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Béla Guttmann tra Kafka, Puskás, Eusébio e uno strano incantesimo

23 Maggio 2014 • Bordate d'autore

Uno scorcio di Vienna negli anni Trenta

Uno scorcio di Vienna negli anni Trenta

Torna a casa, Guttmann, per il canto del cigno da calciatore. Finisce di giocare all’Hakoah, inizia ad allenare all’Hakoah, a soli 34 anni. E’ la sua casa. Ci torna, dopo una parentesi all’Enschede (l’attuale Twente), e se ne va quando l’aria inizia a farsi irrespirabile. E’ il 1938, e la piccola porzione di Austria che era sopravvissuta al crollo del potente Impero asburgico viene mangiata dai nazisti. L’Hakoah è cancellata (sarà radiata ufficialmente nel 1941), Béla se ne va in Ungheria ad allenare l’Ujpest; poi di lui non si sa più nulla. Riappare, sano e salvo, dopo la seconda guerra mondiale: si favoleggia di fughe e controfughe dagli aguzzini nazisti; qualcuno afferma che Béla viene, alla fine, catturato, ma sopravvive al lager; altri che riesce a rifugiarsi in Svizzera; forse è in quegli anni che sposa la sua compagna, Marienne. L’allenatore ungherese, su quel periodo terribile che è costato la vita al fratello, morto in un lager nazista, non vuole rivelare nulla. Gli anni sono suoi, che diritto hanno i curiosi, i giornalisti, di chiedergli che cosa è successo? Dice solo l’essenziale: “Dio mi ha aiutato”. Vale di più di qualsiasi storia, di qualsiasi racconto.
E poi, il girovago austro-ungarico del calcio non è tipo da guardarsi indietro. Forse il suo inconscio glielo dice: il bello è ancora da venire. Così, ricomincia a girovagare. Riparte dall’Ungheria, dal

Ferenc Puskás

Ferenc Puskás

Vasas Budapest. Va poi in Romania, al Ciocanul, squadra che rappresenta la comunità ebraica di Bucarest: qui di soldi non ne prende, ma viene pagato in ortaggi. Se ne va dopo poche giornate, lamentando “invasioni di campo” da parte dei dirigenti.
Torna per breve tempo all’Újpest e poi se ne va al Kispest (la futura Honvéd), dove incoccia la stella nascente di Ferenc

Puskás, che a 20 anni ha già qualità di leader. E’ la stagione 1947-1948. I due finiscono per litigare. Il casus belli è la sostituzione di un giocatore, bloccata da Puskás: Guttman se ne va in tribuna furioso, e a fine partita prende il primo tram e se ne va.

 

(continua a pag. 4)

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