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Sorpasso Russia: è prima nel medagliere

22 febbraio 2014 • Sport news

Olanda da sogno nel pattinaggio di velocità. Gli orange si portano a casa anche i due ori dell’inseguimento a squadre: maschile e femminile. Un dominio, quello arancione sulla specialità, letteralmente da record. Porta all’Olanda otto ori, che, alla vigilia della giornata finale, la piazzano al quinto posto nel medagliere olimpico. Medagliere che si è sorprendentemente ribaltato. Oggi, 22 febbraio, è infatti avvenuto il clamoroso sorpasso della Russia sulla Norvegia, che porta la squadra ospitante al primo posto assoluto. Una situazione inimmaginabile alla vigilia dei Giochi, ancora di più nelle prime giornate di gare, in cui i padroni di casa avevano latitato parecchio. Due ori, oggi, per la Russia, entrambi rocamboleschi. Il primo è dell’ormai noto “uomo-Tetris”, l’americano naturalizzato russo (per matrimonio) Vic Wild. Nella prima run di semifinale del parallelo di snowboard, Wild era stato protagonista di un erroraccio contro l’austriaco Benjamin Karl – con la conseguente penalità di 1’20” destinata a chi inforca o salta una porta. Nella seconda prova, il recupero è stato prodigioso: l’americano che si è fatto russo ha annullato lo svantaggio, precedendo di 4 centesimi Karl (poi bronzo, ai danni dell’azzurro Aaron March – quarto posto anche per la grintosissima Corinna Boccaccini nella gara femminile, vinta dall’austriaca Julia Dujmovits). In finale, l’uomo dai pantaloni a scacchi ha poi preceduto lo sloveno Žan Kožir.

Seconda medaglia odierna per la Russia, quella della staffetta biathlon 4×7,5 km. A inizio gara, la Norvegia è superfavorita. I due fratelli Bø, ma soprattutto Bjørndahlen in terza frazione e Svendsen in quarta, sembrano rendere la gara una mera formalità. E infatti, per gli scandinavi sembra mettersi subito bene: Tarjei Bø passa il testimone al fratello Johanes Thingnes con 10 secondi sulla Germania, e quest’ultimo raddoppia il margine. Bjørndahlen sembra mettere al sicuro il vantaggio, e nella sua ultima tornata al poligono – quella in piedi – piazza un cinque su cinque e se ne va, lasciando il tedesco solo a sparare. Ma stranamente, Ole rallenta inspiegabilmente e perde da tutti: al momento del cambio, la Germania è a soli due secondi. Dopo la prima serie di tiri della quarta frazione, i vantaggi sono annullati: Norvegia e Germania sono insieme a Russia e Austria, che fanno trenino fino all’ultimo poligono. Chiaro che è qui che si fa la gara. E infatti accade qualcosa di clamoroso. Russia, Germania e Austria (leggermente attardata) escono insieme dalla serie, la Norvegia no. Incredibile, ma Emil Hegle Svendsen sbaglia un tiro dietro l’altro, bruciandosi persino le ricariche; è perciò costretto a farsi il giro supplementare di penalità. Arrivano al traguardo il russo Anton Šipulin e il tedesco Simon Schempp. Vince il primo, sospinto dal pubblico, mentre l’austriaco Dominik Landertinger è terzo, staccato, ma esultante. Norvegia fuori dal podio: rischia quasi (abbiamo detto quasi) di farsi prendere dal quartetto azzurro, ottimo quinto.

Tutta un’altra musica per la 30 km femminile sci di fondo, dove la Norvegia fa addirittura l’en plein. Il podio si forma già a inizio gara: Marit Bjørgen, Therese Johaug e Kristine Størmer Steira fanno corsa a sé. Da decidere, solo l’ordine d’arrivo. E in prossimità del traguardo, Marit fa selezione, Kristine si stacca, Therese le sta attaccata ma nulla può fare contro la volata della compagna di squadra. Sesto oro olimpico per la Bjørgen: nessuna donna aveva mai vinto tanto ai Giochi Olimpici invernali. Molti, vedendo le tre norvegesi che si abbracciano per l’impresa compiuta, si chiedono se rivedremo Marit (una ragazza del 1980) a Pyeongchang, fra quattro anni. E Marit risponde a un intervistatore: forse che sì, forse che no. Ma le priorità sono altre: “avere un figlio”, dice la fuoriclasse degli sci stretti.

Grazie alla vittoria di Marit Bjørgen, la Norvegia non si è fatta del tutto superare, ma soltanto affiancare dai padroni di casa: 11 ori ciascuno (ma la delegazione ospitante è in testa per il maggior numero di argenti). Domani, 23 febbraio, ultima possibilità per la Norvegia di tornare in testa, con la 50 km di fondo. Ma attenti al bob a 4, dove la Russia, dopo due manche, è in testa. Terzo titolo assegnato domani, l’hockey su ghiaccio, con Canada-Svezia. Ovvero, campioni olimpici contro campioni del mondo. Un antipasto della sfida si è avuto oggi, con la “finalina”, che ha visto la Finlandia conquistare il bronzo surclassando gli Stati Uniti: 5-0.

Concluso anche il programma di sci alpino con lo slalom maschile: dominio austriaco, con il primo posto di Mario Matt e il secondo di Marcel Hirscher (deluso: dopo la grande rimonta nella seconda manche, nell’oro ci aveva sperato). Terzo, la grande promessa dello speciale: il 19enne norvegese Henrik Kristoffersen, già vincitore in Coppa del mondo a Schladming.

 

Clemente Isola

 

In alto: Vic Wild

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