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Gironi: favoriti e curiosità

6 dicembre 2013 • Sport news

Finalmente c’è una certezza: i gironi mondiali sono stati sorteggiati, anche se le polemiche sul pre-sorteggio non sono ancora sopite. Ma non è certo il chiacchiericcio su ranking, veri o presunti favori alla Francia o gironi poco equilibrati a preoccupare Sepp Blatter e Jérôme Valcke. A turbare i sonni del presidente e del segretario generale della Fifa sono, invece, le questioni organizzative – sei stadi non sono stati ancora conclusi, anche se dal comitato organizzatore promettono che sarà tutto a posto – e le proteste sociali e politiche in Brasile, che sono tutt’altro che sopite: oggi, il resort in cui si è svolto il sorteggio è stato protetto in modo militare (anche – ma non solo – per la presenza del presidente brasiliano Dilma Rousseff), mentre a poca distanza era in atto una protesta dei trasportatori.

Sono in molti a chiedersi se, come è accaduto per la Confederations Cup, le partite si svolgeranno quasi in stato d’assedio. Oppure se l’amore viscerale dei brasiliani per il calcio e per la Seleção indurrà i manifestanti a una sorta di “pax mondiale”. Lo scopriremo solo il 12 giugno, quando a San Paolo si giocherà (anzi: si dovrebbe giocare, visto il tragico incidente allo stadio Itaquerão e i conseguenti ritardi nella costruzione dell’impianto) la partita inaugurale fra Brasile e Croazia. Un girone per nulla facile, il gruppo A: oltre che con la Reprezentacija, i verdeoro dovranno vedersela con il Messico. Una squadra che, per la Seleção, è diventata quasi un incubo nell’agosto del 2012, quando, a Wembley, ha negato al Brasile la gioia del primo trionfo olimpico nel calcio. Ai Giochi non vengono schierate le prime squadre, è vero, ma la clamorosa sconfitta di Londra è stata digerita male, molto male, da una tifoseria che si sentiva già campione prima del fischio d’inizio. Quarto incomodo il Camerun: ai Mondiali 1994, i brasiliani batterono i Leoni d’Africa per 3-0. Infine, un curioso “derby” per Eduardo, carioca, ma naturalizzato croato: contro i sui (ex) connazionali, l’attaccante dello Šachtar Donetsk ci terrà particolarmente a ben figurare.

Eduardo (foto Valeriy Duduš)

Eduardo (foto Valeriy Duduš)

Il gruppo 2 propone la rivincita della finale 2010: Spagna-Olanda. Questo perché i “tulipani” non hanno raggiunto, per pochissimo, il ranking per essere teste di serie. A completare il gruppo, un Cile molto ostico e l’Australia.

Il gruppo C sembra il più facile: Colombia, Grecia, Costa d’Avorio e il Giappone di Zaccheroni.

Alberto Zaccheroni

Alberto Zaccheroni

Mentre il girone D può condividere a pieno titolo, insieme a quello del Brasile, la non invidiabile definizione di “girone di ferro”. C’è capitata dentro proprio la squadra azzurra, sballottata nell’urna 2 dopo il pre-sorteggio: dovrà vedersela con Uruguay, Inghilterra e l’apparentemente malleabile Costarica. Italia-Inghilterra è il remake degli scorsi europei; allora la spuntò l’undici di Prandelli ai rigori (epilogo mai amato dai calciatori di Sua Maestà).

Mario Balotelli (FotoCiva61)

Mario Balotelli (FotoCiva61)

Molti timori anche per il clima caldo di Manaus, città ospitante più settentrionale della coppa del mondo. Una città, quella amazzonica, che ospiterà anche una partita della Svizzera, in un girone che per i rossocrociati si annuncia molto abbordabile, con Ecuador, Francia e Honduras. Svizzera-Francia è il derby tra Blatter e Valcke – anzi, meglio: tra Blatter e Platini, prossimi avversari per la presidenza della Fifa (anche se al colonnello, onestamente, della nazionale elvetica non è mai importato più di tanto). Le due nazionali furono protagoniste di un pareggio a reti bianche nei mondiale tedesco del 2006; il gruppo fu vinto dalla Nati con 7 punti; come seconda passò la Francia a quota 5.

Diego Benaglio (foto  Reto Stauffer, www.sportreporter.ch)

Diego Benaglio (foto Reto Stauffer, www.sportreporter.ch)

Passiamo al gruppo E, dove l’Argentina dovrà vedersela con l’esordiente Bosnia Erzegovina, l’Iran e la Nigeria. Sembra scontato il passaggio di Messi e compagni, mentre per il secondo posto del girone sembrano leggermente favoriti i bosniaci. Aregentina-Nigeria evoca l’ultima partita di Diego Armando Maradona ai Mondiali, il 30 giugno 1994 a Dallas. Poi, un match in panchina e il controllo antidoping positivo, che pose fine alla carriera del Pibe. Sempre negli Stati Uniti, due anni dopo, l’Argentina subì una clamorosa sconfitta a opera dei nigeriani. Era la finale dei Giochi di Atlanta: gli africani, dopo aver battuto il Brasile, negarono ai gauchos la gioia del primo oro olimpico di sempre (in tutti gli sport). L’appuntamento fu rimandato addirittura ad Atene 2004, quando l’Argentina riuscì a sfatare il tabù con i due ori (pesanti) conquistati addirittura lo stesso giorno: il 28 agosto, la nazionale albiceleste prevalse nel calcio la mattina (battendo il Paraguay) e nel basket la sera (superando l’Italia di Carlo Recalcati).

Il gruppo G prevede un altro big match: quello tra Germania e Portogallo. Completano il raggruppamento Ghana e Stati Uniti: le due squadre non sembrano poter impensierire le due grandi favorite del girone, ma hanno entrambe passato il turno gli scorsi mondiali. Furono proprio gli africani a eliminare gli Usa quattro anni fa: 2-1 agli ottavi dopo i tempi supplementari. Molti i temi del girone: prima di tutto, la sfida fra i due fratelli Boateng, il tedesco Jérôme e il ghanese Kevin Prince.Non vedo l’ora di sfidare mio fratello nella Coppa del Mondo”, ha detto l’ex milanista. Germania e Ghana si sfidarono anche quattro anni fa: prevalsero i tedeschi con rete di Özil; entrambe le squadre passarono il turno. Germania-Portogallo fu, invece, un drammatico quarto di finale agli Europei 2008: al San Giacomo di Basilea prevalse per 3-2 la Selecção (è una “c” in più a distinguere la nazionale portoghese da quella brasiliana) con un gol di Postiga a poco dallo scadere.

Mesut_Özil (foto Ronnie Macdonald)

Mesut_Özil (foto Ronnie Macdonald)

Abbordabile, infine, il gruppo H, composto da Belgio, Algeria, Russia e Corea del sud. E’ rimasto nella storia un ottavo di finale tra il Belgio e l’Unione Sovietica del leggensdario colonnello Valerij Lobanovskyi ai mondiali del Messico, del 1986. Al Nou Camp di León, una tripletta di Igor Belanov non bastò per assicurare ai sovietici il passaggio del turno: grazie anche a un arbitraggio decisamente favorevole, i belgi prevalsero per 4-3 ai tempi supplementari. Avrebbero raggiunto il quarto posto, miglior risultato della loro storia.

Guido Berger

Ricapitoliamo i gironi:

GRUPPO A 1) Brasile 2) Croazia 3) Messico 4) Camerun

GRUPPO B 1) Spagna 2) Cile 3) Olanda 4) Australia

GRUPPO C 1) Colombia 2) Grecia 3) Costa D’Avorio 4) Giappone

GRUPPO D 1) Uruguay 2) Costa Rica 3) Inghilterra 4) Italia

GRUPPO E 1) Svizzera 2) Ecuador 3) Francia 4) Honduras

GRUPPO F 1) Argentina 2) Bosnia Erzegovina 3) Iran 4) Nigeria

GRUPPO G 1) Germania 2) Portogallo 3) Ghana 4) Stati Uniti

GRUPPO H 1) Belgio 2) Algeria 3) Russia 4) Corea

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