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Sochi, la Norvegia è già in fuga

8 febbraio 2014 • Sport news

E’ già dominio norvegese a Sochi: al “giorno 1” di gare, gli scandinavi – detentori del maggior numero di ori complessivi da quando esistono i giochi invernali – guidano già la graduatoria: due primi posti, un secondo e un terzo. Il merito è, soprattutto, di due monumenti delle discipline nordiche: il quarantenne Ole Einar Bjørndalen, che si è portato a casa la 10 km biathlon, e Marit Bjørgen, 33 anni, trionfatrice della 15 km skiathlon. Una coppia da record: solo ai Giochi Olimpici, sette ori, quattro argenti e un bronzo in carriera per il primo, quattro primi, tre secondi e un terzo posto per la seconda. Inoltre Marit è, da oggi, la fondista più anziana a salire sul primo gradino del podio: battuto il primato di Stefania Belmondo. I due norvegesi battagliano anche per il primo posto nella speciale classifica delle vittorie totali nelle discipline nordiche.

Un altro quarantenne, un’altra leggenda: Armin Zöggeler, che vuole stupire ancora a 40 anni. Dopo la seconda manche dello slittino singolo, è terzo in classifica, dietro il tedesco Felix Loch e il russo Albert Demčenko. Il carabiniere sudtirolese è, quindi, in piena corsa per la medaglia d’oro.

La prima giornata ufficiale dei Giochi ha anche segnato il primo “triplete”: lo hanno portato a casa gli olandesi nel pattinaggio di velocità, disciplina che li vede dominatori. La disciplina in cui i “tulipani” si sono portati a casa tutte le medaglie è la gara dei 5.000 metri: oro (e record olimpico) per il 27enne Sven Kramer, che bissa il primo posto di Vancouver nella stessa specialità. Dietro di lui, Jan Blokhuijsen e Jorrit Bergsma.

Il ventenne statunitense Sage Kotsenburg è, invece, il primo oro di questi Giochi: lo ha vinto in una disciplina esordiente, lo snowboard slopestyle, davanti al norvegese Saale Sandbech e al canadese Mark McMorris.

Altra protagonista, anche se sconfitta, Florence Schelling, portiera della nazionale svizzera femminile di hockey: la ragazza, che durante l’anno gioca in una squadra maschile (il Bülach, team di prima lega elvetica) ha parato ben 64 dei 69 tiri verso la sua gabbia. Alla fine, la Svizzera ha perso 5-0 contro il Canada: una cosa da niente, visto che ai mondiali 2013 il risultato era stato ben più ampio: 13-0 per le nordamericane.

Infine, si è tornati a parlare della cerimonia di apertura, e in particolare della mancata illuminazione di un cerchio olimpico. Ebbene, alla televisione russa, il “flop” non si è visto. Lo ha candidamente ammesso il produttore della cerimonia di apertura, Konstantin Ernst. La “diretta” trasmessa in Russia era, in realtà, una differita di 15 secondi: in questo modo, i tecnici sono riusciti a sostituira “al volo” l’immagine dei cerchi “incompleti” con quella (perfettamente riuscita) filmata durante le prove generali. Un trucco in puro stile sovietico, che però, per Ernst, “non è un segreto e non ha niente di scandaloso”. Se lo dice lui…

Clemente Isola

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