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L’italiano Zagor e i suoi numerosi seguaci brasiliani

4 maggio 2014 • Te lo dò io il Brasile

di Nazareno Giusti. Con le sue 53 primavere, Zagor, il famoso “Spirito con la scure”, è uno dei più longevi eroi del fumetto italiano (secondo solo a Tex). Il personaggio, ideato da Guido Nolitta (lo pseudonimo che l’editore Sergio Bonelli usava quando scriveva storie), fece capolino nelle edicole italiane nel 1961. Da quel momento in poi non si è fermato un attimo, uscendo tutti i mesi regolarmente in edicola, passando di avventura in avventura, di ambientazione in ambientazione, di contaminazione in contaminazione. Perché questo, a detta anche di molti autori e studiosi è uno dei segreti del successo di Zagor (il cui vero nome è Patrick Wilding ): la varietà dei generi trattati: dal western all’avventura, dal fantasy alla fantascienza.

Compagno di avventure è il mitico Cico, al secolo Cico Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales, il simpatico “pancione” (così come viene definito “affettuosamente”) che vive assieme al protagonista a Darkwood, in una capanna costruita su un isolotto circondato da una misteriosa palude con pericolose sabbie mobili. A Zagor (di cui oggi oltre alla serie edita dalla Bonelli, vengono pubblicati una serie di bei volumi a colori in grande formato in allegato a “la Repubblica”) è stato dedicato un bel documentario e un cd del rocker emiliano Graziano Romani, ma il personaggio della scuderia Bonelli, non ha avuto successo solo in Italia… molto presto, infatti, ha riscosso notevoli consensi in varie parti del mondo, tra cui la Turchia (dove addirittura, negli anni Settanta, gli sono stati dedicati due film e, oggi, gli vengono tributati numerosi eventi) e il Brasile.

Per far conoscere meglio la storia editoriale e alcune curiosità dell’avventura brasileira dell’eroe bonelliano ai nostri lettori italiani e brasiliani, abbiamo incontrato Moreno Burattini, poliedrico e prolifico scrittore toscano, che da ormai alcuni anni cura la serie del personaggio segue e ama sin da bambino.

Burattini, da quando Zagor è tradotto in Brasile?
“Dagli anni Settanta. Il primo a tradurre Zagor nel paese sudamericano fu l’editore Vecchi che, nell’agosto del 1978, sulla scia del successo di Tex, diede il via alla pubblicazione. Stampò 55 numeri mensili, sino alla chiusura della sua azienda, ma visto il successo che aveva riscosso il personaggio l’editore Globo ne pubblicò altri 38 numeri. Poi, dal 1989 al 1995 passò alle edizioni Record. Adesso è ottimamente gestito dalla Mythos di San Paolo”.

Come sta andando oggi Zagor, in Brasile?
“Compatibilmente con la crisi economica e con le dimensioni e l’andamento del mercato brasiliano, bene”.

L’edizione brasiliana rispetta quella italiana?
“Le traduzioni sono fatte benissimo dal mio amico personale Julio Schneider e la serie verde oro segue la regolarità di quella originale, cambia solo il formato (più piccolo)”.

Lei è mai stato in Brasile per incontrare lettori e promuovere Zagor?
“Sì, io ho compiuto un lungo ed entusiasmante viaggio nell’ottobre del 2012, partecipando come ospite a due diverse manifestazioni, a San Paolo e a Curitiba, invitato dagli organizzatori e dalla Mythos. La cronaca di quei giorni è disponibile sul mio blog – http://morenoburattini.blogspot.it/ . Sergio Bonelli, prima di me, era stato in Brasile mille volte, essendo praticamente brasiliano d’adozione (parlava benissimo portoghese). Al suo amore per l’Amazzonia ha dedicato del resto un personaggio, Mister No, che viveva a Manaus, protagonista di una fortunata serie oggi conclusa”.

E Zagor, lui, è mai stato in Brasile nelle sue numerose avventure?
“Certamente! Nel corso del suo recente viaggio in Sud America ha attraversato tutta l’Amazzonia (due diverse avventure) dove è stato coinvolto in una rivolta di schiavi a Bahia, ha incontrato i Cangaceiros nel Sertao e ha vissuto una avventura sul Mato Grosso”.

(video src=”https://www.youtube.com/watch?v=86QVh1ZvFaY”)

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