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L’anima selvaggia di Manaus nella pellicola di Giorgio Diritti

19 maggio 2014 • Te lo dò io il Brasile

jasmine-trincaManaus e l’Amazzonia hanno tanti volti. Giorgio Diritti, autore e regista raffinato formatosi nella scuola della tradizione d’élite italiana (vedi Pupi Avati), che da qualche anno sforna lungometraggi di grande valore culturale e qualità (è l’autore de ‘Il Vento fa il suo giro’ e ‘L’uomo che verrà’, per citarne i più conosciuti), nel suo ultimo lavoro cinematografico ha scandagliato l’anima più selvaggia e affascinante di queste terre. È di qualche mese fa l’uscita de: ‘Un giorno devi andare’, interpretato da Jasmine Trinca, (nella foto a sinistra)  artista non appartenente ai grandi circuiti commerciali, ma proprio per questo apprezzata da un pubblico di intenditori.

Il film racconta di Augusta una giovane donna che, lasciata l’Italia per il Brasile, si lascia trascinare dalla corrente del grande Rio, approdando sulle sponde e nella vita degli Indios che suor Franca, amica della madre, vuole evangelizzare a colpi di preghiera. Poco soddisfatta per questo tipo di approccio, e avversa a ogni forma d’imposizione religiosa, Augusta fa la sua scelta, laica e pragmatica: sceglie di “essere terra”. Prosegue da sola il suo viaggio, per poi scontrarsi con la dura e poverissima realtà della favelas di Manaus, la capitale dell’Amazonas, sulla sponda del Rio Negro – http://www.manausonline.com.

Da lì la rivelazione di vivere una vita vuota e priva di ideali, che la spingerà a voler conoscere veramente la condizione delle relazioni umane, con la consolazione, il dolore, la semplicità, e con il sorriso dei bambini che corrono dietro a un pallone ed esprimono tutta la loro gioia. Riprendendo il viaggio, Augusta sbarca su un isola e alla fine si esclude dal mondo e dagli uomini, sprofondando nei silenzi interiori e nei suoni ancestrali della natura di questa terra brasiliana. Ancora una volta Diritti ci offre personaggi lontani anni luce dall’artefatta realtà dei nostri giorni, che si affermano con la propria forza e la propria grazia. ‘Un giorno devi andare’ non fa eccezione e rilancia con sguardo limpido quel sentimento della comunità già emerso nei due precedenti lungometraggi. La baraccopoli di Manaus che ha la sua terrazza-contraltare sugli sfarzosi grattacieli della città sottostante, è un luogo geografico e un luogo dell’anima in cui Augusta diventa personalità insostituibile al di là delle tentazioni di fuga dal reale e di illusoria autorealizzazione nel privato. La dialettica tra individuo e comunità assume un valore definitivo per la coscienza personalista, superando la ricerca di un’originalità estenuante, individualistica e individualizzante.

La fotografia e le immagini in movimento ci offrono lo spaccato di un Brasile di assoluto valore e potente bellezza, tanto che lo spettatore può identificarsi osservando le mille sfaccettature di questi luoghi. I prossimi anni saranno l’occasione per approfondire le innumerevoli tematiche che offre questa nazione del Sud America. Non solo nella costa dell’Atlantico, ma anche all’interno, per posare lo sguardo sulle origini di popoli troppo spesso maltrattati. In mezzo a percorsi fluviali, tra mangrovie e fauna selvatica a noi europei sconosciuta. Un grande “mondo” da conoscere meglio. Magari dopo che Manaus – luogo così importante per la vita di Augusta – avrà ospitato il Campionato mondiale di calcio, e l’incontro che la Nazionale italiana di Prandelli disputerà tra poche settimane nella nuovissima Arena Amazônia contro l’Inghilterra –  http://amazoniabr.org/it/. Michele Petrocelli

 

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