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Samaras: “A Rio per trovare una nuova squadra”

13 maggio 2014 • Sport news

Battendo il Dundee United, il Celtic Glasgow ha concluso in bellezza una stagione nella quale si è aggiudicato il terzo campionato scozzese consecutivo, giungendo così ad un totale di ben 45 titoli nazionali. Le immagini della festa hanno fatto il giro del mondo, anche per il bel gesto del tecnico Neil Lennon, che ha donato la sua medaglia ad un bambino down in tribuna con il padre. Subito dopo, il giovanissimo tifoso è stato preso in braccio da Georgios Samaras, che ha fatto insieme a lui il giro di campo per festeggiare l’ennesimo trionfo.

Il centravanti greco è uscito dal Celtic Park in lacrime, ma non per il bambino. A struggerlo era infatti la consapevolezza di aver indossato per l’ultima volta la mitica maglia a righe orizzontali bianco-verdi dei pluricampioni di Scozia. Il fatto che la sua esperienza a Glasgow fosse destinata a chiudersi dopo sette anni di successi era nell’aria già da tempo, tuttavia Samaras ha voluto chiarire come la decisione sia stata unicamente della società: “Me ne vado, ma non per mia scelta. Con il contratto in scadenza, mi aspettavo che il presidente Lawwell mi facesse una proposta per il rinnovo, ma questo non è accaduto. Ho parlato a lungo con l’allenatore, confermandogli quanto io desiderassi rimanere. Anche lui voleva che io restassi, ma certe scelte dipendono da chi sta sopra di noi. Amo il Celtic e, se fosse stato per me, non sarei mai andato via. Per questo motivo non ho preso contatti con nessuna altra squadra, ma a questo punto è chiaro che mi debba cercare un’altra sistemazione”.

Samaras, 29 anni, era arrivato a Glasgow nel gennaio 2008, in prestito dal Manchester City. Al termine della stagione, il suo trasferimento è diventato definitivo e in sette anni ha giocato 252 partite e segnato 74 gol, dei quali ben 10 in Champions League. Nell’ultima stagione ne ha firmati 11, anche grazie all’omaggio di Kris Commons, che gli ha lasciato tirare il rigore nella gara di addio contro il Dundee United, permettendogli di ricevere l’ultima ovazione da parte del suo stadio.

Il gesto è piaciuto molto anche al tecnico Lennon, che ha voluto sottolineare l’affetto della squadra per il bomber greco: “Georgios va via accompagnato dai migliori auguri di tutti i suoi compagni e dello staff tecnico. Siamo felici che abbia potuto salutare i tifosi con un gol e ora potrà concentrarsi sui mondiali con la sua nazionale”.

Per la Grecia, Samaras è sempre un punto fermo, anche se curiosamente non ha mai giocato nel campionato del suo paese. E’ cresciuto nel vivaio dell‘OFI Creta, la squadra dove suo padre Ioannis aveva giocato a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, per poi diventare responsabile del settore giovanile. Ad appena quindici anni, è stato acquistato dagli olandesi dell’Heerenveen, dove si è affermato fino ad attirare le attenzioni del Manchester City, che lo ha acquistato nel 2006. Nello stesso anno ha esordito in nazionale, regalandosi un gol al debutto contro la Bielorussia per il suo ventunesimo compleanno, festeggiato la settimana successiva. Attualmente il suo score con la rappresentativa ellenica è di otto reti in 71 presenze ed il commissario tecnico portoghese Fernando Santos continua a contare sulla sua esperienza, nonostante l’affermazione di altri attaccanti quali Dimitrios Salpingidis del PAOK Salonicco e Kostantinos Mitroglu del Fulham.

Quest’ultimo si è trasferito in Inghilterra lo scorso gennaio, dopo le ottime prestazioni offerte in Champions League con la maglia dell‘Olympiakos e la rivalutazione del suo cartellino fino a 15 milioni di euro. Soldi che potrebbero essere reinvestiti, almeno in parte, per l’ingaggio di Samaras (il quale ovviamente arriverebbe a costo zero, essendo svincolato), che interessa moltissimo proprio ai biancorossi del Pireo. Con una vetrina prestigiosa a disposizione quale quella del mondiale in Brasile, Samaras ha però l’occasione di alzare ulteriormente le proprie quotazioni.

Oltretutto, la sua Grecia è stata decisamente fortunata, visto che il sorteggio l’ha inserita in un gruppo che sulla carta è alla sua portata, con Giappone, Costa d’Avorio e Colombia. La squadra del romanista Torosidis è approdata alla fase finale dopo un sofferto spareggio con la Romania, ma già dieci anni fa seppe sorprendere il mondo intero, vincendo un campionato europeo per il quale nessuno la quotava tra le possibili favorite. Con la voglia di riscatto di giocatori come Samaras e anche di Konè, appena retrocesso col Bologna, chissà che la storia non possa ripetersi. L.Z.

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