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Da Immobile a Destro: lo shopping del Borussia si tinge d’azzurro

23 maggio 2014 • Senza categoria

Vendere i pezzi migliori per cambiare pelle e conquistare la vetta. E’ questa la filosofia del Borussia Dortmund, che con Jurgen Klopp ha sfiorato la conquista della Bundesliga e della Champions League. I tedeschi hanno compiuto un passo determinante nel duello con il Chelsea per arrivare a Ciro Immobile, capocannoniere dell’ultima Serie A.
Juventus e Torino, comproprietarie del cartellino del bomber, sono pronte a spartirsi i milioni di euro (cash) che il club della Westfalia intende investire per il suo acquisto. La prima offerta di 16 milioni è stata considerata troppo bassa, ma nel gioco delle parti va da se’ che gli emissari tedeschi siano pronti a ritoccarla. Inoltre conta molto anche la volontà del giocatore, che ha scelto di abbandonare la diplomazia per aprire la porta al Borussia: “E’ un club importantissimo e la possibilità di andare a sostituire Lewandowski mi intriga. Sono un tipo ambizioso e, dopo una grande stagione, è normale puntare in alto. Il Borussia Dortmund è una squadra in grado di puntare alla Champions League. Il mio procuratore si sta guardando intorno, ma Caldirola e Donati, che hanno giocato con me nell’Under 21, mi hanno garantito che la Bundesliga è un campionato bellissimo”.
La Germania vanta anche una delle economie più solide, non solo in seno all’Unione Europea, ma anche per quanto riguarda le vicende squisitamente calcistiche. Il tipico rigore tedesco ha portato risultati tangibili come società con i bilanci in ordine e stadi sempre piene. Il Borussia, lasciatosi alle spalle la drammatica crisi economica che alcuni anni fa mise in rischio persino la sua sopravvivenza, è una delle poche squadre in grado di competere con il rullo compressore Bayern Monaco, che da Hitzfeld a Guardiola non ha perso il vizio di asfaltare gli avversari.
Per rilanciare la sfida ai supercampioni bavaresi, Klopp sta guardando con grande interesse al campionato italiano, che invece non sta vivendo un momento di uguale spolvero. Oltre ad Immobile, che comunque rimane un obiettivo anche per il Chelsea, gli osservatori tedeschi sono rimasti impressionati da diversi giocatori che fanno parte del giro della nazionale azzurra. In cima alla lista c’è un altro giocatore del Torino, ovvero Matteo Darmian. Il difensore ha stupito Klopp per la sua crescita tecnica e tattica, che ha oltretutto alimentato voci su un suo possibile ritorno al Milan, la società dove è cresciuto calcisticamente. Per il reparto difensivo piace molto anche Davide Astori, sebbene il giocatore del Cagliari sia sorprendentemente rimasto fuori dalle convocazioni provvisorie di Prandelli per il mondiale. Al contrario di quanto deciso dal c.t. azzurro, Astori è la prima scelta per il ruolo di centrale, mentre l’interista Ranocchia rappresenta al momento solo una possibile alternativa.
A centrocampo, piace molto la duttilità di Candreva: il Borussia sta pensando di aiutare la Lazio a riscattarlo dall‘Udinese e quindi acquistarlo eludendo la concorrenza della Juventus. In cambio, ai biancazzurri andrebbe una contropartita tecnica ancora in via di definizione. Un altro elemento molto gradito a Klopp sarebbe Romulo: il Verona sta per riscattarlo dalla Fiorentina per soli 3 milioni, ma il prezzo finale del suo cartellino è ancora tutto da discutere e, visto il numero dei corteggiatori, anche nel suo caso potrebbe essere decisivo mettere in campo un giocatore gradito alla dirigenza gialloblu.
Per l’attacco, oltre ad Immobile viene seguito da tempo anche Mattia Destro, ma la quotazione di circa 18 milioni di euro che ne fa la Roma è considerata eccessiva dalla dirigenza tedesca. Una possibile alternativa è Gabbiadini, anch’egli escluso da Prandelli, ma stimato da Klopp per via della sua duttilità. Qui c’è di nuovo in mezzo la Juventus, crocevia di diverse trattative, ma soprattutto si conferma il feeling tra il carismatico allenatore del Borussia e il calcio italiano. Dietro ai successi della squadra di Dortmund c’è infatti la sconfinata ammirazione di Klopp per Arrigo Sacchi. “Ho imparato tutto dal suo Milan”, afferma senza problemi il quarantasettenne, ma quelli, per il calcio italiano, erano anni decisamente più felici dell’epoca che stiamo vivendo.

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