MENU

Te lo dò io il Brasile


Brasile: le spiagge più belle sognando i Mondiali

12 Maggio 2014 • Viaggi & AffariComments (0)

Per gli amanti delle spiagge e del mare, il Brasile è un vero e proprio paradiso terrestre. A chi ha intenzione di partire per partecipare ai Mondiali di Calcio 2014 o semplicemente per visitare questo meraviglioso Paese, eDreams, agenzia di viaggi online leader in Europa, suggerisce le 5 spiagge più belle del Brasile, assolutamente da non perdere.

Lopes Mendes Beach, Ilha Grande
Arrivarci non è semplice: servono 2 ore e mezza di trekking oppure un viaggio in barca, ma la fatica viene ricompensata dalla vista di una spiaggia mozzafiato, circondata da una natura rigogliosa e da un mare dalle mille sfumature. Nessun edificio e un grande silenzio rotto solo dal rumore delle alte onde che si infrangono sul bagnasciuga. Probabilmente uno dei luoghi più suggestivi esistenti in questo stato.
eDreams propone volo A/R per Rio de Jainero (aeroporto più vicino), con partenza dalle principali città italiane, nel mese di giugno a partire da 947 Euro a persona. Per il pernottamento sull’isola si consiglia la struttura Casablanca Pousada, che dispone di confortevoli stanze vista mare a partire da 70 Euro a notte (camera doppia). Prenotabile su www.edreams.it oppure al numero 89.22.44.

Porto de Galhinas, Recife
Nel territorio di Pernambuco, la località di Porto de Galhinas è conosciuta soprattutto per le sue piscine naturali, per i meravigliosi sentieri che le consteggiano e per la sua vicinanza a Recife, che la rende relativamente semplice da raggiungere. Da non perdere le 10 spiagge che appaiono come un miraggio una dopo l’altra e una visita ai fondali marini: sembrerà di immergersi in un gigantesco acquario pieno di colori e forme meravigliose.
eDreams propone volo A/R Recife, con partenza dalle principali città italiane, nel mese di giugno a partire da 1.000 Euro a persona. Per il pernottamento si consiglia la struttura Porto De Galinhas Praia Hotel 3 stelle, che sorge a pochissimi metri dalla spiaggia a partire da 111 Euro a notte (camera doppia). Prenotabile su www.edreams.it oppure al numero 89.22.44.

fernando de noronha_139436210Baia do Sancho, Fernando de Noronha
Questa stupenda baia semicircolare bagnata da acque cristalline è talmente romantica da risultare perfetta per una fuga a due. Ci si può arrampicare sulle alte falesie per ammirare un panorama fantastico o tuffarsi nel mare limpido alla ricerca delle tartarughe. Forse, il paradiso ha l’aspetto di questo meraviglioso arcipelago a largo del Brasile. eDreams propone volo A/R per Natal (aeroporto più vicino), con partenza dalle principali città italiane, nel mese di giugno a partire da 1.000 Euro a persona. Per il pernottamento si consiglia la struttura Pousada Aleffawi, da 111 Euro a notte (camera doppia). Prenotabile su www.edreams.it oppure al numero 89.22.44.

Quarta Praia Beach, Morro de Sao Paulo
Una spiaggia splendida, perfetta per fare lunghe camminate sul bagnasciuga soprattutto durante la bassa marea, quando si formano numerose piscine naturali dove rinferscarsi i piedi. L’acqua è piacevolmente calda, le palme agitate dal vento danno un tocco esotico e il fatto che non sia raggiungibile in auto la rende particolarmente tranquilla. eDreams propone volo A/R per Fortalesa (aeroporto più vicino), con partenza dalle principali città italiane, nel mese di giugno a partire da 1.000 Euro a persona. Per il pernottamento si consiglia Patachocas Eco Resort, struttura 4 stelle situata in una ex piantagione di cocco, da 131 Euro a notte (camera doppia). Prenotabile su www.edreams.it oppure al numero 89.22.44.

Canoa Quebrada
Armoniose dune si tuffano nelle acque trasparenti della spiaggia di Canoa Quebrada, dal nome del piccolo villaggio appollaiato su una scogliera e diventato meta prediletta degli hippie fin dagli anni ’60. Di notte, lo spettacolo del mare che luccica sotto la luna e delle montagne di sabbia che si stagliano imponenti sulla costa toglie il fiato.
eDreams propone volo A/R per Fortalesa (aeroporto più vicino), con partenza dalle principali città italiane, nel mese di giugno a partire da 1.000 Euro a persona. Per il pernottamento si consiglia Pousada Long Oceanus situata a soli 150 metri da questa favolosa spiaggia, da 72 Euro a notte (camera doppia). Prenotabile su www.edreams.it oppure al numero 89.22.44.

Read More

La polizia di San Paolo: “Tifosi, se vi derubano non reagite”

12 Maggio 2014 • Te lo dò io il BrasileComments (0)

La polizia di San Paolo avverte i tifosi di “non reagire” se attaccati o derubati. Il consiglio, contenuto in brochure consegnata ad ambasciate e consolati, è rivolto soprattutto a chi “non ha idea di come comportarsi in una città violenta come San Paolo”. Il concetto base è, quindi: “non reagite, non gridate e non litigate”. Mario Leite, presidente del comitato per la sicurezza dei Mondiali, ha aggiunto  al quotidiano O Estado de São Paulo che, in molti casi, opporsi a un crimine ai propri danni significa rischiare la vita. “I turisti vengono soprattutto da Europa e Stati Uniti”, ha dichiarato Leite, “non sono abituati a vedere questi crimini. Per questo, potrebbero reagire a un assalto”. Cosa che è altamente sconsigliata. Leite ha aggiunto tre ulteriori consigli ai tifosi stranieri: “evitate di andare in giro con oggetti di valore bene in vista; non state da soli in strada di notte; assicuratevi che nessuno vi stia seguendo”.

A. Z.

In alto, l’Avenida Paulista di notte (foto di Wagner T. Cassimiro “Aranha“, licenza Creative Commons Attribuzione 2.0 generico)

Read More

Compleanni: il calcio internazionale festeggia Fifa e Uefa

11 Maggio 2014 • EventiComments (0)

Hanno una certa età, ma il loro fascino è indiscutibile. Il 21 maggio la Fifa compie 110 anni, mentre il 15 giugno sarà il turno della Uefa spegnere le candeline, che sono già 60. La Fifa, il governo del calcio mondiale, venne fondata a Parigi e infatti la sua denominazione è la sigla di Fédération Internationale de Football Association, in lingua francese. La Uefa, invece, è nata a Zurigo e il suo nome è stato coniato durante un convegno a Copenhagen, quando i padri fondatori proposero l’acronimo dell’insegna inglese Union of the European Football Associations.

Inizialmente presieduta dal francese Guèrin, la Fifa nei primi anni di vita si è occupata prevalentemente dei tornei di calcio alle Olimpiadi. In seguito, grazie al leggendario Jules Rimet ha dato alla luce i campionati del mondo. La prima edizione della storia si è svolta nel 1930 in Uruguay, con la vittoria dei padroni di casa. La seconda e la terza edizione sono state conquistate dall’Italia di Pozzo, il cui ciclo è stato interrotto dallo scoppio della seconda guerra mondiale. Al termine del conflitto, la Coppa del mondo è ripartita dal Brasile, dove nel 1950 l’Uruguay ha realizzato il celeberrimo “Maracanazo”, strappando il titolo ai padroni di casa. La voglia di lasciarsi alle spalle gli orrori della guerra e di sfruttare la ripresa dell’economia spinse le federazioni locali a lavorare per aumentare il numero di sfide internazionali. In particolare, era la vecchia Europa ad avvertire la febbre del pallone, anche in vista dei campionati del mondo che nel 1954 si sarebbero svolti in Svizzera.

Da due anni, le operazioni erano coordinate da un terzetto composto da Ottorino Barassi, presidente della federazione italiana, José Crahay, segretario della federazione ed Henri Delaunay, suo omologo francese. Nel 1953, i tre dirigenti riuscirono ad ottenere dalla Fifa l’autorizzazione alla creazione di confederazioni continentali e la svolta permise ai padri fondatori di ottenere l’appoggio di altri paesi importanti come l’Inghilterra, la Scozia, l’Ungheria e la Danimarca. L’anno successivo, anche l’Europa poteva vantare il proprio governo autonomo del calcio. Il primo congresso Uefa si svolse a Vienna, dove venne discussa l’ipotesi di dare vita a dei tornei continentali sia per squadre nazionali, sia per squadre di club. Delaunay fu l’ideatore degli europei per nazionali, torneo che prese il posto della Coppa Internazionale, precedentemente riservate alle rappresentative della parte centrale del continente. La prima edizione si disputò in Francia nel 1960 e il trofeo, intitolato proprio a Delaunay, fu sollevato al cielo dall’Unione Sovietica. In quanto al torneo per club, la Uefa si è posta il problema di dare un degno seguito ai primi esperimenti realizzati da singole federazioni, come la Coppa dell’Europa centrale del 1927, la Coppa Latina del 1949 e la Coppa Grasshoppers del 1952.

La crescita di popolarità del calcio alimentava la rivalità tra le diverse scuole europee, che si contendevano un primato tecnico puramente fatto di opinioni, visto che le occasioni di sfidarsi sul campo erano rarissime. I vari giornali dell’epoca giocarono un ruolo decisivo, con il Daily Mail che parlava del Wolverhampton come della migliore squadra del pianeta e le altre testate internazionali che, per compiacere i propri lettori, rispondevano esaltando le imprese del Real Madrid, del Milan e dell’Honved, a secondo del paese di appartenenza. Furono i francesi de L’Equipe ad uscire dall’impasse, proponendo a Fifa e Uefa la creazione di un torneo con le migliori squadre di ogni paese. La dirigenza della Uefa inizialmente preferiva concentrarsi sul torneo per nazioni, in fase embrionale, ma le rigide indicazioni della Fifa la convinsero a tirarsi su le maniche e ad inaugurare nel 1955 la Coppa dei campioni, in francese Coupe des clubs champions européens. Gli inglesi la chiamavano “European Cup”, ma per le prime edizioni si limitarono ad osservarla, visto che i padri fondatori del calcio si consideravano troppo nobili per abbassarsi al confronto con il resto del mondo. Sempre nel ’55, debuttò la Coppa delle Fiere, riservata alle città sedi di fiere campionarie.

Nel 1971 questa manifestazione assunse la denominazione di “Coppa Uefa”, ospitando le squadre piazzatesi immediatamente alle spalle dei vari campioni nazionali. Nel 2009 cambiò ulteriormente il nome per diventare “Europa League” ed assumere una formula a gironi più simile a quella della principale Coppa europea. La Coppa dei Campioni, infatti, dal 1992 si è reincarnata nella Champions League, aprendo le porte a più squadre per nazione (in numero proporzionale al ranking del paese di appartenenza) ed aumentando il numero di incontri per garantire maggiori incassi e, soprattutto, più diritti televisivi alle partecipanti. Nel calderone di queste riforme, nel 1999 si è deciso di chiudere la storia della Coppa delle Coppe, competizione nata nel 1960 per mettere a confronto le squadre detentrici delle rispettive coppe nazionali: con lo sviluppo degli altri due tornei, era diventata poco più che una sgradita appendice. Il rapido sviluppo del calcio moderno ha fatto sì che i valori economici diventassero spesso preponderanti rispetto a quelli tecnici. Negli ultimi anni, Fifa e Uefa hanno dovuto spendere molte energie per difendere il criterio del fair-play anche in campo economico e le loro sanzioni hanno avuto vittime davvero illustri. La Fifa ha bloccato per due stagioni il mercato del Barcellona, reo di aver commesso delle irregolarità nell’ingaggio di alcuni calciatori minorenni.

La Uefa ha invece imposto una multa di 60 milioni di euro (spalmabili in tre anni) e una rosa bloccata a soli 21 giocatori per la Champions League della prossima stagione al Manchester City e al Paris Saint Germain, i cui conti non sono in ordine perché tanto i buchi vengono ripianati dai ricchissimi sceicchi che possiedono i club. Questo, però, determina un’ingiusta disparità con le rivali europee ed è compito della Uefa vigilare perché ciò non si verifichi. Il lavoro non è certo finito, perché diverse altre squadre sono sotto la lente di ingrandimento per via del loro comportamento disinvolto. Ed anche la Fifa ha il suo daffare, soprattutto con i numerosi casi di “naturalizzazioni” sospette di calciatori nati in un paese e poi valorizzati in un altro, dove hanno conquistato la maglia della nazionale. Dopo aver costruito il calcio internazionale, Fifa e Uefa hanno il compito di tutelarlo e di preservarne la magia. Con i mondiali alle porte, non possiamo che augurare loro di farlo sempre in modo efficace, per l’interesse dei calciomani del pianeta. Buon compleanno, bellissime vecchie signore. L.Z.

Read More

La polizia in sciopero: “Paralizzeremo i Mondiali”

8 Maggio 2014 • Sport news, Te lo dò io il BrasileComments (0)

Sepp Blatter e Dilma Rousseff non possono proprio dormire sonni tranquilli. Prima il rischio-proteste popolari in piena Coppa del Mondo. Poi i ritardi preoccupanti nella costruzione degli stadi (giusto ieri l’Aneel – il gestore dei servizi elettrici brasiliano aveva avvertito che quattro stadi – Manaus, Porto Alegre, Curitiba e Belo Horizonte – sono a rischio black out). Poi ancora la tragedia delle morti bianche, che sembra non aver fine (proprio oggi è morto un operaio allo stadio Pantanal di Cuiabá, folgorato da una carica elettrica). Infin l’aumento preoccupante della criminalità in tutto il Brasile (di cui abbiamo parlato qui). Come se non bastasse, ora la polizia federale ha minacciato di incrociare nuovamente le braccia, come aveva fatto, a più riprese, a Salvador da Bahia. Questa volta, però, lo sciopero si svolgerebbe in tutto il Brasile. Secondo i rappresentanti della polizia federale, l’astensione dal lavoro – il cui obiettivo è un aumento di stipendio, fermo da otto anni nonostante il forte rincaro del costo della vita – durerebbe 24 ore e si svolgerebbe in 12 stati. Ma un’assemblea sindacale in programma la prossima settimana a Brasilia potrebbe decidere di reiterare la protesta anche durante il massimo torneo iridato. Non per niente ieri, 8 maggio, circa 50 poliziotti hanno manifestato davanti all’edificio in cui si svolgeva lo show delle convocazioni, annunciate in diretta da Felipe Scolari. Una scelta simbolica, che è stata poi resa esplicita da André Vaz de Mello, presidente del sindacato di polizia federale: “Il governo non risponde alle nostre richieste. Se continuerà a non fare nulla, paralizzeremo i mondiali”, ha annunciato in maniera roboante.

Se l’iniziativa dovesse andare avanti, ci sarebbe poco da stare tranquilli: durante il più recente sciopero di Salvador da Bahia – nonostante l’invio dell’esercito per supplire alla mancanza di poliziotti – si sono verificati 52 omicidi in tre giorni, contro una media di cinque al giorno. In un altro sciopero, organizzato sempre a Salvador prima del carnevale, le forze dell’ordine avevano anche occupato un’ala del parlamento.

A. Z.

Read More

L’architetto brasiliano Mendes da Rocha in mostra a Milano

7 Maggio 2014 • Eventi, Te lo dò io il BrasileComments (0)

a616cc76d8804e4d16a2724c4b50c1fdAperta alla Triennale di Milano la mostra dedicata all’architetto brasiliano Paulo Mendes da Rocha, curata da Daniele Pisani. La mostra, che si potrà visitare fino al prossimo 31 agosto, vuole presentare l’opera dell’architetto che fu insignito nel 2006 del Pritzker Prize, il riconoscimento consegnato ogni anno alle figure più rilevanti dell’architettura contemporanea internazionale. L’esposizione della Triennale meneghina – www.triennale.it – fa luce su aspetti culturali e sociali molto significativi in Brasile, dove urbanistica e architettura hanno prodotto tendenze che hanno fatto scuola ovunque grazie a maestri di fama mondiale.

L’evento di Milano evidenzia come Mendes da Rocha si sia confrontato con le varie tipologie architettoniche e quali siano i suoi suoi principi di progettazione attraverso un percorso tematico. Grande attenzione è rivolta ai disegni (oltre 200): i disegni tecnici dei progetti, gli schizzi a fondamento di questi progetti e i disegni sinora rimasti ignorati, apparentemente lontani dall’architettura. Ai disegni si affiancano fotografie, documenti, volumi dello studio, riviste d’epoca e alcuni plastici delle opere di Mendes da Rocha. Gran parte del materiale proviene dallo studio dell’architetto.

Mendes da Rocha nacque nel 1928 a Vitória, capitale dello stato di Espírito Santo. Studiò architettura alla facoltà di San Paolo e iniziò a progettare edifici dal 1957. Fu influenzato dal lavoro di João Batista Vilanova Artigas, il più importante architetto modernista brasiliano, e divenne uno dei principali esponenti della scuola Paulista. Il movimento prendeva a modello gli insegnamenti di Mies van der Rohe, si contrapponeva alle linee curve della scuola carioca, impersonata per esempio da Oscar Niemeyer, e realizzava edifici in cemento armato e acciaio caratterizzati da forme massicce e linee geometriche.

Le creazioni architettoniche di Mendes da Rocha sono presenti ovunque nel paese che a metà giugno ospiterà il Campionato del mondo di calcio: da Porto Alegre a Rio de Janeiro, fino Salvador, Brasilia, Manaus, Curitiba, Belo Horizonte; ma anche in altri continenti e in Italia. Figura ben nota in Brasile, l’architetto di Vitória è diventato famoso a livello internazionale soprattutto dopo il 2000; l’anno successivo ha vinto l’importante premio Mies van der Rohe per l’America Latina per il progetto di ristrutturazione della Pinacoteca dello stato di San Paolo.

Antonio Barbangelo

Read More

Il Museo del Risparmio apre le sue porte al Brasile

6 Maggio 2014 • EventiComments (0)

museo-del-risparmioSi estende la rete di contatti internazionali del Museo del Risparmio, membro dell’International Federation of Finance Museums. Questa mattina Marcos André Carvalho, segretario nazionale del dipartimento di Economia Creativa del Ministero della Cultura del Brasile ha visitato il Museo (nella foto). Il Segretario Carvalho è membro di una missione che accompagna il Ministro della Cultura brasiliano Marta Suplicy per conoscere le più significative esperienze di economia creativa in Italia.

Accanto all’Istituto Europeo di Design di Milano e alle attività sviluppate in materia dall’Università di Bologna, il Segretario ha richiesto di far visita al Museo del Risparmio con l’obiettivo di scambiare esperienze e costruire partnership per lanciare nuovi progetti congiunti in ambito culturale.

Inaugurato nell’aprile 2012 il Museo del Risparmio rappresenta un luogo unico nel suo genere, concepito per aiutare i visitatori a comprendere come usare in modo efficiente le proprie risorse finanziarie. Interamente basato su materiali audiovisivi, mira ad avvicinare il pubblico non specialistico ad argomenti complessi in modo piacevole. Membro dell’International Federation of Finance Museums (IFFM), il Museo ha tra le proprie finalità quella di condividere conoscenze e best practice su come rafforzare il ruolo delle istituzioni dedicate all’educazione economica e finanziaria. La visita del segretario Carvalho porterà auspicabilmente ad avviare anche con il Brasile un attivo scambio di idee, suggerimenti e progetti, come già avviene con Cina, Messico, Regno Unito e Stati Uniti.

Read More

Rio, scatta in anticipo il piano sicurezza

6 Maggio 2014 • Te lo dò io il BrasileComments (0)

copacabana1La recrudescenza della criminalità in alcune città del Brasile, a poco più di un mese dall’inizio dei Mondiali, sta preoccupando gli organizzatori, la Fifa e le istituzioni. Così, si stanno cercando contromisure urgenti. Come quella adottata dal governo dello Stato di Rio de Janeiro, che ha deciso di anticipare il piano di sicurezza previsto per la Coppa del Mondo. Da oggi, la città è pattugliata da 2mila agenti in più, appartenenti alla polizia militare. Il provvedimento urgente è stato introdotto qualche ora dopo la pubblicazione di una ricerca sull’aumento della criminalità nella Cidade Maravilhosa: nel primo trimestre 2014, gli omicidi sono aumentati del 23,9%, i furti d’auto del 31,3% e gli scippi del 46,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A. Z.

Read More

L’italiano Zagor e i suoi numerosi seguaci brasiliani

4 Maggio 2014 • Te lo dò io il BrasileComments (0)

di Nazareno Giusti. Con le sue 53 primavere, Zagor, il famoso “Spirito con la scure”, è uno dei più longevi eroi del fumetto italiano (secondo solo a Tex). Il personaggio, ideato da Guido Nolitta (lo pseudonimo che l’editore Sergio Bonelli usava quando scriveva storie), fece capolino nelle edicole italiane nel 1961. Da quel momento in poi non si è fermato un attimo, uscendo tutti i mesi regolarmente in edicola, passando di avventura in avventura, di ambientazione in ambientazione, di contaminazione in contaminazione. Perché questo, a detta anche di molti autori e studiosi è uno dei segreti del successo di Zagor (il cui vero nome è Patrick Wilding ): la varietà dei generi trattati: dal western all’avventura, dal fantasy alla fantascienza.

Compagno di avventure è il mitico Cico, al secolo Cico Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales, il simpatico “pancione” (così come viene definito “affettuosamente”) che vive assieme al protagonista a Darkwood, in una capanna costruita su un isolotto circondato da una misteriosa palude con pericolose sabbie mobili. A Zagor (di cui oggi oltre alla serie edita dalla Bonelli, vengono pubblicati una serie di bei volumi a colori in grande formato in allegato a “la Repubblica”) è stato dedicato un bel documentario e un cd del rocker emiliano Graziano Romani, ma il personaggio della scuderia Bonelli, non ha avuto successo solo in Italia… molto presto, infatti, ha riscosso notevoli consensi in varie parti del mondo, tra cui la Turchia (dove addirittura, negli anni Settanta, gli sono stati dedicati due film e, oggi, gli vengono tributati numerosi eventi) e il Brasile.

Per far conoscere meglio la storia editoriale e alcune curiosità dell’avventura brasileira dell’eroe bonelliano ai nostri lettori italiani e brasiliani, abbiamo incontrato Moreno Burattini, poliedrico e prolifico scrittore toscano, che da ormai alcuni anni cura la serie del personaggio segue e ama sin da bambino.

Burattini, da quando Zagor è tradotto in Brasile?
“Dagli anni Settanta. Il primo a tradurre Zagor nel paese sudamericano fu l’editore Vecchi che, nell’agosto del 1978, sulla scia del successo di Tex, diede il via alla pubblicazione. Stampò 55 numeri mensili, sino alla chiusura della sua azienda, ma visto il successo che aveva riscosso il personaggio l’editore Globo ne pubblicò altri 38 numeri. Poi, dal 1989 al 1995 passò alle edizioni Record. Adesso è ottimamente gestito dalla Mythos di San Paolo”.

Come sta andando oggi Zagor, in Brasile?
“Compatibilmente con la crisi economica e con le dimensioni e l’andamento del mercato brasiliano, bene”.

L’edizione brasiliana rispetta quella italiana?
“Le traduzioni sono fatte benissimo dal mio amico personale Julio Schneider e la serie verde oro segue la regolarità di quella originale, cambia solo il formato (più piccolo)”.

Lei è mai stato in Brasile per incontrare lettori e promuovere Zagor?
“Sì, io ho compiuto un lungo ed entusiasmante viaggio nell’ottobre del 2012, partecipando come ospite a due diverse manifestazioni, a San Paolo e a Curitiba, invitato dagli organizzatori e dalla Mythos. La cronaca di quei giorni è disponibile sul mio blog – http://morenoburattini.blogspot.it/ . Sergio Bonelli, prima di me, era stato in Brasile mille volte, essendo praticamente brasiliano d’adozione (parlava benissimo portoghese). Al suo amore per l’Amazzonia ha dedicato del resto un personaggio, Mister No, che viveva a Manaus, protagonista di una fortunata serie oggi conclusa”.

E Zagor, lui, è mai stato in Brasile nelle sue numerose avventure?
“Certamente! Nel corso del suo recente viaggio in Sud America ha attraversato tutta l’Amazzonia (due diverse avventure) dove è stato coinvolto in una rivolta di schiavi a Bahia, ha incontrato i Cangaceiros nel Sertao e ha vissuto una avventura sul Mato Grosso”.

(video src=”https://www.youtube.com/watch?v=86QVh1ZvFaY”)

Read More

Bira, il collezionista di calcio

4 Maggio 2014 • Bordate d'autore, Te lo dò io il BrasileComments (0)

Sono sparsi in tutto il mondo. Dall’Ecuador alla Colombia, dalla Russia all’Ucraina, dal Messico all’Austria, da San Paolo del Brasile a Busto Arsizio. Stiamo parlando dei collezionisti di materiale sportivo. Che, come qualsiasi perfezionista delle raccolte, si sono adeguati ai tempi. Una volta si scabiavano lettere e attendevano giorni, settimane, talvolta mesi per una risposta. E poi, solo dopo essersi scritti, iniziavano a inviare materiale. Oggi c’è internet, che accorcia – e di molto – i preliminari. Ma, a parte questo, poco è cambiato.
Abbiamo parlato di questa passione con Ubiratan (“Bira”) Rezende Nunes, che da più di 30 anni colleziona materiale sportivo. Nato nel 1967, sposato con due figli, tifoso del Corinthians, “Bira” è laureato in storia e lavora al Sesc (Servizio Sociale del Commercio) di San Paolo, con il compito di sviluppare programmazioni socioculturali e sportive. Tra le sue realizzazioni recenti la mostra-sondaggio interattivo sulla Seleção più forte di tutti i tempi, organizzata al Mercado Municipal di San Paolo, di cui abbiamo parlato qui.

Bira con la sua famiglia

Bira con la sua famiglia

Ma come si inizia una collezione di materiale sportivo? “Io ho cominciato quasi per caso”, risponde Rezende. “Mi spiego: quando ho cominciato, il mio obiettivo era quello di conoscere il calcio internazionale, soprattutto quello europeo, che nei primi anni ’80 iniziava ad arrivarmi “in casa” grazie soprattutto al campionato italiano”. E così sono iniziati gli scambi… “Sì, ma i corrieri erano lenti e la corrispondenza tardava ad arrivare: di solito passavano circa due mesi tra l’invio e la risposta. L’attesa mi procurava un misto di ansia e tensione. Un po’ perché non sapevo se il materiale spedito era arrivato a destinazione, un po’ perché temevo che il gap linguistico potesse generare incomprensioni o fraintendimenti”.imagens da escola bia 403
Dove hai trovato i primi corrispondenti europei? “Nelle pagine di scambi e baratti della rivista brasiliana Placar. Poi ho iniziato ad ampliare il mio giro di conoscenze grazie alla sezione Stranieri del Guerin Sportivo”.
Qual è il focus della tua collezione? “Più di uno. Ed è cambiato con il tempo. Inizialmente, mi sono dedicato soprattutto a riviste e distintivi delle squadre di club . Poi, con l’aiuto di amici, ho scoperto altri mondi affascinanti: gli album di figurine Panini, le bandiere e le sciarpe – tra l’altro, queste ultime non sono una tradizione brasiliana, e sono entrate nei nostri stadi solo negli ultimi anni. Minhas Camisas.2013 663Ho scoperto anche i distintivi di metallo, grazie ai molti collezionisti, soprattutto in Europa centrale e orientale. Solo dagli anni 2000 la mia collezione ha decisamente “virato” verso le magliette”.
Per quale motivo? “Negli anni ’80, le maglie erano molto costose e rare: quindi era molto difficile procurarsele: solo nel decennio successivo le squadre hanno deciso di dare un colpo di acceleratore su questo business (normali divise da gioco, ma anche casacche commemorative e alternative), che è diventata un’incredibile fonte di reddito per i club”. E un’occasione per i collezionisti. Minhas Camisas.2013 667Ma questo non è l’unico motivo che ha convinto Bira a concentrarsi soprattutto sulle divise ufficiali da gioco. “L’informatizzazione e la diffusione di internet hanno cambiato la prospettiva in breve tempo”, spiega. “La possibilità di ricevere riviste, manifesti e cartoline via internet in formato digitale ha messo in discussione le tradizionali collezioni di periodici in carta”. Decretando, se non la fine, almeno il declino di queste raccolte. “Comunque”, precisa Rezende, “conservo gelosamente le riviste accumulate nel tempo: sono ancora lì, divise per anno. Sono un po’ come reperti archeologici. E hanno un valore affettivo: ogni pezzo mi ricorda una persona, la sua generosità, la sua amicizia”.

(altro…)

Read More

La Camera di Commercio Italo-Brasiliana festeggia 60 anni

3 Maggio 2014 • EventiComments (0)

60-anniversario-ccibIl 1954 è stato un anno importante per le relazioni tra Italia e Brasile. In quell’anno nasceva la Camera di Commercio Italo-Brasiliana, CCIB. L’allora vice presidente del Centro Economico italo-brasiliano, Emilio Dalla Volta, firmava davanti ai notai Manfredini e Borgomanero di Milano la nascita della Camera alla presenza di una quarantina degli oltre 200 soci iscritti. (altro…)

Read More