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Due anni fa l’ultima partita di Mario

14 aprile 2014 • Sport news

Era una partita come tante, quel Pescara-Livorno del 14 aprile 2012, valida per la 14esima giornata di ritorno del campionato di serie B. Uno dei tanti appuntamenti di un campionato lungo, sfiancante. Ma verso la mezz’ora del primo tempo, con i labronici avanti per 2-0, improvviso, arriva il dramma. Piermario Morosini, 25enne centrocampista amaranto, ex nazionale under 21, si accascia  improvvisamente al suolo. Giocatori e pubblico capiscono che non è un normale infortunio. Le lacrime di Schiattarella, suo compagno di squadra, sono il segno che si comincia a comprendere la gravità del caso. Mario viene trasportato in ospedale d’urgenza. Gli viene diagnosticata una crisi cardiaca causata da una malattia rara, la cardiomiopatia aritmogena. Inutili i soccorsi: dopo poco più di un’ora, il ragazzo muore. Sono le 16 e 45.

La scomparsa del “Moro” suscita emozione in tutto il mondo. E anche le inevitabili polemiche sul mancato uso del defibrillatore (divenuto poi obbligatorio per legge). La vicenda ha anche strascichi giudiziari: tre medici (Manlio Porcellini, del Livorno, Ernesto Sabatini, del Pescara e Vito Molfese, del 118 della città adriatica) sono stati rinviati a giudizio. Proprio per mancato utilizzo del defibrillatore, che “avrebbe dato qualche chance in più di sopravvivere”. L’inizio del processo è previsto per il 1 dicembre.

A. Z.

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