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Ai quarti, le due semifinali di Messico ’86

3 luglio 2014 • Sport news

Una buona notizia per i calciofili in crisi di astinenza: il riposo mondiale di tre giorni sta per essere archiviato. Chi, pur di passare una serata di football, ha cercato in tutti i modi di captare il preliminare di Champions tra il Lincoln (Gibilterra) e l’Hb Torshavn (Fær Øer), terminato 1-1, può tornare al più alto livello tecnico del torneo iridato: i quarti di finale sono a un passo. La prima partita si giocherà domani, 4 luglio al Maracanã di Rio. Di fronte Francia e Germania: chissà se i tedeschi indosseranno la seconda maglia, che hanno scelto in omaggio al Flamengo. Tre precedenti “mondiali” per questa partita. Il primo è vinto 6-3 dai “galletti”: siamo nel 1958, la prima Coppa vinta dal Brasile, ma anche il Mondiale di Just Fontaine che con i suoi 13 gol in Svezia detiene il primato di gol segnati in una sola edizione dei Mondiali. Francia e Germania si incontrano nella finale per il terzo e quarto posto, e Fontaine insacca addirittura quattro volte (6-3 il risultato finale e Francia terza, dietro a Brasile e Svezia). Il secondo incontro iridato tra le due nazionali si svolge a Siviglia nel 1982, in semifinale, ed è tuttora considerato uno dei match più incredibili della storia dei Mondiali. Subito un botta e risposta nel primo tempo: Littbarski (francese per via materna) per la Germania e Platini su rigore per la Francia. Nella ripresa, si sfiora il dramma, per la fortissima collisione fra il portiere tedesco Harald Schumacher in uscita e il difensore francese Patrick Battiston, lanciato a rete da Platini: l’estremo difensore del Colonia si avventa contro l’avversario con una foga che dire eccessiva è un eufemismo. Risultato: Battiston rimane esanime a terra, facendo temere il peggio; lo sfortunato giocatore è portato fuori in barella e ricoverato in ospedale con una commozione cerebrale, ma anche la rottura di una vertebra e due denti; perde conoscenza per dieci minuti e la memoria per un’ora. L’intervento-kamikaze è, però, giudicato involontario: né rigore, né espulsione.

Si riprende a giocare, tra le proteste dei francesi. Allo scadere, la squadra allenata da Michel Hidalgo colpisce una traversa. Di lì a poco, l’arbitro decreta la fine dei tempi regolamentari.
Nell’overtime, i Bleus si portano avanti per 3-1, con un uno-due di Trésor e Giresse nel primo tempo supplementare, ma la Germania ha la forza di reagire, accorciando con Rummenigge e poi, nella seconda frazione, pareggiando con Fischer in rovesciata. L’overtime termina 3-3 e, per la prima volta, l’ingresso in una finale si decide ai calci di rigore. Un errore a testa, e si va a oltranza: decidono il rigore sbagliato di Bossis e il centro di Hrubesch. Germania in finale.
La rivincita arriva quattro anni dopo, a Guadalajara, sempre in semifinale (arbitro, il bravissimo Luigi Agnolin di Bassano del Grappa). Questa volta, la Germania vince ai tempi regolamentari: 2-0, con gol di Brehme al 9′ e di Völler al 90′. La partita ha uno strascico curioso a… Torino. Premessa: nel 1982-83, ad Atene, l’Amburgo aveva conquistato la Coppa dei campioni battendo in finale, per 1-0, la Juventus per 1-0 in finale di Coppa dei campioni; la partita aveva scatenato i festeggiamenti da parte dei tifosi granata. Tre anni dopo, la semifinale dei Mondiali mette contro la stella della Juventus, Michel Platini, e l’autore del gol decisivo del match di Atene, Felix Magath. Per questo motivo, a Torino, la partita viene vista quasi come un derby fuori programma. Vince la Germania, e a festeggiare, ancora una volta, i tifosi del Toro: su un balcone della città subalpina appare un vecchio striscione “Grazie Magath”, probabilmente riesumato dalla soffitta. Storie di derby, appunto.
In generale, tra le due squadre (parliamo di Francia e Germania) ci sono ben 25 precedenti: 11 volte hanno vinto i Bleus, e nove i tedeschi; cinque, invece, i pareggi. A questo incontro, i “galletti” sono arrivati battendo per 3-0 l’Honduras e per 5-2 la Svizzera, per poi impattare (0-0) contro l’Ecuador e, negli ottavi, battere per 2-0 la Nigeria. I tedeschi, partiti fortissimi contro il Portogallo (4-0), hanno poi rallentato con il 2-2 con il Ghana (partita in cui Miroslav Klose ha eguagliato il record di gol segnati ai Mondiali, che ora il laziale detiene in coabitazione con l’ex interista Ronaldo) e con l’1-0 ai modesti Stati Uniti; la Germania ha poi passato gli ottavi battendo per 2-1 l’Algeria ai tempi supplementari. La squadra di Joachim Löw, imbattuta da 15 partite, è attualmente seconda nel ranking mondiale, mentre la Francia è quindicesima: pronostico difficile, ma favoriti i tedeschi.
Seconda partita di domani, Brasile-Colombia, in programma a Fortaleza. I bookmaker danno i verdeoro leggermente favoriti, anche se i Cafeteros hanno finora mostrato un calcio molto migliore. A favore dei brasiliani pesa il nome, e soprattutto l’onore (e l’onere) di squadra ospitante. Che, però, può Neymar piangerivelarsi un’arma a doppio taglio, e dare grandi pressioni psicologiche ai giocatori. Non per niente i favoriti della vigilia, oltre che un gioco incerto, hanno anche mostrato di avere i nervi tutt’altro che saldi, e la crisi di pianto collettiva dopo la partita con il Cile ne è stata l’ennesima dimostrazione. Si è parlato di “squilibrio emozionale”, provocato dalle fortissimi pressioni a cui una superpotenza del calcio come il Brasile è sottoposta in un campionato del mondo casalingo. A cercare di mettere una pezza ci sta provando una psicologa, Regina Brandão, che collabora con Scolari fin dal 1990 (ha lavorato per il Brasile campione 2002 e anche per il Portogallo, quando era allenato da Felipão). In ogni caso, la vittoria della Colombia sull’Uruguay ha aiutato i nervi dei verdeoro: in Brasile, il Maracanaço (o Maracanazo, fate voi) del 1950 è ancor oggi un incubo collettivo, e la riedizione di quel match ai Mondiali in casa, pur ai quarti, avrebbe, probabilmente, fatto tremare persino Pelé, Jairzinho e Carlos Alberto. Figuriamoci Neymar, Fred e Jô.

Regina Brandão

Regina Brandão

La Seleção è arrivata agli ottavi con una prima fase alterna, aperta dalla vittoria per 3-1 contro la Croazia, con il contestatissimo rigore dell’1-1 concesso al Brasile (in questi giorni sono state mostrate le immagini di Sepp Blatter che esulta al pareggio del Brasile – e questo ha comprensibilmente fatto scandalo). Il gruppo preliminare è proseguito, per la squadra di Scolari, con l’opaco 0-0 contro il Messico e la vittoria per 4-1 sul Camerun. Infine, l’ottavo contro il Cile, con la qualificazione conquistata ai rigori dopo l’1-1 al 120′. Più brillante il cammino della Colombia, che finora le ha vinte tutte: punteggio pieno nel girone (3-0 alla Grecia, 2-1 alla Costa d’Avorio e 4-1 al Giappone) e 2-0 secco all’Uruguay.
Se il risultato è incertissimo, non lo sono i precedenti:; su 25 partite, 15 sono state portate a casa dal Brasile, contro otto pareggi e solo due successi colombiani. Tuttavia, le ultime quattro partite fra le due squadre sono finite in pareggio. Ai Mondiali, la partita di oggi è il primo scontro fra Seleção e Cafeteros.
Sabato 5 luglio si parte, invece, da Argentina-Belgio, a Brasilia. Più convincenti gli europei, che hanno conquistato i quarti battendo 2-1 l’Algeria, 1-0 la Russia, 1-0 la Corea del sud e, agli ottavi, 2-1 gli Stati Uniti dopo i tempi supplementari. L’Argentina ha, invece, superato 1-0 la Bosnia-Erzegovina, 1-0 l’Iran, 3-2 la Nigeria e 1-0 la Svizzera, a due minuti regolamentari dai calci di rigore.
Quattro i precedenti (tre vittorie albicelesti, una belga) di cui tre in partite “mondiali”. La prima il 2 giugno 1928, si disputa ad Amsterdam, in occasione dei Giochi Olimpici (che, in quei tempi, concedevano ai vincitori del torneo di calcio anche il titolo di campione del mondo) ed è il quarto di finale. Vince la Selección per 6-3: l’ultimo gol è di Raimundo Orsi, che presto vestirà l’azzurro.
Per vedere uno scontro tra Argentina e Belgio in un Mondiale “vero e proprio” si deve, invece, aspettare il 1982, nella partita inaugurale del torneo iridato. Questa volta – ed è una sorpresa – vincono i belgi, che con un gol di Vandenbergh al 62′ sconfiggono i campioni del mondo in carica.

L’ultimo precedente “mondiale” risale invece a Messico 1986. E’ la seconda semifinale, e si gioca al mitico stadio Azteca quattro ore dopo il fischio d’inizio di Francia-Germania, di cui abbiamo parlato poco fa. Vince l’Argentina per 2-0, doppietta di Maradona, proiettandosi verso la finale. Ma nello scontro di Brasilia potrebbe essere tutta un’altra storia; nessuna delle due squadre incontra, comunque, un netto favore del pronostico, anche se i bookmaker danno più fiducia all’undici di Sabella.
RobbenInfine Olanda-Costarica, prevista a Salvador, che si disputa in prima assoluta. Favoriti, naturalmente, gli Oranje, il cui impegno sembra abbastanza agevole. Robben e compagni sono arrivati ai quarti strapazzando per 5-1 la Spagna nella rivincita della finale 2010, battendo di misura l’Australia (3-2 il risultato) e rifilando un secco 2-0 al Cile; agli ottavi, il 2-1 al Messico in rimonta. Un girone da favola, invece, per il Costarica: 3-1 all’Uruguay, 1-0 all’Italia e 0-0 contro l’Inghilterra. Pareggio per 1-1, invece, contro la Grecia negli ottavi, e partita risolta ai calci di rigore.

Domenica, Mondiali ancora fermi. Ma per gli sportivi, niente astinenza: il calcio lascia spazio alla finale del singolare maschile sulla mitica erba di Wimbledon e alla seconda tappa del Tour de France, sempre in Inghilterra, da York a Sheffield.

A. Z.

 

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