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La Cina è vicina. Ma non abbastanza

21 dicembre 2013 • Sport news

L’Atletico Mineiro acciuffa il terzo posto mondiale nei minuti di recupero di una gara spettacolare e scoppiettante, che ha visto i cinesi del Guanghzou Evergrande battersi alla pari con i più quotati brasiliani. Eppure erano partiti bene, i campioni del Sudamerica, in questa finale di consolazione (assai magra) della massima rassegna calcistica per club: al 2′, Diego Tardelli portava il vantaggio l’Atletico, disegnando lo schizzo di una partita all’insegna della goleada. Illusione: già al 9′ la squadra di Marcello Lippi pareggiava con Luíz Guilherme da Conceição Silva, in arte Muriqui (brasilianissimo, e per giunta ex Atletico Mineiro), e si portava in vantaggio su rigore, con Dario Conca, argentino, ma con una militanza importante nel campionato brasiliano (il suo contratto da nababbo, siglato nel 2011, aveva fatto scalpore: stipendio di oltre 10 milioni di euro l’anno, che attualmente lo rendono il decimo giocatore più pagato al mondo). Pareggio di Ronaldinho nel recupero e squadre al riposo sul 2-2. Ripresa non facile per la squadra di Belo Horizonte, che non riesce a passare; Dinho si innervosisce e si fa addirittura espellere all’87’: se questa davvero è la fine della sua carriera internazionale, non c’era modo peggiore per lasciarsi il sipario dietro le spalle. Quando lo spettro dei supplementari sembra ormai inevitabile, e il novantesimo è già trascorso, l’Atletico in dieci aggiusta la partita con Luan. 3-2 e terzo posto per il rotto della cuffia.

Il torneo deludente dell’Atletico Mineiro, e il buon calcio espresso dal Guangzhou, lasciano una serie di interrogativi: i club sudamericani sono davvero in ribasso? Oppure subiscono la dura legge del fuso orario, che condiziona pesantemente anche la coppa del mondo? Oppure, semplicemente, non riescono a liberarsi del complesso di superiorità? E le multinazionali del calcio cinesi, che a furia di soldoni crescono rapidamente, potranno, in futuro, competere con le europee e le sudamericane? Difficile rispondere. Ci si accontenti di osservare che la Cina, ora, è vicina. Ma non abbastanza.

A.Z.

La foto in alto, che ritrae l’aeroporto di Guangzhou, è di Chinatravelsavvy; freeware citando la fonte

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