MENU

Ottavi, la novità è Costarica-Grecia

28 giugno 2014 • Sport news

O dentro o fuori. La Coppa del mondo entra nella sua fase decisiva, quella delle partite a eliminazione diretta. Una formula che fu reintrodotta nel 1986, in Messico, dopo due edizioni (Germania 1974 e Argentina 1978) caratterizzate dal gruppo intermedio da quattro, che portava in finale le rispettive vincitrici dei due gironi, e il disastroso esperimento dei “gironcini da tre” (Spagna 1982), dove la prima sconfitta poteva anche significare eliminazione prematura.
Il tabellone tennistico che porta il torneo dagli ottavi alla finale del Maracanã parte con sei squadre europee (Olanda, Belgio, Germania, Francia, Svizzera e Grecia), cinque sudamericane (Colombia, Argentina, Brasile, Cile e Uruguay), tre Concacaf – cioè la confederazione che riunisce nord e centro America, Caraibi e Guyane (il sorprendente Costarica, gli Stati Uniti e il Messico) e due africane (Algeria e Nigeria). Delle quattro semifinaliste degli ultimi Mondiali, tre hanno raggiunto gli ottavi (l’Olanda vicecampione, la Germania e l’Uruguay), mentre la Spagna iridata è mestamente uscita già dopo il secondo turno del girone. L’eliminazione precoce dei campioni uscenti non è una novità. Anzi, sta quasi diventando una tradizione: quattro anni fa i defender erano gli azzurri, che da campioni del mondo lasciarono il girone con due soli punti all’attivo, due pareggi (con il Paraguay e con la modesta, benché volitiva, Nuova Zelanda) e una sconfitta, patita a opera della Slovacchia di Marek Hamšík. Anche la Francia, vincitrice nel 1998, si fece buttare fuori nel girone iniziale dei Mondiali successivi, iniziando la sua avventura nippocoreana con una clamorosa sconfitta contro il Senegal e proseguendola con un pareggio (Uruguay) e un’altra sconfitta (Danimarca).
Impietoso, invece, il raffronto con gli ultimi Europei: tre semifinaliste su quattro (la Spagna campione, l’Italia vice e il Portogallo) sono fuori dagli ottavi di questi Mondiali; unica superstite, l’inossidabile Germania.
Tra le eliminate eccellenti – oltre a Spagna, Italia e Portogallo (quest’ultimo, in Brasile, era praticamente la seconda squadra di casa) – anche la Russia di Capello e l’Inghilterra di Roy Hodgson, ultima in quello che era stato definito il girone di ferro e che, invece, si è rivelato in tutta la sua pochezza (Costarica a parte). In alcuni casi, gli errori arbitrali sono stati determinanti per eliminare una squadra dalla fase a gironi: è il caso della Bosnia Erzegovina, penalizzata dal direttore di gara nell’incontro con la Nigeria, e della Russia, condannata da un clamoroso rigore non visto nella partita contro il Belgio e da un laser “galeotto” ignorato dalla terna arbitrale, che ha disorientato il portiere Akinfeev in occasione dell’1-1 algerino. Ha di che lamentarsi anche la Croazia che, senza episodi contestati, avrebbe potuto addirittura eliminare il Brasile padrone di casa. Brasile che, invece, aprirà le danze fra poche ore contro il Cile. Una Brasile, Mondialipartita dal risultato tutt’altro che scontato, dato che le prime tre partite ci hanno mostrato una Seleção ben poco convincente e un Cile tonico e quadrato. Solo un deciso cambio di marcia potrebbe assicurare ai verdeoro un agevole passaggio del turno. Tutti favorevoli al Brasile i tra precedenti ai Mondiali: la Seleção ha prevalso sui cileni padroni di casa nel 1962 (4-2 in semifinale) e li ha battuti anche nel 1998 in Francia (4-1 agli ottavi) e quattro anni fa in Sudafrica (3-0, sempre agli ottavi). Nel computo totale degli incontri fra le due squadre, 68 vittorie del Brasile, sette del Cile, 13 pareggi.

L’altra partita di stasera, che mette di fronte l’Uruguay campione sudamericano in carica e una Colombia in forma smagliante, ha un solo precedente ai Mondiali: risale all’edizione cilena del 1962 e vide la Celeste prevalere per 2-1 all’apertura del torneo. Anche nella statistica overall comandano gli uruguagi con 18 vittorie contro 11 successi dei Cafeteros e 11 pari e patta. Ma, da quanto si è visto nelle prime tre partite, la Colombia è decisamente favorita.
Promette spettacolo il primo incontro di domani, che opporrà l’Olanda al Messico, con Robben e compagni leggermente favoriti. Sei gli incontri disputati fra le due formazioni: tre le vittorie degli Orange, due dei Tricolores e un pareggio per 2-2, unico incontro tra le due formazioni alla fase finale di un Mondiale di calcio (gruppo preliminare di Francia ’98). Nessun precedente, invece, fra la Grecia (che per la prima volta supera lo scoglio della fase a gironi) e il Costarica, che si scontreranno domani sera.
Neppure Francia-Nigeria, prima partita di lunedì prossimo, è mai stata disputata a un Mondiale; le due formazioni si sono incrociate una sola volta, in amichevole, nel 2009: la partita si svolse a Saint-Étienne e vide prevalere gli africani per 1-0.
Germania-Algeria, secondo incontro di lunedì, non può che far ricordare la partita storica di Gijon, ai Mondiali del 1982, che vide i nordafricani prevalere per 2-1: solo una lunga e complice melina di Austria e Germania nell’ultima partita del girone (che tedeschi e danubiani non esitarono a definire “vergognosa”) consentì a Rummenigge e compagni di passare il turno (qui). Oltre all’incontro del 1982, c’è un altro precedente, fra le due squadre, questa volta in amichevole: anche in quel match, disputato ad Algeri nel 1964, prevalsero clamorosamente le Fennecs per 2-0. Riuscirà la squadra allenata dal bosniaco Vahid Halilhodžić a sovvertire ancora il pronostico, sbilanciato a favore della Germania?
Passiamo a Svizzera e Argentina, impegnate nel primo match di martedì, che si sono incontrate una sola volta ai Mondiali, e precisamente nella fase a gironi del torneo 1966: vinse la squadra albiceleste per 2-0.
Nel computo totale, le due squadre si sono fronteggiate per sei volte: quattro vittorie per l’Argentina e due pareggi; ultimo match il 29 febbraio del 2012, allo Stade de Suisse di Berna: vinsero i sudamericani per 3-1, dopo che il punteggio era rimasto inchiodato sull’1-1 fino all’88’. Anche se il pronostico sembra sbilanciato a favore di Messi e compagni, le due nazionali sono quasi appaiate nel ranking Fifa, dove la squadra di Sabella occupa il sesto posto, e la Nati il settimo.
Infine, Belgio-Stati Uniti, ultimo ottavo im programma. La partita non sembra avere storia, con i belgi superfavoriti. Anche i precedenti sono largamente favorevoli agli europei, che hanno vinto quattro volte su cinque (l’ultima volta per 4-2 nel 2013, in amichevole). Unico successo americano ai mondiali del 1930: 3-0 nel gruppo preliminare. Ma era un altro calcio.

A. Z.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »