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La grafica dei Mondiali di Calcio dal 2010 al 2022….

3 luglio 2014 • Senza categoria

di Paolo Cagnotto

Fig. 76Sud Africa 2010
Per la manifestazione del 2010 si cambia decisamente continente, anche l’Africa fa il suo debutto. Merito di Nelson Mandela, l’uomo che sconfisse l’apharteid. Di quell’edizione vinta per la prima volta dalla Spagna, rimangono il ricordo della cerimonia di inaugurazione, la canzone ufficiale, il tormentone Waka Waka e il rumore delle fastidiosissime Vuvuzela, che vennero addirittura proibite dagli stadi in Europa. Il bel manifesto fu realizzato da Paul Dale per l’agenzia Switch Design e su sfondo caldo dei colori africani ripropone la sagoma del continente “nero” che si plasma in un volto di un calciatore che colpisce il pallone. La simbiosi del palleggio di testa fra pallone e testa, per chi è amante del gioco del calcio, non solo richiama le atmosfere del paese in cui si svolse la manifestazione, ma anche dell’accresciuta abilità sportiva dei suoi atleti. Nel fondo il pallone con i classici spicchi a esagoni e quindi non a seguire la moda del pallone ufficiale. Il tutto visto come in controluce con le sfumature dei caldi colori africani che contornano le figure. Un cromatismo moderno e perfetto.
Il font utilizzato richiama un po’ i cartelloni dei film degli anni ’50 e ‘ e sessanta del secolo scorso, ma non stonano in una memoria visiva fatta poi per noi occidentali. Il logo, molto dinamico con il calciatore stilizzato come i dipinti e i segni delle maschere africane colto in rovesciata per lo scudetto Fifa World Cup.

Fig. 77Fig. 78Zakumi, il nome della mascotte creata dal designer Andries Odendaal, che ha scomodato un leopardo per rappresentare lo spirito selvaggio e l’agilità del popolo sudafricano e la sua cultura. Un leopardo con i capelli verdi come l’erba dei campi di calcio. Un sudafricano orgoglioso di esserlo, il suo nome deriva dalle parole Za (Sud Africa) e kumi che significa dieci. Dieci come l’anno in cui si svolsero i mondiali 2010. Jabulani era invece il pallone simbolo di quell’edizione.Fig. 80

 

 

 

 

 

 

Fig. 82

Brasile 2014
Dopo i mondiali del 1950, la competizione torna in Brasile, la “patria ufficiale” del calcio. Il governo brasiliano ha investito un mucchio di risorse per portare all’attenzione del globo il nuovo Brasile, dal punto di vista economico è una delle potenze in ascesa e gli scambi commerciali con il resto del mondo sono una realtà in un paese dalle mille contraddizioni dove le sacche di povertà ai margini delle grandi città sono sempre più evidenti. Fino all’ultimo si è rischiato che il mondiale non si potesse giocare a causa dei ritardi nei lavori e negli ammodernamenti delle strutture. All’ultimo momento il miracolo brasiliano si è avverato anche perché in coda al mondiale di calcio ci si aspetta anche il lavoro più impegnativo per le Olimpiadi del 2016, un’accoppiata di grandi eventi mondiali che farà decollare il paese anche per le nicchie più povere.
Dal punto di vista dell’immagine ci occupiamo solo di manifesto, logo e mascotte, con qualche curiosità sulla grafica legata al pallone ufficiale, ma il mondiale brasiliano è stato un tripudio di colore e vitalità. Con il ritmo della samba nelle orecchie si potevano seguire cartelloni nelle strade, scenografie all’interno e all’esterno degli stadi, siglette televisive. La grafica coordinata delle immagini multicolori ha permesso che tv e media di tutto il mondo abbiano potuto attingere dai vari elementi grafici senza mai annoiare. Una grafica in cui ci si perdeva dentro quasi come avventurandosi nella foresta amazzonica.
Secondo la Fifa, il poster raffigura la bellezza e la diversità del Brasile attraverso un design colorato, emotivo e vivace. Il concept creativo alla base del manifesto è “Un intero paese al servizio del calcio – Brasile e il calcio: un’identità condivisa“.
Fig. 83Il poster (foto in alto in questo articolo) è stato progettato da Karen Haidinger illustratrice e designer brasiliana ed è un evidente inno alla natura brasiliana. Erano stati presentati due bozzetti identici e diversi solo nei colori, quello scartato era un po’ troppo femminile e meno centrato di quello scelto, dove l’atto di gioco e il movimento dei due calciatori che si contendono la palla non li vede come avversari ma con la stessa tinta, con il texture utilizzato pieno di simboli e iconografie brasiliane tutte da scoprire nelle tinte arancio oro al verde della nazionale brasileira. Ottimo moderno e appassionato il font utilizzato e inventato per l’occasione, con un segno grafico massiccio e colorato che richiama l’atmosfera brasiliana ad ogni sguardo. Ci si vedono le foglie dei frutti tropicali, il becco e il piumaggio di certi pappagalli… in contrasto con la leggerezza della cornice e dell’azione di gioco.
L’agenzia di comunicazione che ha seguito l’immagine coordinata è la Crema. Il logo è perfettamente coordinato con le immagini, anche se di parte, considerando l’ispirazione al trofeo e “le mani sul trofeo con il colore giallo oro e verde è chiaramente un auspico alla vittoria finale dei Carioca. Fuleco il nome della mascotte che si era presentata già in Africa nella cerimonia di chiusra a promuovere il Brasile. Il nome Fuleco deriva dall’unione delle due parole portoghesi Futebol ed ecologia (calcio più ecologia). E’ stato tratto dalla antropomorfizzazione di un armadillo tipico delle zone del nord est brasiliano. La sua caratteristica è quello di chiudersi a palla nella propria Fig. 84corazza. Non a caso viene chiamato Tatu Bola (la capacità di chiudersi a palla)-Nella mascotte la corazza marrone è diventata blu per rappresentare il cielo e le acque limpide del Brasile.Fig. 85

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Russia 2018
Fig. 86La disputa del mondiale del 2018 avrà come terreno di gioco la Russia.
Ecco i primi simboli grafici distribuiti durante la candidatura. Non è detto che rimangano gli stessi.Fig. 87

 

 

 

 

 

 

 

Qatar 2022

Fig. 88Anche il Qatar si è aggiudicato con anticipo l’organizzazione dle campionato del Mondo di calcio della FIFA. Ecco oltre a logo e grafica anche il primo approccio di un altro leone come mascotte.Fig. 89

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mondiali 2026

Fig. 90Perù, Ecuador e Colombia, si stanno organizzando per proporre la propria candidatura al mondiale del 2026 organizzando assieme la manifestazione. Così come il Cile. Ma anche l’Italia sembra intenzionata a presentarsi.Fig. 91

 

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