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Portuguesa, un “Caso Catania” tra San Paolo e Rio

11 gennaio 2014 • Sport news

É uma casa portuguesa, com certeza! É, com certeza, uma casa portuguesa!”, cantava Amália Rodrigues nei vecchi tempi andati. Ma oggi, i termini “Portuguesa” e “certeza” sembrano davvero agli antipodi, almeno se, per “Portuguesa” si intende la squadra di calcio con sede a San Paolo. A tutt’oggi, infatti, non si sa se i rossoverdi giocheranno in serie A oppure nella categoria cadetta. I fatti: la Portuguesa, in finale di stagione, utilizza Héverton, squalificato. A fine campionato, la federazione brasiliana toglie alla squadra paulista i quattro punti conquistati con l’utilizzo irregolare del centrocampista. Risultato: la penalizzazione fa scivolare la Lusa sotto la linea della retrocessione. In altri termini: Fluminense salvo, Portuguesa in B. A nulla servono i ricorsi della società: la giustizia sportiva conferma la decisione. A questo punto si muove un tifoso della squadra paulista, che ricorre alla giustizia ordinaria. E il giudice Marcello do Amaral Perino, della 42esima corte civile di San Paolo, ribalta la decisione dei tribunali sportivi: la federazione calcio brasiliana deve restituire i quattro punti alla Portuguesa. Questo equivale, naturalmente, alla permanenza in serie A dei paulisti e alla retrocessione del Fluminense. Perino ha affermato che la comunicazione relativa alla squalifica di Héverton “è stata comunicata in un momento successivo alla partita contro il Grêmio”, cioè il match incriminato. Stesso giudice, stesso tribunale, stessa sentenza per il Flamengo: la Cbf dovrà restituire ai rossoneri i quattro punti di penalità per l’utilizzo irregolare di André Santos (ma, in questo caso, la sanzione non aveva avuto effetto sul campionato). Il ricorso (probabile, se non scontato) della federazione brasiliana potrebbe aprire a una guerra di carte bollate che, sicuramente, rischia di buttare discredito sul calcio brasiliano, proprio alla vigilia dei mondiali. E sembra molto simile a quel “caso Catania” che, nel 2003, sconvolse il campionato italiano di serie B, mettendo fine in modo traumatico all’autonomia della giustizia sportiva: sconfitto 2-0 a tavolino per l’utilizzo di Luigi Martinelli, che sette giorni prima aveva giocato nel campionato primavera anche se squalificato, la squadra etnea ricorse al Tar, aprendo un vortice di cause nei tribunali civili. Concluso con il salomonico ripescaggio del Catania e l’allargamento della serie B, e l’ammissione di Salernitana, Genoa e Fiorentina (quest’ultima dalla C2).

A. Z.

 

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