MENU

Ai Navigli, per vedere gli azzurri affondare

24 giugno 2014 • Maracanà, Sport news

Sono tre i maxischermi installati sul Naviglio per Brasile 2014. Il primo, che dà le spalle all’Olona interrato, è vicino allo sbocco del Naviglio Grande. Raccoglie anche il “popolo degli aperitivi” che affolla i Navigli nell’orario post-lavorativo – un “ape” che per molti oggi è anticipato. Schermo numero due, che invece guarda il canale allontanarsi dalla città: è nei pressi del Vicol di Lavandee , e  – grazie alla sua posizione – può essere visto agevolmente da entrambe le rive. E’ su quella destra – che è chiamata così per convenzione: in realtà sarebbe la sinistra, guardando il corso d’acqua: ma tant’è. Concludiamo con il terzo schermo, che dà le spalle al Naviglio Pavese, e si vede anche dal ponte più vicino. E’ ai limiti con uno stand di una società di scommesse: all’inizio ci avevano messo su una miniatura del Redentore di Rio, ma hanno dovuto toglierla a furor di popolo: già è inaccettabile che un’immagine sacra venga utilizzata a fini pubblicitari (la Rai lo sa bene): ancora più blasfemo che venga usata per reclamizzare un gioco a soldi. L’hanno dunque rimossa: al suo posto, un manichino con la maglia azzurra. Dentro lo stand ci sono, comunque, “minischermi”- a cui si aggiungono i televisori dei locali sparsi qui e là.

A pochi metri dal maxischermo – lo chiameremo così – del Vicol di Lavandee c’è una chiatta galleggiante, circondata da reti, che ricorda un campo da calcio in miniatura. Si chiama Battle Arena. Ci sono sedie a sdraio “vista partita” e una piccola coda per entrare. “Quando lo schermo trasmette calcio – e cioè quando la Rai irradia la sua partita giornaliera – lo spazio è una piccola lounge per assistere al match”, spiega Andrea Patrucco, esponente della società Navigli Lombardi Scarl. “Dopo la partita, le sdraio vengono tolte, e si mettono due porte. Sì, perché qui si gioca”. In che senso? “Le spiego subito: insieme a Fubles (football network, cioè social network per organizzare incontri di calcio e calcetto, ndr) e Adidas, è stato organizzato un Mundialito, diciamo così, parallelo, con le varie comunità presenti a Milano. E le partite si disputano proprio qui, in questo spazio galleggiante sul Naviglio. Le  squadre sono composte di soli due giocatori: lo spazio è piccolo”. Il calendario è quello della Coppa del Mondo, almeno nella sua fase preliminare. “Non è stato facile reperire tutti i giocatori. Per esempio, la comunità più difficile da coinvolgere è stata quella americana”. Ma alla fine il Mundialito è partito.

NavigliLa coda, invece, viene smaltita con un po’ di ritardo. Davanti ci sono posti riservati, dietro, chi primo arriva meglio alloggia. Ma le sdraio da mettere nella parte posteriore arrivano quando le squadre stanno entrando in campo: la gente in coda sente gli inni nazionali fuori dalla chiatta. Poi, contandoli uno per uno, gli addetti (ognuno con la maglia di una nazionale diversa) li fanno accedere alla lounge sul Naviglio. Sull’altra ripa, qualcuno stende la bandiera della Colombia: l’atmosfera sembra quella di una gara di canottaggio, o di una corsa ciclistica. Sulle finestre di due case, a pochi isolati di distanza, una bandiera del Genoa e una della Sampdoria, in un personale derby in trasferta. Ma quei drappi sono sempre lì, e sembrano trasformare quel piccolo angolo di Naviglio nel mare della Foxe.

 

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »