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Le mascotte dei Mondiali scendono in campo

13 giugno 2014 • Senza categoria

I calciatori, gli allenatori, i tifosi… ma vogliamo parlare delle mascotte? Sapete, vero, che forse anche loro – almeno una volta nella vita – avrebbero voglia di diventare protagonisti? Di calcare i campi verdi? Di cercare un gol in rovesciata o una parata spettacolare?

Bene: Buongiorno Brasile ha esaudito questo desiderio di fiaba. E abbiamo creato la formazione ideale delle mascotte che ci hanno accompagnato per così tante edizioni dei campionati del mondo.

Certo, qualche giocatore è un po’ arrugginito, perché arriva direttamente dai “mitici” anni ’60. Altri, invece, sono ragazzi. O addirittura bambini. Ecco, dunque, ruolo per ruolo i vari giocatori e le relative caratteristiche.

Modulo inedito 2,-2-3-3

Portiere: Ciao. La mascotte tricolore di Italia ’90, con il suo corpo snodato, può confondere gli attaccanti avversari con la sua testa/pallone.

Terzino destro: Juanito, la mascotte di Mexico 70, a cui si alternerà nel secondo tempo Pique, del 1986. Battono un po’ la fiacca e durano solo un tempo ciascuno: entrambi portano il sombrero, pronti per la siesta.

Terzino sinistro: Per chi batte la fiacca a destra, una coppia in staffetta di tedeschi d’annata: Tip e Tap. In campo danno tutto, ma durano solo un tempo ciascuno. I due calciatori di Germania ’74 sono intercambiabili.

Centrocampista arretrato destro: Gauchito il ragazzo di Argentina 78. Con tanto di frustino e grinta per spronare il forte attacco a tre punte e pronto a retrocedere a dar man forte alla difesa sulla fascia destra.

Centrocampista arretrato sinistro: Footix, il galletto di Francia 1998. Resistente, efficace nel gioco corto, fa la spola fra i tedeschi (dietro di lui) e la mascotte spagnola sulla fascia sinistra.

Centrocampo di veri leoni: Goleo, di Germania 2006, pronto ad allungare le migliori palle ai tre attaccanti e a difendere con grinta. Al centro l’altro leone, Willie (Inghilterra ’66), il giocatore più anziano in campo che, non a caso, ha la fascia da capitano. Gioca tutto anche sulla sua esperienza, pronto a mandare in rete le punte. Sulla sinistra un globetrotter di scuola sudamericana: lo spagnolo Naranjito. Con la sua forma rotonda, il simpatico arancio del 1982 anticipa spesso il pallone e appoggia le azioni sulla fascia sinistra.

Centravanti: il cagnolino americano Stryker (Usa ’94). La sua velocità lo porta a mettere scompiglio nella difesa avversaria, con colpi di testa e di tacco.

Le due ali: I due ragazzi più giovani e più grintosi. A sinistra Zakumi, il leopardo di Sudafrica 2010, che da buon felino è pronto  a carpire i palloni che arrivano dal centrocampo e a ghermirli per infilarli in rete. A destra l’ultimo arrivato: Fuleco, l’armadillo mascotte di Brasile 2014; con la sua corazza gialla, sfonda la difesa avversaria palla al piede per finire in rete il più delle volte.

Nella formazione non trovano posto i tre alieni dell’edizione Corea-Giappone 2002, perché gli “Spheriks” Ato, Niki e Kaz non hanno trovato la forma necessaria per scendere in campo. Ma in panchina fanno un tifo infuocato e… tanto colore. Una domanda sorge spontanea: ma contro chi giocheranno?

 

Paolo Cagnotto

 

Le mascotte dei mondiali di calcio sono marchi registrati della FIFA world cup

 

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