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Per lo sportsystem italiano è sempre un’Olimpiade

31 gennaio 2014 • Affari & Persone

Le aziende italiane dello sportsystem sono continuamente impegnate a schivare insidie esterne: uno slalom con dieci paletti che possono essere fatali. Con le Olimpiadi Invernali il gradito tributo a una “squadra” di 13 mila addetti. Dall’Ispo Winter appena terminato a Monaco arriva il commento all’evento più atteso dell’anno.E’ appena terminata a Monaco di Baviera l’Ispo Winter, la più importante fiera dell’attrezzatura e abbigliamento sportivo, che ha ospitato 2.400 espositori provenienti da 50 Paesi. L’Italia era rappresentata da Assosport, l’Associazione dei Produttori di Articoli Sportivi, e da 55 aziende italiane associate distribuite su 6000 mq.

“Finalmente arriva il momento più atteso, quello dei Giochi Invernali dove sia le nostre aziende che Assosport sono presenti: le prime con i loro prodotti, la nostra associazione con i suoi servizi”, commenta il presidente di Assosport Luca Businaro.”Per la nostra squadra di imprenditori, dirigenti, ricercatori e collaboratori le Olimpiadi del mercato si tengono ogni anno. Il team Assosport è composto da circa 13 mila addetti per 134 realtà guidate da capitani d’impresa che costantemente sono impegnati a sviluppare prodotti, a offrire posti di lavoro, a cercare nuovi mercati e a difendersi dai continui ostacoli esterni”.

“Il nostro lavoro quotidiano è paragonabile alla preparazione dei campioni con cui collaboriamo e per i quali sviluppiamo prodotti ad alto impatto tecnologico che poi vengono messi a disposizione degli appassionati delle varie discipline” prosegue Businaro. “Le gare per le nostre imprese sono mondiali, tutte decisive e quotidiane: le potremmo rappresentare con uno slalom speciale, dove l’impresa è lo sciatore e i paletti sono gli ostacoli esterni. Ogni errore può costare il ritiro dalla competizione. E possiamo riassumere in 10 porte le insidie che minano il nostro cammino: il costo del lavoro, il costo dell’energia, il credit crunch, la concorrenza sleale, la debolezza del WTO, i dazi, la mancanza di flessibilità occupazionale, la scarsa attrattività per gli investitori stranieri, la lentezza burocratica, l’eccessiva tassazione. La speranza è che gli organi amministrativi locali e internazionali si occupino delle cose dello sport non solo in occasione degli eventi importanti ma che insieme a noi si impegnino a sradicare questi paletti per far crescere un comparto vitale per il nostro Paese.”

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