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Giochi Olimpici di Rio: rischio trasferimento a Londra

12 maggio 2014 • Sport news

“Non esiste un piano B. Andremo a Rio”. Lo aveva annunciato meno di 15 giorni fa John Coates, vicepresidente del Cio, preoccupatissimo per i ritardi nei lavori per i Giochi Olimpici del 2016 (cliccare qui). Ma i rumours, sempre più insistenti, dicono l’esatto opposto: da fonti solitamente bene informate corre voce che il Comitato Internazionale Olimpico abbia già predisposto un piano di emergenza, nel caso in cui il Brasile non si dimostrasse pronto per l’appuntamento a cinque cerchi. Il “piano B” contemplerebbe lo spostamento dell’appuntamento olimpico a Londra, che ha ospitato i Giochi del 2012 e ha impianti sportivi freschi freschi di collaudo.

Un allarmismo ingiustificato o un’eventualità concreta? I dati fanno pensare alla seconda ipotesi, dato che i lavori per Rio 2016 sono circa al 10% del totale (a poco più di due anni dall’accensione della torcia Londra era al 60% e Atene – che ha potuto aprire i Giochi per il rotto della cuffia – al 40%).

Se le indiscrezioni sul “piano B” fossero confermate, si tratterebbe comunque di un’operazione di disaster recovery, tanto per mutuare un linguaggio caro al mondo informatico: il Comitato farà comunque di tutto per mantenere i Giochi del 2016 a Rio. D’altra parte è ormai acclarato che anche la Fifa avesse un progetto di emergenza per i Mondiali, qualora i ritardi nei lavori si fossero rivelati insormontabili. E non sarebbe stata la prima volta: il massimo torneo iridato del 1986, inizialmente previsto in Colombia, era stato spostato in Messico per la rinuncia, nel 1983, di Bogotà, impossibilitata a adeguarsi ai requisiti Fifa.

A. Z.

La foto in alto è di ©Maurizio Giuseppe Montagna/fiverings2012, freeware citando l’autore

 

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