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Economia news


Finale di Champions: il Real batte l’Atletico con un goal al 90°

21 Maggio 2014 • Economia newsComments (0)

Come finirà la finale di Champions League in programma sabato 24 maggio? Impossibile saperlo ora, ma se il risultato della partita dipendesse dalle prestazioni dei siti web, sarebbe il Real Madrid ad avere la meglio.

Dall’analisi condotta da Compuware sulle prestazioni dei siti web di Atletico e Real Madrid [1], dopo un iniziale testa a testa, è il sito web del Real a registrare un tempo di risposta più rapido, con 5.215 secondi rispetto ai 5.673 dei Colchoneros. Che suoni come un pronostico o meno, le performance dei siti web di Atletico e Real sono all’altezza del percorso delle due squadre in Champions League; così come i giocatori di calcio si allenano senza sosta per migliorare le prestazioni sul campo, anche le aziende devono impegnarsi per ottimizzare le performance dei siti con strumenti che garantiscono tempi di risposta da campioni.

[1] Per analizzare le performance dei siti Internet di Real Madrid e Atletico, Compuware ha effettuato test continuativi nel periodo dal 13 al 19 maggio prendendo in esame i tempi di risposta e la disponibilità.

Compuware finale champions

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Le Pmi italiane all’assalto del Brasile prima dei Mondiali

10 Maggio 2014 • Economia newsComments (0)

La Camera di Commercio Italo-Brasiliana – www.ccib.it – da alcuni decenni svolge un ruolo importante nell’ambito degli scambi commerciali e culturali tra i due paesi. Il 29 maggio CCIB festeggia a Milano i suoi 60 anni di storia con un importante incontro riservato e a inviti. In questi ultimi anni grazie all’impegno dello staff e del suo presidente Luciano Feletto, ( al centro nella foto) la Camera è stato un punto di osservazione  molto importante per orientare le aziende italiane verso i mercati di un paese che per dimensione e per diversità tra i 27 stati federali che lo compongono, assomiglia più a un vero e proprio continente. A Feletto abbiamo chiesto lo stato dell’arte delle aziende italiane che operano in Brasile oggi e come evitare di perdere tempo e denari arrivando in Brasile con tutte le conoscenze tecniche, giuridiche, fiscali e commerciali necessarie per fare business.
Dottore Feletto ci dice quali sono oggi i settori maggiormente rappresentati dalle aziende italiane che operano in Brasile?

Le aziende più rappresentative del made in Italy sono il gruppo Fiat, Pirelli, Tim, Gruppo Marcegalia, Mossi & Ghisolfi, Landi Renzo, Ferrero, Barilla per citare le principali, seguite poi da un nutrito gruppo di piccole e medie imprese presenti nei settori predominanti che sono: meccanico e suoi derivati, plastica, indotto, Oil Gas, tecnologie nelle costruzioni, chimica e cosmetica, tecnologie informatiche e di comunicazione.

Quali sono le principali problematiche che le aziende italiane sono chiamate ad affrontare prima di iniziare a lavorare in Brasile?

Le “basi” sulle quali le imprese italiane devono valutare “preventivamente” il Brasile sono la necessità e consapevolezza che dovranno operare in un “sistema Paese” diverso da ogni altra realtà, evitando luoghi comuni, comparazioni e simili, dannosi al successo dell’iniziativa. Le  principali voci ed aspetti legislativi da osservare sono quelli doganale, fiscale, societario  – poter gestire la società -, diritto del lavoro, importazione ed esportazione dei capitali e degli utili conseguiti. Il Brasile è un Paese burocratico, ma che gode di Leggi aggiornate che vanno osservate, evitando come succede frequentemente, d’affrontarle a “cose fatte”, sempre evitando “il fai da te” e facendosi supportare e assistere da chi conosce le diverse materie. Grazie alla nostra esperienza quotidiana e continuativa possiamo dire che: è necessario confrontarsi e gestire il progetto Brasile con chi come la Camera di Commercio Italo Brasiliana conosce le problematiche e il Paese a 360°, evitando gli amici degli amici, conoscenti, parlatori di lingua e professionisti improvvisati.

Quali sono i principali ostacoli per chi decide di insediarsi con una fabbrica di produzione, e quali quelle che deve affrontare chi invece decide di commercializzare i loro prodotti?

Insediamento produttivo: l’impresa nel valutare un progetto d’insediamento produttivo deve prima conoscere il Paese (27 Stati federati), potendo in questa maniera scegliere la “logistica d’insediamento” più idonea al proprio settore d’attività, mercato, sub fornitori, porti, aeroporti ed eventuali vantaggi fiscali e finanziari, avendo cura di far elaborare da chi ha la competenza Paese, uno studio di fattibilità operativo, che esamini tutte le cautele da adottare, con le soluzioni tecnico pratiche.

Presenza commerciale stabile: le oggettive e più evidenti difficoltà rappresentate da una sola presenza commerciale possono essere  così riassunte: forti e articolate barriere doganali, rischi cambio, distanza oggettiva tra produzione e mercato, che aumentano l’instabilità del proprio mercato e prospettiva nel tempo. Va rilevato che una dettagliata analisi preventiva della situazione doganale e della legislazione specifica, con una presenza commerciale stabile, può mettere nelle condizioni l’impresa di diventare ragionevolmente competitiva, nell’attesa di verificare gli sviluppi commerciali prima d’un insediamento d’assemblaggio/produttivo o partnership.

Quali sono le richieste più ricorrenti da parte delle aziende italiane che desiderano approcciarsi al mercato brasiliano oggi?

Le richieste più ricorrenti che coinvolgono la nostra struttura riguardano le analisi del sistema doganale, aspetti fiscali, come controllare e tutelare i propri investimenti, come agire nell’ambito del diritto societario, del lavoro, supporti nell’acquisizione di sedi e aree industriali, finanziamenti e agevolazioni fiscali e supporti nello startup, e per le ragioni esposte nei paragrafi precedenti, buona parte del nostro lavoro deriva da “richieste di aggiustamento” di situazioni in essere, con particolare riferimento al diritto societario, lavoro e legislazione in generale.

Negli ultimi anni come sono cambiate le regole per entrare in Brasile? Avete notato che in occasione dei Mondiali di calcio si sono approvati nuovi regolamenti o nuove leggi statali per favorire investimenti stranieri?

Mondiali 2014: è opportuno rilevare che pur essendo stata un’opportunità per avviare grandi opere e grandi lavori per il 2014, sia per la non ben coordinata realizzazione di questo evento, sia per la tradizionale forma tutta italiana del “fai da te”, sono state colte scarse opportunità da parte delle piccole e medie imprese.

Regole per i Mondiali: nello specifico, il sistema doganale, abitualmente molto restrittivo, ha goduto di leggi speciali, anche se nella maggior parte dei casi sono state ignorate a scapito di vantaggi operativi ed economici, per le note e spesso giustificate cause di forza maggiore del “trovare sbocchi e lavoro alle proprie imprese”.

Cambiamento delle principali regole per fare affari in Brasile: nell’ultimo periodo non ci sono state sostanziali modifiche nel fare impresa in Brasile, ma causa la crisi mondiale si è sviluppata una più acerrima competitività internazionale per cui spesso le imprese straniere, anche Europee, agiscono con maggiore fermezza e decisione nel perseguire i propri obiettivi di entrata nel mercato locale. Inoltre grazie alla maggiore offerta internazionale, gli operatori brasiliani sono diventati spesso “poco trattabili”, quindi, due nuovi scenari strategici che se non corretti rapidamente, stanno collocando il “super gradito Made in Italy”, in una posizione di difesa rispetto le reali potenzialità e sue reali possibilità.

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Dopo i numeri europei DoveConviene sbarca in Brasile e Usa

30 Aprile 2014 • Economia newsComments (0)

Dopo il successo ottenuto in Spagna con il brand Geniale – www.geniale.es – la piattaforma digitale per prepararsi allo shopping nei negozi vicino casa, arriva in Brasile e Stati Uniti con i brand AondeConvem  – www.aondeconvem.com.br ShopFully  – www.shopfully.com. Partecipata dal venture capital Principia SGR e accreditata AppStore, proprio in questi giorni  l’applicazione è stata inserita anche da Google Play tra le migliori app consigliate negli store di tutti i paesi in cui è presente l’applicazione.
L’obiettivo su scala internazionale è replicare il modello di business che in Italia – 4,5 milioni di utenti registrati da desktop e mobile  – si è rivelato vincente anche grazie al supporto di capitali e competenze fornite da Principia. In quattro anni la società ha avviato la digitalizzazione del mercato nazionale dei volantini cartacei, che in Italia ha un valore stimato di oltre 1 miliardo di euro, confermando il ruolo di DoveConviene come primo mezzo geolocalizzato  in grado di spostare i consumatori nell’ultimo miglio pre-acquisto, ovvero nella fase di scelta del prodotto e del punto vendita.
“Ora la sfida è guadagnare la leadership anche negli Stati Uniti, in cui il mercato dei volantini cartacei vale 10 volte quello Italiano, ossia 10 miliardi di euro, e soprattutto in Brasile in cui il valore è stimato circa 1,5 miliardi di euro. Siamo soddisfatti del successo già riscontrato oltreoceano e della decisione di Google di inserirci tra le prime scelte nei propri store che evidenzia l’autorevolezza di DoveConviene in tutti i mercati in cui è presente e offre un sostegno per la diffusione dell’applicazione”, sottolinea Alessandro Palmieri, ceo e co-founder di DoveConviene.
“In tutti i principali mercati internazionali, internet sposta acquisti in negozio per 4-5 volte le vendite generate da e-commerce e questo trend si sta rafforzando con l’esplosione del mobile. Il successo di DoveConviene, media digitale dell’ultimo miglio e strumento di drive to store dello shopper, esemplifica perfettamente questo fenomeno” aggiunge Stefano Portu, ceo e co-founder di DoveConviene.

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Brasile terra di investimenti anche per Renault

18 Aprile 2014 • Economia newsComments (1)

Sarà perchè è un’economia in crescita stabile –  dopo gli alti e bassi dell’ultimo decennio – sarà che dal magico triennio 2014/2016 in cui si concentrano Campionato Mondiale di Calcio e Olimpiadi, ci si aspetta un miglioramento per tutta la popolazione sia dal punto di vista economico ma soprattutto nella qualità della vita per tutti, sta di fatto che il Brasile è diventato una meta per chi vuole investire a tutti i livelli. Tra il 2014 e il 2019, anche Renault investirà 500 milioni di real (162 milioni di euro) nella produzione di nuovi veicoli nel suo stabilimento di Curitiba.

Altri 240 milioni di real (78 milioni di euro) saranno destinati, nell’arco di dieci anni, alla creazione di un nuovo centro logistico per la rete di concessionarie in Brasile e in altri mercati. E’ stato Carlos Ghosn, presidente-direttore generale del Gruppo Renault, a spiegare il nuovo piano di investimento in Brasile. “Dal 2011, il Brasile è il secondo mercato di Renault dopo la Francia e rappresenta quindi una priorità nell’ambito della nostra strategia globale”, ha detto Ghosn. “Dopo aver concluso con successo il precedente piano di investimenti, Renault Brasile – www.renault.com.br –  punta ad aumentare la propria quota di mercato nel Paese”. La produzione di veicoli in Brasile prosegue da 15 anni. Con una quota di mercato del 6,7% a fine marzo, Renault si conferma il quinto maggior costruttore automobilistico nel Paese e punta ora a raggiungere l’8% entro il 2016. Il precedente piano di investimento, del valore di 1,5 miliardi di real (485 milioni di euro) ha consentito al colosso francese di rafforzare la propria strategia di crescita nel Paese, basata su tre pilastri: l’aumento della capacità produttiva da 280.000 a 380.000 veicoli all’anno nello stabilimento di Curitiba, sito nel complesso industriale Ayrton Senna; il rinnovamento della gamma con l’introduzione di due nuovi veicoli entro la fine del 2013: Master e Nuova Logan; l’espansione della rete di concessionari con l’apertura di 100 nuovi punti vendita, raggiungendo un totale di 275 in soli tre anni.

RenaultGroupBrasilMa non è solo questo investimento a concentrare l’attenzione degli analisti. Renault ha deciso di istituire un nuovo centro logistico a Quatro BarrasStato di Paraná –, che aprirà i battenti nel secondo semestre del 2015. L’investimento, pari a 240 milioni di real (78 milioni di euro) da distribuire nell’arco di dieci anni, creerà 250 posti di lavoro e un traffico quotidiano nell’ordine dei 120 mezzi pesanti. Oltre a rispondere alle esigenze della rete di concessionarie Renault in Brasile, il nuovo centro fornirà parti e componenti anche ad Argentina, Cile, Colombia, Messico, Paraguay, Perù, Uruguay, Venezuela, America Centrale, Africa meridionale e Francia. Il Gruppo presente in 118 Paesi – www.renault.com – per rispondere alle nuove sfide ecologiche ed economiche dell’industria automobilistica, ha scelto due strategie chiave: il miglioramento delle tecnologie esistenti attraverso nuove generazioni di motori a basse emissioni di CO2 e il programma di svolta “Zero Emissioni”. Il gruppo dispone di una gamma a emissioni zero completa, formata da Fluence Z.E., Kangoo Z.E., Twizy e ZOE, che mette l’innovazione al servizio del grande pubblico. Forte dell’Alleanza con Nissan, aspira alla leadership mondiale nel settore dei veicoli a emissioni zero.

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Sono arrivati i Mondiali di Wacko’s

16 Aprile 2014 • Economia newsComments (0)

La patata resta sempre la patata. Appetibile, gustosa, sfiziosa. Ora  diventaanche un po’mattacchiona e irriverente. E’ la patata della San Carlo che di patate se ne intende. L’azienda arriva all’appuntamento con i Mondiali di calcio in Brasile con il lancio di nuove soluzioni per gustarla firmate Wacko’s! Dal 12 giugno le 36 squadre nazionali più forti del mondo si sfideranno a colpi di pallone, per conquistare la coppa più ambita e per l’inizio dell’evento Wacko’s lancia un concorso per partecipare ai Mondiali. A partire dal 7 aprile, sino al 31 maggio, gli appassionati della patata troveranno sui pack di tutta la linea un’etichetta multi pagina, con un codice per partecipare al super “Concorso Mondiale”. La meccanica del concorso è molto semplice: è necessario collegarsi al sito web www.concorsomondiale.wackos.it, entrare nell’area dedicata al concorso e iscriversi. Inserendo il codice si può vincere ogni giorno un “Wacko’s Summer Kit”, completo di pallone, sacca e t-shirt. Ma non è tutto!

Creando anche un wacko’s scherzo è possibile partecipare all’estrazione del super premio finale: 3 weekend a Milano in occasione della partita Italia-Costa Rica, da seguire all’interno della “Casa Wacko’s”. Si tratta di una struttura ideata per l’occasione, che verrà posizionata dal 19 al 22 giugno in Piazza Liberty, a due passi dal Duomo e dalle principali vie dello shopping milanese. All’interno due aree: il “Wacko’s Store”, dove poter acquistare tutta la gamma dei prodotti Wacko’s e il merchandising dedicato (t-shirt, felpe, borse, cappellini, palloni, teli mare, infradito, auricolari), e “La stanza degli scherzi”, dove i vincitori potranno dare vita ai tre scherzi vincenti e guardare la partita in compagnia dei propri genitori o degli amici.

Rievocando Mr Crocc, personaggio che campeggiava sui pack San Carlo negli anni’60, creato da un pubblicitario belga, nel 2000 nasce Wacko’s il personaggio più irriverente di casa San Carlo, dedicato in principio a un pubblico di ragazzi tra i 9 e i 12 anni che volevano differenziarsi dal gruppo con gusti decisi e idee molto chiare, rispetto a quanto imposto dalle regole del mondo degli adulti. Ma negli anni anche Wacko’s è cresciuto, e oggi, attraverso i suoi prodotti si rivolge ad un target anche più allargato.  Si tratta di una linea dedicata appositamente per i pre-adolescenti,  che propone prodotti “salati” (patatine e snack) con gadget  in linea con i “trend” e le mode del momento o qualche novità che appassiona il mondo dei ragazzini.

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Siti B&T group punta a produrre in Brasile

1 Aprile 2014 • Economia newsComments (0)

“Abbiamo registrato un buon afflusso di clienti nel nostro stand di Revestir“, conferma Valte Cappellini, (nella foto) direttore global service development di Siti B&T, “e un fermento positivo del mercato, molto interessato ai nostri prodotti sia per linee tradizionali sia per quelle dedicate alla produzione di gres porcellanato”. Un’importanza confermata anche dalle statistiche Acimac, che per quanto riguarda le esportazioni dei costruttori italiani di macchine nel 2012, evidenziano come il Sud America abbia assorbito una quota pari a 147,9 milioni di euro (l’11,5% del totale export di settore). “Per quanto riguarda il nostro Gruppo”, prosegue Cappellini, “entro la metà dell’anno è prevista la riapertura della filiale Siti B&T Brasil che, in perfetta sinergia con Siti S.A. do Brasil, formerà un polo di produzione e assistenza tecnica locale, per offrire ai produttori locali di piastrelle tecnologie di ultima generazione, dalle presse alle macchine termiche fino alle macchine per la decorazione digitale”.

Siti B&T group Spa è uno dei principali player a livello mondiale nella produzione di impianti completi a servizio dell’industria ceramica, con una presenza capillare in tutti i mercati. Opera attraverso le divisioni Tile (impianti completi per l’industria ceramica), Projecta Engineering e Digital Design (decoratrici digitali e progetti grafici digitali); B&T White (impianti completi per i sanitari); Robotica in collaborazione con la storica consorella SIR, partner di eccellenza nei sistemi di robotica avanzata. Nel 2012 ha registrato un fatturato consolidato di 151 milioni di euro con una quota export superiore al 70%.

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Panda Security premia i clienti per ogni goal segnato della loro squadra

21 Marzo 2014 • Economia newsComments (0)

E’ partita la campagna che permette ai clienti Panda Security di vincere mesi di protezione gratuita delle soluzioni consumer per ogni goal segnato durante i Mondiali di Calcio 2014, che si svolgeranno in Brasile dal 12 giugno al 13 luglio. La “Campagna dei Mondiali”, già attiva e che terminerà l’11 giugno, premierà i clienti di tutto il mondo con un mese di protezione aggiuntiva gratuita di un prodotto Panda acquistato per ogni goal segnato dalla loro squadra del cuore presente ai Mondiali. Per partecipare, gli utenti dovranno semplicemente acquistare e attivare per la prima volta una delle seguenti soluzioni: Panda Antivirus Pro, Panda Internet Security, Panda Global Protection, Panda Gold Protection, Panda Mobile Security o Panda Antivirus per Mac e procedere con la registrazione su www.pandaworldcup.com.

“Amiamo il calcio e la sicurezza informatica, siamo certi che questa promozione otterrà consensi tra gli utenti, che fanno parte di più di 80 nazioni in cui Panda opera, e delle quali molte parteciperanno ai Mondiali, tra cui, ad esempio, Spagna, Italia, Messico, Brasile, Argentina, etc. L’iniziativa premia i nostri clienti e vuole stabilire una connessione tra le competizioni sportive internazionali e la protezione multi-device dei nostri prodotti”, spiega Álvaro Elorriaga, worldwide retail director di Panda Security.

Fondata nel 1997 e Panda Security fa parte del Gruppo Peruzzo Multimedia Company. L’azienda è focalizzata nelle soluzioni software antivirus e content security. Country partner della multinazionale Panda Security International propone soluzioni tecnologiche per tutte le tipologie di clienti. Dal maggio 2005 Panda Security è partner dell’Osservatorio sui diritti dei minori.

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Brasile e Stato dell’Espirito Santo si presentano alle Pmi italiane

17 Marzo 2014 • Economia newsComments (0)

L’Espírito Santo, tra i 26 Stati che costituiscono la Repubblica presidenziale federale del Brasile, offre un mercato molto attrattivo per le imprese italiane. Una buona parte dei 190 miliardi di dollari stanziati in Brasile per lo sviluppo del settore oil & gas fino al 2019, a seguito della scoperta dei giacimenti marini di petrolio e gas, riguarda proprio l’Espirito Santo che, con soli 3 milioni e mezzo di abitanti, è il secondo produttore brasiliano nell’oil & gas e il Paese con il Pil più alto del continente.Numerose sono le eccellenze produttive di questo Stato: laminati d’acciaio, marmi e graniti – il 70% della movimentazione brasiliana passa da lì –, caffè d’alta qualità e papaya; ed è grande esportatore di cellulosa. Inoltre, il 75% della popolazione è di origine italiana, quindi gioca a favore anche una certa affinità culturale.

Nel mercato oil & gas, le nuove scoperte di giacimenti, dovranno essere potenziate con infrastrutture stradali e autostradali, l’edilizia civile e industriale e la meccanica di precisione, tutti ambiti dove gli italiani hanno molto da dire. La Camera di Commercio Italo Brasiliana (CCIB) dopo il Protocollo di collaborazione siglato con lo Stato dell’Espirito Santo, oggi è l’interlocutore privilegiato per fare business in quel territorio. Molto importante anche l’esperienza di Veronafiere che è entrata nella cabina di controllo di alcune delle più grandi fiere brasiliane come Vitória Stone Fair e Mec Show.

Per saperne di più il 20 marzo Veronafiere e CCIB offrono un seminario gratuito di approfondimento dedicato alle imprese sul tema Il Brasile e lo Stato dell’Espirito Santo (Verona, Viale del Lavoro 8, Palazzo Uffici Veronafiere – Sala Respighi- ore 14). L’ingresso è gratuito e l’evento è aperto a tutti, previa conferma di partecipazione via e-mail: vfi@veronafiere.it o camera@ccib.it. Il seminario fornirà un quadro generale sul Brasile e sullo Stato dell’Espírito Santo, con particolare riferimento ai settori costruzioni e infrastrutture, oli&gas, acciai. Affronterà poi gli aspetti doganali, fiscali e societari per un’azienda che voglia sbarcare in Brasile. Al termine, previa prenotazione, organizzare un proprio incontro privato con gli esperti della Ccib e di Veronafiere.

Il Brasile oggi è terreno fertile dove seminare il proprio business. Si stima che nel 2015 il suo Pil sorpasserà quello della Francia; nel ranking delle maggiori economie mondiali è passato dal 10° al 6° posto e ha una classe media in espansione. Repubblica presidenziale con assetto federale dal 1891, il Paese ha dimensioni e caratteristiche di un continente più che di un Paese, quindi avventurarsi per commercio o iniziative imprenditoriali in questa realtà, senza guide esperte, può esporre a seri rischi o far perdere preziose opportunità. Ccib aiuta a prevenire i rischi e a sfruttare al massimo le opportunità. Su una superficie di 8,5 milioni di kmq (2,2 volte l’Unione Europea dopo l’allargamento a 25 Paesi, e 28 volte l’Italia) il Brasile è diviso in 26 Stati che, con il Distretto Federale, sono convenzionalmente raggruppati in 5 grandi regioni. Ogni Stato ha regole, leggi, usi e costumi differenti, anche se per tutti la lingua è il portoghese e la moneta è il Real. Gli abitanti sono circa 186 milioni, quasi il 40% dell’Unione Europea, il triplo dell’Italia, il 30% ha meno di 14 anni e solo l’8% ha più di 65 anni. Quindi si tratta di un Paese giovane, con una grande spinta alla crescita. Ccib intende qualificarsi presso gli stakeholder come il centro di competenze e di partnership più affidabile per chi vuole cogliere le possibilità di questo mercato in pieno sviluppo e molto attratto dal Made in Italy.

Veronafiere e l’Espirito Santo

Vitória Stone Fair/Marmomacc Latin America – www.vitoriastonefair.com.br – , considerata la terza manifestazione al mondo nel settore lapideo, giunta alla sua 37° edizione, si è svolta dal 18 al 21 febbraio a Vitória. con la partecipazione di 420 espositori, il 29% dei quali provenienti da Argentina, Cina, Egitto, Francia, Grecia, India, Iran, Italia, Corea, Messico, Oman, Portogallo, Spagna, Paesi Bassi, Turchia, USA, Vietnam su una superficie espositiva netta di 13.136 m². Nell’ultima edizione che ha visto 28.000 i visitatori si è svolto per la prima volta anche Vitória Stone Fair un corso di 4 giorni realizzato da Marmomacc Stone Academy, dedicato alla formazione professionale di architetti nordamericani, canadesi e brasiliani.

Giunto alla 7° edizione, Mec Show 2014 – www.mecshow.com.br – , in programma dal 22 al 25 luglio, è la principale fiera del settore metalmeccanico nell’Espírito Santo, riunendo aziende leader, fornitori e acquirenti grazie a una piattaforma in cui tecnologia, relazioni e business si intrecciano sapientemente. Nei quattro giorni di manifestazione molte sono le possibilità di stabilire un contatto con le principali industrie metalmeccaniche e con un vasto e potenziale pubblico di addetti ai lavori. Oltre alla presenza di aziende tecnologicamente avanzate nell’industria metalmeccanica, a Mec Show è prevista un’agenda molto fitta di conferenze, convegni, road-show e appuntamenti B2B. L’edizione 2013 ha registrato la presenza di oltre 17.000 visitatori; 180 le aziende espositrici, brasiliane ed estere, su una superficie di 15.000 mq. Il settore, in Brasile, vanta grandi numeri: 1.500 le aziende e circa 30.000 posti di lavoro diretti, per un fatturato totale annuo di 3 miliardi di euro.

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Mamma ho perso… i big spender

12 Marzo 2014 • Economia newsComments (0)

di Nicola Pongetti. Chi l’avrebbe mai detto?! Lo stato di salute dei Club di vertice dello sport italiano si può descrivere parafrasando la filmografia dei cinema per ragazzi di fine anni ’80: Mamma ho perso l’aereo. Dopo la pellicola di Joe Johnston del 1989, la seconda parte dall’analisi del mercato condotta da Studio Ghiretti  – www.studioghiretti.it –  sulle “top sponsorship” dei principali Campionati Italiani per Club, rimanda al cult movie che ha reso famoso il piccolo Macaulay Culkin. La ricerca – che ha riguardato l’andamento delle sponsorizzazioni delle ultime 15 stagioni di Serie A di Calcio, Serie A di Basket Maschile, Serie A1 di Volley Maschile e Femminile – dimostra che i “big spender pubblicitari” non figurano (quasi) più tra i top sponsor*, a fronte di una presenza numericamente sempre più importante di aziende prettamente territoriali.

Da un confronto delle stagioni sportive 1998-1999, 2004-2005, 2010-2011 e 2013-2014 emerge con chiarezza come alcune tipologie di prodotti o servizi appartenenti a settori notoriamente “top spender” come telefonia, telecomunicazioni, elettronica, elettrodomestici e personal care abbiano progressivamente abbandonato la “top sponsorship” di Club lasciando la leadership ad aziende tipicamente espressione del territorio, con mercati locali o interregionali come le banche, le catene di distribuzione commerciale, i dettaglianti all’ingrosso o a nuove economie come il betting, i viaggi ed il turismo. Il comparto del “food & beverage”, dopo anni di flessione, è tornato a essere il settore leader in termini di club sponsorizzati e può definirsi il vero finanziatore dello sport italiano con 13 diverse top partnership (circa il 18% del totale) seguito dal settore bancario-assicurativo, dall’abbigliamento e accessori, dalle catene di distribuzione commerciali e dall’edilizia.

Sebbene il “food & beverage” e il comparto assicurativo e creditizio siano i leader delle “top sponsorship” con quasi il 30% del totale, salta all’occhio come siano del tutto assenti le principali aziende delle rispettive categorie merceologiche. Barilla e Ferrero per il comparto alimentare e Unicredit, Generali Assicurazioni ed Intesa San Paolo per quello bancario/assicurativo hanno deciso di non acquisire la qualifica di “top sponsor” di singoli Club ma di sviluppare progetti di sponsorizzazione legandosi ad interi movimenti sportivi, testimonial o ad eventi di caratura internazionale.

Il settore dell’automotive, in qualità di top sponsor, è presente soltanto nella Serie A di Calcio con gli abbinamenti Dacia-Udinese, Mazda-Fiorentina, Suzuki-Torino e Jeep-Juventus, mentre sono scomparse le aziende operanti nei settori del personal care e delle telecomunicazioni. Rispetto alle stagioni passate si rileva un forte ridimensionamento della presenza di aziende appartenenti settori dell’edilizia, del betting che è passato da 6 top sponsorship del 2010-2011 alle 2 attuali con una contrazione di oltre il 60%, degli arredi ed elettrodomestici che per decenni hanno rappresentato oltre il 10% del totale delle sponsorizzazioni di Maglia.

Risultano ancora totalmente assenti i nuovi settori economici della “green economy” e dell’eCommerce che invece sono in crescita nei principali campionati di calcio stranieri, i settori del “luxury” e soprattutto i grandi colossi asiatici che rappresentano i veri grandi investitori a livello mondiale. Ampliando ancora l’analisi si evince che, dei 15 “big spender” in pubblicità commerciale del 2012-2013, nessuno investe in una “top sponsorship” di un Club ma, viceversa, molti continuano a credere nello sport come strumento di comunicazione altamente valoriale ed emozionale. Il dato non è casuale e non è limitato ad un’unica stagione sportiva ma rappresenta una costante dell’ultimo quinquennio. Tra i grandi investitori in pubblicità figurano aziende come Wind, Unilever, Barilla, L’Oreal, Volkswagen Group e Gruppo PSA che strategicamente hanno deciso di non associare il proprio brand come “top sponsor” di singoli Club italiani ma che preferiscono utilizzare lo sport in modo più tattico, valoriale e per specifiche attività mirate su determinati target. Diverso è invece il caso dei “big spender” Tim, Procter & Gamble, Ferrero e Fiat che, da tempo, hanno scelto di utilizzare lo sport come asset strategico di comunicazione sviluppando però progetti di endorsement legandosi ad “organizzazioni sportive ombrello” come le Federazioni Sportive Nazionali, le Leghe di vertice o il Comitato Olimpico Italiano.

Il quadro generale che emerge lascia poco spazio all’interpretazione; i big spender ovvero le aziende leader dei propri mercati di riferimento, preferiscono associare la propria immagine ad interi movimenti sportivi o a grandi competizioni internazionali poiché questi consentono di intercettare un pubblico più vasto ed eterogeneo, riuscendo ad esprimere con più forza i veri valori dello sport ed essendo meno legati alla “performance sportiva” e alle logiche del tifo. Lo sport è ancora uno straordinario mezzo di comunicazione, uno dei pochi in grado di parlare sia alla testa sia al cuore delle persone e di generare fortissimi meccanismi virali di “passa-parola” e di emulazione. I Club Sportivi però dimostrano grande difficoltà a tradurre in progettualità innovative la “forza comunicativa” tipica dello sport e progressivamente stanno perdendo la loro centralità nelle strategie aziendali.

La vera sfida dello sport italiano non è quindi trovare nuovi spazi pubblicitari oppure sperimentare diverse forme di visibilità per gli sponsor ma saper sviluppare e gestire nuove progettualità in tema di fan engagement e di social corporate responsibility, di pianificare vere strategie di social media marketing, di attrarre e coinvolgere i nuovi target, di trasformare “la partita” in un’esperienza, di diventare effettivamente player “G-Local”, capaci di unire territorio ed internazionalità, passato e futuro, nuovi e vecchi mercati, di fidelizzare la propria fan base ma nello stesso tempo di attrarre nuovi pubblici. E’ una partita difficile che deve essere giocata a “tutto campo” e che potrebbe rappresentare il miglior investimento per il futuro economico e sportivo dei nostri Club.

* per “top sponsor” intendiamo gli sponsor di maglia dei Club di Calcio di Serie A (primo e secondo sponsor di maglia) ed il Naming sponsor (azienda che ha il diritto di affiancare il proprio nome a quello del club) per le altre discipline sportive considerate.

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Carissimo Brasile…

3 Febbraio 2014 • Economia news, Sport newsComments (0)

Le grandi proteste che hanno scosso il Brasile prima della Confederations Cup sono partite da un banale aumento dei biglietti dell’autobus. Da San Paolo, a Rio, a tutto il paese, si sono riversati in piazza folle di manifestanti, in un rapido quanto incontrollabile effetto domino. Gli aumenti sono stati congelati (anche se ora Rio ci sta riprovando), ma troppo tardi. Uno dopo l’altro, come le caselle del domino, sono saltati fuori gli endemici problemi del Brasile: dalla corruzione all’alto tasso di criminalità, dalla cattiva gestione dei soldi pubblici alla recrudescenza delle reazioni della polizia. E, naturalmente, le grandi spese per mondiali e Olimpiadi. Non per niente, i cartelli “no world cup” sono diventati sempre più numerosi nei cortei di protesta. Fatto, questo, apparentemente incredibile per un paese – caso unico al mondo – in cui il calcio ha letteralmente creato l’identità nazionale.

Ora, a tutti i problemi se ne aggiunge uno nuovo, davvero drammatico: i rincari generalizzati. Non solo dei servizi gestiti dal settore pubblico, come i trasporti, ma anche vari beni di consumo. Bar, ristoranti, negozi, corse dei taxi, affitti, alberghi: dappertutto i prezzi sembrano impazziti. Lo scorso dicembre, Buongiorno Brasile rivelava (in questo articolo) che le favelas di Rio si stavano attrezzando per offrire servizio di bed & breakfast low cost ai tifosi stranieri. Questo perché le stanze di albergo hanno raggiunto prezzi folli, insostenibili anche per molti sportivi provenienti dai paesi più ricchi. Il fenomeno è ancora più incredibile se si pensa alla svalutazione del real (30% circa), che in teoria renderebbe i prezzi più economici per gli stranieri che pagano in euro, franchi o sterline. Di chi è la responsabilità? Ognuno – a torto o a ragione – la scarica su qualcun altro: sul costo della manodopera, le tasse, l’aumento imposto dai fornitori. Insomma: sembra di vedere quello che accadde a Milano, o a Roma, quando la lira fece spazio all’euro: una folle corsa verso gli aumenti che, in pochi anni, finì per raddoppiare (se non triplicare) molti prezzi. In Brasile, la situazione sembra persino peggiore. Soprattutto a Rio, dove i rincari in alcuni casi sfiorano il 400%. Altro che i prezzi dei pullman. Se ne è occupato anche il telegiornale, che ha toccato con mano l’allarme-prezzi di Copacabana, ormai più cara di New York e addirittura di Parigi. Nuove proteste in vista? Sembra di sì, dato il tam tam che si è scatenato sui social network.

I $urreal in banconote di vario taglio

I $urreal in banconote di vario taglio

Su Facebook è addirittura nata la pagina Rio $urreal – gioco di parole tra surreal e il real, cioè la moneta brasiliana – che (non siamo noi a dirlo, ma la presentazione della pagina) “divulga e boicotta i prezzi estorsivi praticati a Rio de Janeiro”. Il gruppo, nato lo scorso 17 gennaio, ha già 168 mila likeE’ addirittura sorta una moneta parallela – il $urreal, appunto – nata per scherzo da un’idea di O Globo, ma che ora rischia di diffondersi e creare una vera e propria disintermediazione valutaria. La valuta riporta da un lato il volto di Salvador Dalì, dall’altro personaggi della storia brasiliana. In ogni caso, la fan page Facebook non si limita a protestare, ma raccoglie consigli anti-rincari (per esempio, quello di portarsi la sedia in spiaggia invece che affittare una sdraio), denunce di situazioni oltre il limite, reportage sui prezzi in varie parti della città. Questo fenomeno si sta diffondendo, ancora una volta, in tutto il paese. Un paese che sembra voler crescere troppo in fretta, disordinatamente, senza che siano state create strutture adeguate, senza che si sia intervenuti per mitigare le condizioni dei meno abbienti. Un esempio di ciò che accade nella vita quotidiana in una città del Brasile (in questo caso Curitiba, una delle meno calde in assoluto) ci viene data dal sito www.scappoinbrasile.com, con un paragone molto calzante. “L’inverno milanese”, si legge nella pagina internet, “è sicuramente più rigido di quello di Curitiba, ma c’è una grande differenza. In Italia, quando sei per strada a patire il freddo, hai un solo pensiero che però ti offre una grandissima consolazione: sai che quando arriverai a casa, troverai un ambiente caldo ad aspettarti e una doccia bollente che ti farà dimenticare il gelo. In Brasile invece, non c’è nessuna differenza tra la temperatura della strada, dell’ufficio e di casa. Sei una persona priva di speranza. E questa è la cosa peggiore che ti può capitare”. Già.

A. Z.

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