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L’Ue si appella al Wto: Brasilia frena l’import con le tasse

11 gennaio 2014 • Economia news, Economia Real

L’Unione Europea ha avviato una disputa contro il Brasile presso il Wto (World Trade Organization) – www.wto.org – per la tassazione imposta dal Paese sudamericano sull’importazione di un’ampia gamma di prodotti: dagli autoveicoli ai computer fino ai semiconduttori. Secondo Bruxelles l’attuale tassazione sulle merci importate dal Brasile è “discriminatoria e protezionista”, e nel corso del 2013 avrebbe portato a un calo dell’11% delle esportazioni europee di veicoli a motore verso il Paese che ospiterà in giugno il Campionato del mondo di calcio. Giappone e Stati Uniti potrebbero unirsi all’Ue nella causa, avendo anch’essi lamentato la tassazione che il Brasile impone sulle merci importate.

L’Unione Europea è la destinazione finale di circa il 20% delle esportazioni brasiliane e il primo partner commerciale di Brasilia; l’Olanda figura al  quarto posto tra i Paesi che comprano merci dal Brasile (dopo Cina, Stati Uniti e Argentina), la Germania al sesto. Per ciò che riguarda le importazioni in Brasile, invece, la classifica è guidata da Cina, Usa, Argentina e ancora Germania, sul quarto gradino; l’Italia si trova all’ottavo posto. Il Vecchio Continente quindi otterrebbe grandi benefici dalla conclusione dei negoziati, in corso da alcuni anni, per un’area di libero scambio tra l’Unione Europea il Mercosur – www.mercosur.int – organizzazione internazionale che comprende Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela (i paesi del Mercosur rappresentano l’80% del Pil e il 70% della popolazione del Sud America).

Il Wto, a cui si è rivolta Bruxelles, è guidato dal primo settembre scorso, da Roberto Carvalho de Azevedo, diplomatico brasiliano, classe 1957, nato a Salvador (Bahia), che occupa la posizione di direttore generale dell’organizzazione con sede a Ginevra dopo la scadenza del mandato del francese Pascal Lamy.

Antonio Barbangelo

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