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Mondiali, Klinsmann lancia l’allarme-disorganizzazione

17 gennaio 2014 • Sport news

Chi conosce bene Jürgen Klinsmann sa che gli piace parlar chiaro, ma difficilmente dice parole fuori posto. Per questo motivo, i dubbi che l’attuale allenatore degli Stati Uniti ha espresso sull’organizzazione del prossimo mondiale faranno preoccupare non pochi appassionati di calcio, brasiliani e non. “Non vediamo l’ora di giocare il Mondiale in Brasile, perché comprendiamo che cosa significhi per la gente di qui, dove sono tutti pazzi per il calcio”, ha esordito l’ex interista ai microfoni di Sport Tv. “Tuttavia, per stare qui bisognerà essere molto pazienti”. E ancora: “per tutte le rappresentative, sarà una grande sfida adattarsi allo stile di vita del Brasile, alle infrastrutture che ci sono qui e al modo in cui le cose vengono fatte, in generale e dal punto di vista dell’organizzazione, della logistica e dei trasporti. Qui nella vita di tutti i giorni le cose non funzionano come negli Stati Uniti o in Germania”. Perché Klinsmann esprime queste preoccupazioni proprio adesso? Perché la nazionale americana si trova a San Paolo per un mese circa. A colpire il tecnico è stata anche la presenza, davvero massiccia, di polizia agli allenamenti della sua squadra. Con tanto di spostamenti scortati e un elicottero sempre vigile sulla testa di giocatori, tecnici e staff. Dubbi anche sugli aspetti più propriamente organizzativi: “andrà tutto bene con gli alberghi, i trasporti e i voli aerei?”, si è chiesto il “tedesco di California”. E ha svelato ciò che gli è accaduto al rientro dai sorteggi, quando il suo volo ha subito un ritardo di ben otto ore. “Nessuno mi ha aiutato”, ha affermato il Ct: “e nell’intero l’aeroporto non c’era nessuno che parlasse inglese; non hanno fatto neppure un annuncio di questo ritardo. Risultato: “sono stato molto paziente, ma poi ho perso la coincidenza per gli Stati Uniti. Immaginatevi se cose del genere succederanno durante la coppa del mondo, quando si sposteranno tanti addetti ai lavori, e i tifosi con le loro famiglie”. L’antidoto? Armarsi di una sana pazienza. “Anche quando la nostra nazionale è in viaggio, ci aspettiamo sempre qualche imprevisto: quando siamo arrivati ci hanno fatto passare per Rio e abbiamo accumulato un ritardo di cinque ore. Meglio, quindi, che chi deve stare qui per il campionato del mondo arrivi preparato: non aspettatevi che funzioni tutto”. Meno preoccupazioni, invece, per il girone, sebbene molti abbiano pronosticato il rischio, per gli Usa, di finire a zero punti. “Sono abbastanza sicuro che supereremo la fase a gironi”. Ed è questa la vera sorpresa, dato che le avversarie degli Stati Uniti di Klinsmann saranno Portogallo, Germania e Ghana…

Clemente Isola

La foto in alto ritrae Jürgen Klinsmann (al centro) insieme a Lothar Matthäus (a sinistra) e Andreas Brehme (a destra) ai tempi della militanza interista.

 

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