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Sanzioni al Barça: l’avvocato di Halilović protesta

3 aprile 2014 • Sport news

Il Barcellona è nei guai: ieri, 2 aprile, la Fifa ha bloccato la campagna acquisti della società blaugrana fino all’estate del 2015, accompagnando la drastica misura con una multa di 450.000 franchi. Secondo il massimo governo calcistico, la squadra catalana avrebbe violato per ben dieci volte (dal 2009 al 2013) la normativa sul tesseramento dei minorenni. Il regolamento vieta i trasferimenti internazionali degli under 18, con quattro eccezioni: se il passaggio avviene all’interno dell’Ue (in questo caso, il limite d’età si abbassa a 16 anni); se i genitori si trasferiscono con il giovane per ragioni professionali indipendenti dal calcio; se il giovane vive a non più di 50 chilometri dal confine; se una commissione Fifa approva il trasferimento, previa richiesta della società.

Il clamoroso blocco (che il Barça sta cercando di fermare con un ricorso) ha messo benzina sul fuoco: lo squadrone catalano è già sotto i riflettori per le irregolarità scoperte per l’acquisto di Neymar. E, se Atene piange, Sparta non ride: proprio oggi, alcune indiscrezioni rivelano che anche il Real e l’Atletico Madrid potrebbero subire sanzioni di questo tipo, mettendo praticamente la Liga in difficoltà nei confronti degli altri campionati del nostro continente.

Intanto, ci si chiede se i trasferimenti “incriminati” siano validi oppure no. Secondo Jean Louis Dupont, avvocato di Alen Halilović, la domanda è retorica. “L’operazione è stata chiusa prima della sanzione. Quindi…”. Il legale, nel corso di un’intervista alla catalana Rac1, ha anche parlato della discussa norma internazionale, da alcuni indicata come penalizzante nei confronti delle società che puntano sui vivai piuttosto che sugli acquisti milionari di giocatori già maturi. “Se una norma Fifa non consente di offrire un futuro a un ragazzo e alla sua famiglia, è sbagliata”, ha detto Dupont. “Se invece è stata introdotta per evitare gli abusi, allora è positiva. Ma non vedo problemi se il Barcellona ingaggia un bambino di 11 anni, offrendogli formazione e crescita sociale fino ai 18 anni”.

A. Z.

La foto di Halilović (sopra) è di Fanny Schertzer (licenza Creative Commons)

 

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