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Expo 2015, il Brasile va in rete

24 aprile 2015 • Eventi, Te lo dò io il Brasile

La rete. E’ questo il fil rouge scelto dal Brasile per Expo 2015. Attenzione: non “rete” in senso di “gol” – non stavolta, almeno. Ma “rete” con il significato di insieme, di intreccio, di struttura. Di collegamento fra le varie realtà del paese: etniche, culturali, in qualche caso anche linguistiche e, naturalmente, geografiche dalle foreste amazzoniche alle spiagge di Rio, fino al clima “freddino” di Porto Alegre. Realtà che si sono mixate (anche grazie al calcio, alla musica e alla straordinaria cultura legata al Carnevale, aggiungiamo noi) e che hanno fatto del Brasile il paese che oggi conosciamo. Rete come intreccio, dunque, ma anche rete come E come esempio di “flessibilità”. Come network, in senso tecnologico. Non può mancare – ça va sans dire – un collegamento al cibo, tema dell’Expo milanese. In questo caso, la “rete” ha una valenza profondamente sociale e anche politica: un impegno che le porti le risorse a essere accessibili a tutti gli abitanti del Pianeta Terra. Un approccio alla nutrizione pienamente democratico.

Una connessione molto profonda, quella fra tecnologia e cibo. Perché, ha detto Arthur Casas, architetto che ha progettato il padiglione, in un intervento al Politecnico di Milano, “nel ventunesimo secolo grazie alla tecnologia abbiamo portato le coltivazioni anche nelle zone aride. Il Brasile è diventato quello che è grazie all’unione delle diverse forze che lo compongono, grazie alle sue diversità”.

Il padiglione del Brasile, esteso 4.133 metri quadrati, è costato 10 milioni di euro e si dividerà in due parti: una aperta, più grande, dedicata alle visite, e una chiusa, che servirà per gli appuntamenti ufficiali, gli incontri e le esposizioni. La prima area, in particolare, sarà dedicata alla vegetazione del paese. Una “rete verde” avvolgerà l’intera costruzione e i visitatori potranno toccarla, arrampicarsi e calpestarla, attivando suoni e luci: ” in questo modo saranno le persone a creare l’atmosfera all’interno del padiglione”, ha spiegato Casas.

 

A. Z.

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