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Quando la storia finisce ai rigori

24 settembre 2014 • Te lo dò io il Brasile

La magia del calcio inglese ha molto a che vedere con le epiche sfide a eliminazione diretta nelle sue coppe nazionali. La vittoria del Liverpool sul Middlesbrough nel terzo turno di Coppa di Lega è però entrata nella storia: 14-13 per i “Reds”, che così eguagliano il record per la più lunga serie dal dischetto nella storia del football d’Oltremanica. E dire che il “Boro” pensava di aver compiuto l’impresa proprio dal dischetto, quando Bamford ha pareggiato al terzo minuto di recupero del secondo tempo supplementare!

Il record dei 30 rigori totali era stato stabilito nel 2011 nel terzo turno del Football League Trophy, che vedeva il Dagenham & Redbridge sfidare il Leyton Orient. Anche in quel caso il risultato fu di 14-13, dopo il fatale errore di Ben Chorley, considerato peraltro lo specialista del Leyton. Quando ci si gioca tutto dagli undici metri, però, capita sovente che siano proprio i migliori a sbagliare. Chiedere per referenze a Baggio e Baresi…

Nella storia del Liverpool i rigori richiamano due storici trionfi in Coppa dei Campioni: quella del 1984 quando Rush e compagni sconfissero la Roma nella finale all’Olimpico (con l’errore dell’”infallibile” Di Bartolomei) e quella del 2005, ormai diventata Champions League, con l’incredibile rimonta di tre gol ai danni del Milan.

La storia dei rigori è decisamente affascinante, pur essendo relativamente breve. E’ stato soltanto nel 1970 che la Fifa li ha introdotti per decidere le partite terminate in parità. In precedenza si usava la monetina, ma l’israeliano Michael Almog, dopo aver visto la sua nazionale estromessa per sorteggio ai quarti delle Olimpiadi ’68, pensò bene di proporre una modifica regolamentare.

Nel settembre dello stesso anno, il “penalty shootout” fece la sua comparsa nel primo turno della Coppa delle Coppe, con gli ungheresi dell’Honved più freddi e precisi degli scozzesi dell’Aberdeen. Gli almanacchi del calcio annoverano numerosi casi di serie di rigori ben più lunghe ed avvincenti di quella tra Liverpool e Middlesbrough. Nel 2007 ci vollero addirittura 32 penalty per decidere la semifinali degli Europei Under 21 tra Olanda e Inghilterra: gli “Orange” andarono in finale ed anche negli annali, grazie alla più lunga alternanza di rigori nella storia delle competizioni Uefa.

Il thrilling di queste sfide è direttamente proporzionale all’abilità dei tiratori, che in Galatasaray-Gençlerbirliği (Coppa di Turchia 1996) segnarono ben 32 rigori consecutivi, fino a quando l’errore di Kaharaman condannò il “Gala”. Un mese prima era successo qualcosa di ancora più clamoroso in Obernal-Wittelsheim, sfida valevole per la Coppa di Francia: sul 15-15, dopo un totale di 40 rigori calciati, l’arbitro interruppe la gara per scarsa visibilità e l’Obernal passò il turno in quanto militante in una serie minore, come da regolamento della competizione!

Si tratta di un record assoluto in campo europeo, ma in Africa sono riusciti a fare ancora meglio, con i 48 rigori necessari per decidere il successo del KK Palace sui Civics, nella Coppa di Namibia. Al contrario, ci sono state anche serie brevissime, come quella che nel 1986 consentì allo Steaua Bucarest di vincere la Coppa dei Campioni: il portiere Ducadam parò i quattro rigori del Barcellona e rimase imbattuto, entrando nella leggenda del calcio rumeno. Agli Europei, una sola finale è stata decisa dal dischetto: quella del 1976, quando la Cecoslovacchia sconfisse la Germania Occidentale anche grazie al “cucchiaio” inventato da Panenka proprio in quell’occasione. Ai mondiali, invece, è capitato due volte e sempre con l’Italia in campo. Nel 1994 i già citati errori di Baggio e Baresi consegnarono la coppa al Brasile, mentre nel 2006 la bomba di Grosso inchiodò la Francia, consegnandoci il quarto successo iridato della nostra storia.

Momenti indimenticabili, a prescindere dal numero di rigori calciati, ma anche fonte di ispirazione per Elio & le Storie Tese, che sul mondiale ’94 hanno scritto la divertente “La cinica lotteria dei rigori”, sigla di “Mai Dire Gol” nella stagione successiva.

Lorenzo Zacchetti

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