e insufficienza respiratoria. Poi era stata la volta di Nilton “Newton” De Sordi, la cui avventura terrena si era chiusa il 24 agosto, al termine di una lunga, travagliata convivenza con il morbo di Parkinson: lui, De Sordi, il terzino titolare del 1958, che aveva giocato tutte le partite tranne la finale. Sostituito proprio da Djalma Santos. Destino. Il giorno dopo era toccato Gilmar, al secolo Gylmar dos Santos Neves, l’unico portiere ad avere vinto due Mondiali. Già paralizzato per un ictus, l’estremo difensore del Corinthians, del Santos e della Seleçao era stato stroncato da un infarto.

Nilton Santos

E ora, come obbedendo a una trama misteriosa, se n’è andato un altro tassello di quella mitica difesa: Nilton Santos, al secolo Nilton dos Santos, A Enciclopédia do Futebol. Nilton il genio, il fluidificante, da tempo colpito da Alzheimer. E’ morto a Rio, nel quartiere di Botafogo, dove i suoi occhi bambini avevano scoperto il mondo. Destino. Anche lui se n’è andato per insufficienza respiratoria, come il suo “gemello” di fascia, Djalma.

Ce lo vediamo, ora, scalpitare negli spogliatoi del Råsundastadion celeste, mentre abbraccia i compagni, mentre abbraccia Djalma – nessun legame parentale, eppure due fratelli, ognuno a guardia della sua fascia – mentre abbraccia Gilmar, il portierone… mentre abbraccia Mané Garrincha, al secolo Manoel Francisco dos Santos, il fuoriclasse che lui stesso scoprì. Quattro dos Santos – Djalma. Nilton, Gilmar e Garrincha, chiamati a far divertire i Santi, nel Råsundastadion celeste. 

Guido Berger

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »