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Semifinali: pesa l’assenza di Neymar

6 luglio 2014 • Sport news

Dopo il primo giro di partite, le favorite sembravano Germania e Olanda, con la Colombia, il Belgio e la Francia come outsider. Dopo il secondo turno, si era fatto vedere anche il Messico, mentre i tedeschi avevano rallentato e la squadra di van Gaal era parsa meno incisiva. Brasile e Argentina, invece, non avevano impressionato, né nella fase iniziale, né negli ottavi. Ai quarti è sembrato cambiare qualcosa. La Seleção ha finalmente giocato da… Seleção, eliminato la Colombia che qualcuno vedeva come possibile semifinalista. L’Argentina ha regolato il Belgio con un capolavoro tattico di Sabella. Il Ct ha ingabbiato gli avversari in marcature asfissianti, per impedire alla squadra di Wilmots di fare il suo gioco preferito: azioni veloci, ricerca di spazi ampi e molti tiri in porta. Le due sudamericane sfidano dunque Germania e Olanda, che si riconfermano semifinaliste. La squadra di Löw si è confermata la quintessenza della compattezza e della solidità: ha battuto la Francia con l’arma letale dell’organizzazione. L’Olanda ha faticato molto di più contro un Costarica attento, e difeso da un Navas supersonico: l’esito della partita, favorevole agli Oranje, ma ai calci di rigore, potrebbe far preoccupare van Gaal – anche se, comunque, Robben e compagni hanno sfiorato più volte il gol, colpendo tre pali.
Fuerza NeymarMa a condizionare le due semifinali saranno soprattutto le assenze. In particolare, su Germania-Brasile, che si giocherà martedì 8 luglio, peserà come un macigno il grave infortunio di Neymar alla vertebra lombare, che lo terrà lontano dal Mineirão. Lo stesso Scolari ha ammesso: “la sua assenza per noi sarà una catastrofe”. Secondo Globo Esporte, la stella del Brasile avrebbe dichiarato che, in caso di finale, proverebbe a tornare in campo, grazie a una serie di infiltrazioni – ipotesi, tra l’altro, seccamente negata da Eduardo Musa, uomo che cura l’immagine dell’ex Santos: “La versione ufficiale è che al momento nessuno sta pensando a questa possibilità”, ha affermato Musa. “Stiamo solo pensando alla sua riabilitazione“. Intanto, lo sfortunato verdeoro è stato acclamato in tutti gli stadi, anche dai rivali argentini (non da tutti, per la verità: altri tifosi biancocelesti hanno vergognosamente irriso Neymar ballando con una spina dorsale di plastica).

Thiago Silva

Thiago Silva

Ma torniamo a Germania-Brasile e ai problemi di formazione di Scolari: non sarà della partita neppure Thiago Silva, che dovrà scontare un turno di squalifica per un’ammonizione rimediata contro la Colombia: se è vero che, probabilmente, senza le iniziative individuali dell’asso blaugrana il Brasile avrebbe già lasciato il Mondiale, è anche da ricordare che il capitano verdeoro è la “testa” della squadra, il leader capace di compattare un gruppo di individualità tecnicamente poco coese. La Cbf sta, non a caso, cercando di far annullare la squalifica di Silva, come avvenne in Cile nel 1962 per Garrincha (ma una fonte Fifa rivela che la federazione brasiliana ha davvero poche possibilità di farcela). Come se non bastasse, anche Willian, probabile sostituto di Neymar, è in dubbio. Queste vicissitudini fanno pendere il pronostico a favore della Germania, sebbene il Brasile giochi in casa.
Anche Argentina-Olanda, semifinale incertissima, partirà senza Di Maria, infortunato nel corso della partita contro il Belgio. Il madridista, insieme a Messi, ha letteralmente portato l’albiceleste ai quarti – dove si è poi svegliato il finora impalpabile Higuaín. Pronostico impossibile per questa partita – certamente, l’Olanda si troverà a disputare una partita praticamente casalinga, dato lo scontato appoggio dei tifosi brasiliani.
Queste semifinali sono, comunque, un inno alla storia del calcio. Basti pensare che solo in tre occasioni, almeno una di queste quattro squadre non ha raggiunto la finale: è accaduto nel 1930, nel 1934 e nel 2006, edizioni tra l’altro vinte dall’Italia (se consideriamo i Giochi Olimpici del 1924 e 1928 come Mondiali di calcio – e formalmente lo sono – dobbiamo aggiungere a questa lista l’edizione del 1924, dove la finale oppose l’Uruguay alla Svizzera, mentre l’Olanda arrivò quarta).
I precedenti. Partiamo da Germania-Brasile, che è un po’ il top dei top per i Mondiali. Due grandi scuole, 2002molto differenti tra loro, che si sono alternate al vertice dei tornei mondiali con poche interruzioni: dal 1950 in poi, o una o l’altra è sempre arrivata almeno fra le prime quattro. I verdeoro sono la squadra che ha vinto più titoli, partecipando a tutte le edizioni dei Mondiali dal 1930 in poi, disputando dieci semifinali e sette finali (compresa la partita contro l’Uruguay del 1950, che in realtà era l’ultima gara del girone conclusivo). La Mannschaft è invece la compagnie che ha giocato più semifinali (12); sette le finali disputate, con tre vittorie. Sul campo, Brasile e Germania si sono affrontate 21 volte, con 12 successi verdeoro, cinque pareggi e quattro vittorie tedesche. Ai Mondiali, però, le due squadre – incredibile ma vero – si sono incrociate una volta sola: nel 2002 a Yokohama, nella finale dei Mondiali nippocoreani. Vinse il Brasile per 2-0, con una doppietta di Ronaldo. Nell’occasione, il Fenomeno conquistò il record di gol segnati ai Mondiali (15) eguagliato dal tedesco Klose lo scorso 21 giugno, con  il gol al Ghana; l’attaccante laziale potrebbe prendersi il record in solitaria proprio contro nella rivincita del 2002.
Ai Mondiali, Argentina e Olanda si sono invece incontrate quattro volte. Bilancio favorevole agli Oranje, con due vittorie, un pareggio e un successo argentino. Il primo confronto al massimo torneo iridato Argentina-Olandasi si svolse nel secondo girone dei Mondiali 1974: vinsero Cruijff e compagni con un rotondo 4-0. Quattro anni dopo, le sue squadre disputarono la finale dei Mondiali argentini: vinse la selezione di casa per 3-1 ai tempi supplementari. Nel 1998, invece, fu l’Olanda a prevalere ai quarti, mentre nel 2006 le due squadre si affrontarono nel girone iniziale, impattando a reti bianche. Bilancio totale: otto partite giocate, quattro vinte dall’Olanda, tre dall’Argentina e un pareggio. Argentina e Olanda sono arrivate quattro volte a medaglia (cinque, se consideriamo le due edizioni dei Giochi Olimpici parificate ai Mondiali); quattro le finali giocate dall’albiceleste (cinque, se aggiungiamo quella olimpica del 1928) con due successi; tre, invece, le partite di finale disputate dagli Oranje, tutte perse.

Mentre Germania e Olanda sono semifinaliste uscenti, il Brasile non arriva nelle prime quattro dai Mondiali (vinti) del 2002 e l’Argentina addirittura da Italia ’90. Infine, le ultime apparizioni in finale delle quattro squadre: Sudafrica 2010 per l’Olanda, Corea-Giappone 2002 per Brasile e Germania (che ne furono protagoniste) e ancora Italia ’90 per l’Argentina.

A. Z.

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