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Storie Mondiali – Uruguay 1930

30 Maggio 2014 • Bordate d'autore

Sopra, un documentario sui Mondiali del 1930 

La finale ha, invece, un impatto decisivo (e negativo) per Luisito Monti: si racconta che, prima della finale, l’argentino riceva minacce di morte, per sé e per la famiglia. A terrorizzare

Luisito Monti

Luisito Monti

il futuro juventino sarebbero stati due agenti segreti fascisti (anni dopo, il compagno di squadra Francisco Varallo avrebbe parlato di due “mafiosi fascisti”), la cui longa manus sembra essere arrivata nel lontano Uruguay. Si racconta che Monti neppure voglia scendere in campo. Quando poi decide di giocare, fa flanella. E’ l’ombra di se stesso.
Ironia della sorte, Monti, dopo il passaggio alla Juve vestirà la maglia dell’Italia come oriundo, e conquisterà la Coppa del Mondo del 1934. Con un’altra minaccia (almeno, stando ai “si dice”), ma questa volta “a vincere”: una lettera di Mussolini che così intima: “siete gli artefici del vostro destino. Se vincete bene, se perdete, che Dio vi aiuti!”.

L'Uruguay campione del mondo

L’Uruguay campione del mondo

Ma che fine fanno gli altri uomini “dei record”? Cominciamo da Laurent, la cui carriera è bruscamente interrotta dalla guerra: arruolato nell’esercito francese, è fatto prigioniero dai tedeschi; liberato nel 1943, chiude la sua carriera nel Besançon. Potrà stabilire un altro record: l’unico francese della nazionale 1930 ancora vivo nel 1998, l’anno dei bleus campioni del mondo in casa. Morirà a Besançon, a 97 anni.
A Villeplane va molto peggio: già rinchiuso in carcere, nel 1935, per aver truccato corse di cavalli, durante l’occupazione nazista si unisce ai tedeschi, divenendo uno dei capi delle Brigate Nord Africane. Dopo la liberazione di Parigi, sarà condannato a morte per collaborazionismo e per almeno dieci omicidi. Verrà fucilato il 26 dicembre 1944.
José Nasazzi, dopo essersi portato a casa due titoli olimpici valevoli per il titolo iridato, una Coppa del Mondo e tre tornei sudamericani, vince un’altra Copa America; dopo il ritiro, dirige la nazionale uruguagia dal 1942 al 1945.
Stábile, invece, finisce al Genoa, diventandone un simbolo: dopo i Mondiali, i Grifoni lo “soffiano” alla Juventus dei connazionali Raimundo Orsi e Renato Cesarini.

E il Conte Verde? Prima della guerra, gioca un ruolo determinante nel portare migliaia di ebrei alla salvezza dalle persecuzioni naziste. Ma allo scoppio del secondo conflitto mondiale resta bloccato a Shanghai, sotto la protezione della Marina imperiale giapponese. Dopo l’8 settembre l’equipaggio lo affonda, per non farlo finire nelle mani dei nipponici. Che però lo recuperano, lo restaurano e lo trasformano in una nave per il trasporto di militari e di prigionieri. La fine del transatlantico, che nel frattempo è stato rinominato Kotonuki Maru, arriva con un bombardamento americano, l’8 agosto 1944, che lo rendono inservibile. La carcassa della “nave mondiale” è nuovamente affondata, rimorchiata in Giappone e definitivamente smantellata.

 

Roderick Lewis

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