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Panamericani 1975, la partita senza vincitori

2 marzo 2014 • "I werd' narrisch!"

Il 25 ottobre 1975, lo stadio Azteca di Città del Messico è pieno pieno: 105mila spettatori per assistere alla finale del torneo di calcio dei Giochi Panamericani, che mette di fronte i padroni di casa e il Brasile. Un’atmosfera, quella del Coloso de Santa Úrsula, che riporta alla mente ricordi recenti, ma già passati alla storia. I Giochi Olimpici 1968 e i guanti neri all’aria di Tommie Smith e John Carlos, sul podio dei 100 metri, per una protesta tanto silenziosa quanto eclatante contro il razzismo negli Stati Uniti. O l’8.90 di Bob Beamon nel lungo: record del mondo, destinato a durare 23 anni. Il 1970 e i folli tempi supplementari di Italia-Germania 4-3: il piattone con cui Gianni Rivera scrisse la storia sull’erba di Città del Messico. E la conquista definitiva della Coppa Rimet da parte del Brasile di Pelé, quattro giorni dopo. Sempre su quell’erba fatale.

I Giochi Panamericani non sono né un evento olimpico, né un mondiale di calcio. E in campo non stanno scendendo le prime squadre, ma le selezioni olimpiche, infarcite di giovani, ufficialmente “non professionisti”. Il Brasile – sulla carta più forte – schiera alcuni giocatori che avrebbero raggiunto la nazionale maggiore: tra questi, Carlos, portiere titolare nel campionato del mondo 1986 (ironia della sorte, in Messico), Edinho, futuro difensore dell’Udinese, Batista, che avrebbe poi giocato nella Lazio e nell’Avellino. Stella del Messico, invece, un giovanissimo Hugo Sánchez, appena diciassettenne. E’ proprio il futuro fuoriclasse del Real Madrid che, al 22′, offre un appoggio per Héctor Tapia, che si porta avanti la palla e poi tira, facendo secco Carlos. 1-0. L’Azteca viene, però, gelata a un minuto dalla fine, quando la difesa messicana provoca un rigore, trasformato da Cláudio Adão. Pari e tempi supplementari. Al minuto 108, però, succede l’imprevisto: il riflettore del settore ovest si spegne, seguito da quello opposto. L’Azteca è al buio e non si può più giocare. L’arbitro non può fare altro che decretare la fine dell’incontro.

Di solito, quando si spengono le luci di uno stadio e il direttore di gara è costretto a sospendere la partita, il regolamento dà la vittoria a tavolino della squadra in trasferta (così è quasi sempre stato: fa eccezione una recente sentenza-choc che è andata in senso contrario). Tuttavia, nella finale di un torneo mondiale, olimpico o panamericano, non si usa identificare l’organizzatore del campionato con la squadra di casa. Così, la Fifa annuncia che il torneo avrà due vincitori: Messico e Brasile vengono premiati, ex aequo.

Incredibile. Ma non è finita. Il giorno seguente, si verifica un nuovo colpo di scena: il comitato organizzatore, dopo aver consultato la Fifa, fa un passo indietro e decide che la partita sarà ripetuta il 29 ottobre.

Ma c’è un problema. I giocatori verdeoro stanno tornando a casa: sono giovani, ancora dilettanti, non possono starsene in Messico finché ne hanno voglia. Inoltre, la fiamma si è già spenta e i Giochi Panamericani sono stati chiusi ufficialmente. Rifare una finale va contro la consuetudine. Così, l’ex aequo viene confermato.

I Giochi Panamericani 1975 restano, finora, la sola grande manifestazione calcistica in cui la medaglia d’oro è stata assegnata a due squadre. Ma anche l’unica finale che non ha visto i brasiliani sconfitti contro il Messico. Negli anni successivi, infatti, i verdeoro avrebbero perso tutte le gare conclusive giocate contro la Selección mexicana: 2-0 nella finale della Copa Oro 1996, 4-3 nella Confederations Cup 1999, 1-0 nella Copa Oro 2003, 3-0 nei mondiali under 17 del 2005 e, infine, 2-1 nella finale olimpica di Londra 2012.

Guido Berger

 

Città del Messico, Stadio Azteca

Messico-Brasile 1-1

Héctor Tapia 22′ (M) –  Cláudio Adão 85′ su rigore (B)

Messico: José Gómez; Gabriel Márquez, Bardomiano Viveros (Víctor Gómez), Carlos García, Mario Carrillo; Francisco Bugarín, José Luis Caballero, Guillermo Cossío; Héctor Tapia, Víctor Rangel, Hugo Sánchez.

Brasile: Carlos, Mauro de Campos Júnior, Roberto Franqueira Tecão, Edinho, Chico Fraga, Batista (Carlos Bianchi da Silva), Eudes Lacerda Medeiros, Rosemiro Corrêa de Souza, Luís Alberto Pirola (Marcelo de Oliveira Santos), Cláudio Adão, João José dos Santos.

Arbitro: Arturo Iturralde (Argentina)

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