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Caso Neymar: Rosell si dimette da presidente del Barça

23 gennaio 2014 • Sport news

Sandro Rosell lascia la presidenza del Barcellona. “Dimissioni irrevocabili”, ha dichiarato l’ormai ex numero uno blaugrana, che sarà sostituito Josep Maria Bartomeu. Tutta colpa di Neymar – o, meglio, del caso esploso sul costo reale del suo acquisto. Tutto era partito a dicembre quando un socio del Barça, il farmacista Jordi Cases, aveva denunciato Rosell per appropriazione indebita. Secondo Cases, Neymar non era costato 57,1 milioni di euro, ma 74. Passa il tempo e, mentre il giudice Pablo Ruz (sì, proprio quello dello scandalo che ha colpito il Partido Popular, al governo in Spagna) è al lavoro, il prezzo presunto dell’asso brasiliano sembra lievitare: secondo El Mundo è addirittura di 95 milioni. L’importo sarebbe lievitato a causa di clausole, clausolette e commissioni: 2 milioni al padre (come talent scout di eventuali nuovi campioni che vestono la maglia del Santos), altri due e mezzo per aiutare i bambini delle favelas di San Paolo, 17,1 al Santos (9 per due amichevoli, e 7,9 per un accordo su tre giovani calciatori) e via dicendo. Spunta anche un precontratto con la Neymar&Neymar (società gestita dal padre dell’attaccante brasiliano): 40 milioni di euro una volta che il giocatore si fosse liberato dai legami con il Santos, di cui dieci sotto forma di prestito. In caso di rottura dell’accordo, il contratto prevedeva un indennizzo di 40 milioni. E la rottura dell’accordo, tecnicamente, c’è stata, perché il Barça si è portato a casa Neymar prima che fosse libero da vincoli con il Santos – resta da capire in che forma, a questo punto, la cifra sia stata contabilizzata. Il giudice Ruiz ha, perciò, ipotizzato il reato di “simulazione di contratto” per Rosell. E il presidente del Barcellona ha prontamente lasciato. Ma tutto lascia pensare che il “caso-Neymar” sia ancora all’inizio. E che prometta nuove, scoppiettanti rivelazioni.

A. Z.

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