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Te lo dò io il Brasile


Il Mundial dimenticato giocato in Patagonia nel 1942

25 Aprile 2014 • Te lo dò io il BrasileComments (0)

di Nazareno Giusti. Fu, veramente, uno strano mondiale quello che si disputò in Patagonia nel 1942. Mai autorizzato e insabbiato dagli organi sportivi ufficiali, fu giocato da una dozzina di squadre raccattate qua e là e poi spedite in quella terra incontaminata e selvaggia, così lontana dalla vecchia Europa, insaguinata dalla guerra. Le formazioni erano composte da pochi giocatori professionisti. Le squadre erano costituite da tristi migranti, possenti operai, invecchiati minatori, invasati cercatori d’oro, acrobati circensi in disuso e anarchici in esilio.

Il campionato di calcio mondiale fu organizzato e finanziato da un ricchissimo conte di origini balcaniche, Vladimir Otz. Un uomo stravagante, eccentrico e visionario, appassionato del gioco del pallone, al limite del fanatismo. Si diceva che la sua bella villa fosse piena zeppa di cimeli calcistici (più o meno importanti). Come avrà immaginato il buon lettore, quello stralunato mondiale fu pieno di strani personaggi… c’era, ad esempio, un singolare arbitro che, per farsi rispettare, molto spesso, metteva mano al revolver. Qualcuno insinuava che fosse figlio (non riconosciuto) di Butch Cassidy, il famoso bandito del vecchio West. Strani personaggi ma anche episodi memorabili. Rimase impresso negli occhi di tutti il gol segnato con il “colpo dello scorpione”. E poi, come non ricordare quella semifinale durissima, aspra ed epica tra Italia e Germania che avrebbe anticipato quella, ben più nota, del 1970. Anzi, in assoluto più nota…

Già, perché di questo mondiale fino a pochi anni fa non si sapeva niente. Fino a quando in terra di Patagonia, in un sito di scavi paleontologici, è stato ritrovato uno scheletro umano tenacemente abbracciato a una cinepresa con dei rulli di pellicola. Indagini e autopsie hanno rivelato che i resti umani appartenevano a Gillermo Sandrini, cineoperatore italo argentino, ex fotografo di matrimoni, ingaggiato per filmare i rivoluzionari Mondiali di Patagonia in modo del tutto innovativo.

Proprio con questo inquietante e sorprendente ritrovamento si apre il documentario “Il Mundial dimenticato” di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni che, grazie al contributo del noto giornalista argentino Sergio Levinsky, in un’inchiesta attraverso tutta l’America Latina e l’Europa, hanno ricostruito con foto, testimonianze illustri di grandi uomini di calcio, filmati di repertorio, articoli di giornale e lettere private, la storia mai raccontata dei Mondiali di Patagonia iniziati, in pompa magna, l’8 novembre del 1942. Una storia straordinaria. Tanto bella da non essere vera! Avete capito bene: infatti, nel 1942, in Patagonia, non si è giocato nessun mondiale! Proprio così! Questa è la triste realtà con cui abbiamo dovuto fare i conti alla fine del film documentario.

“Il Mundial dimenticato”, infatti, è un esempio di mockumentary (un finto documentario) realizzato in maniera impeccabile. Uno scherzo, un gioco in cui però molti media e siti web sono caduti pubblicando come vere le “notizie” sparse dai registi e dal produttore in occasione dell’uscita del notevole lavoro nella primavera 2012. “Anche all’Istituto Luce non hanno saputo riconoscere le immagini d’archivio da quelle girate da noi”,  spiega, ridendo, Filippo Macelloni che ci tiene a chiarire: “di vero non c’è praticamente nulla se non il contesto storico e i personaggi famosi che si sono prestati al nostro ‘gioco’ tra cui Roberto Baggio, Osvaldo Bayer, Gary Lineker, João Havelange, Jorge Valdano”. Tutto è nato da una precisa frase tratta da un racconto dello scrittore argentino Osvaldo Soriano nel suo “Pensare con i piedi”: “Il mondiale del 1942 non figura in nessun libro di storia, ma si giocò nella Patagonia argentina”.

Il film presentato al Festival di Cannes, ha vinto il Premio del Pubblico come Miglior documentario internazionale alla 36° Mostra internazionale del Cinema di San Paolo del Brasile e la menzione speciale al Bari Film Festival. Il documentario, a quasi due anni dalla sua uscita, ha partecipato a numerosi festival in tutto il mondo (tra cui la Mostra del Cinema di Venezia, il Festival di Shangai, di Melbourne, di Annecy) divenendo, ben presto un cult. Numerose e importanti le recensioni della stampa internazionale, il 29 marzo 2013 il quotidiano sportivo francese L’Equipe lo ha segnalato tra i tre migliori film sul calcio di tutti i tempi, lo storico del cinema Jan Tilman Schwab, lo ha definito “un gioiello di umorismo assurdo, ricco di riferimenti storici e culturali”. Insomma, un film da non perdere… sopratutto in quest’anno!

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Il Brasile approva la legge per tutelare la privacy sul web

23 Aprile 2014 • Te lo dò io il BrasileComments (0)

Tempi duri per la privacy sul web: tra virus, scandali intercettazioni e tentativi di limitazione alla consultazione di internet, i cybernauti sono in difficoltà in varie parti del mondo. Ma il Brasile va in controtendenza. Con l’approvazione del marco civil da internet, infatti, la camera federale di Brasilia ha introdotto una sorta di “codice della rete” (qualcuno l’ha chiamato addirittura “costituzione” di internet) che ha l’obiettivo di decretarne la neutralità e di assicurare il rispetto della privacy di qualsiasi utente. Una buona notizia non solo per i brasiliani, ma anche per tutti i tifosi che visiteranno il paese per i Mondiali. Per diventare legge federale, questa misura attende solo la firma del presidente. Che è scontata, dato che Dilma Rousseff è particolarmente sensibile a questo tema, soprattutto dopo aver scoperto di essere stata vittima illustre dello spionaggio statunitense.

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I sindacati tedeschi: “Spostate gli orari di lavoro per i Mondiali”

22 Aprile 2014 • Te lo dò io il BrasileComments (0)

Orari flessibili durante i Mondiali“. Lo hanno chiesto, secondo il quotidiano Bild, alcune importante sigle sindacali tedesche. In particolare, chiedono alla controparte di far slittare l’inizio della giornata lavorativa, per consentire ai dipendenti di vedere le partite in notturna e riposare adeguatamente. “Credo che datori di lavoro e sindacati debbano discutere per adeguare gli orari di lavoro alla trasmissione delle partite dei mondiali”, ha detto Michael Vassiliadis, presidente del sindacato minatori, chimica ed energia. “Quando possibile bisognerebbe cominciare più tardi”, gli ha fatto eco Robert Feiger, presidente federale del sindacato degli edili e agricoltori. E cosa ha risposto il padronato? Aperto – anzi, apertissimo – al confronto: Lencke Wischhusen, presidente dei giovani imprenditori, ha serenamente affermato che i turni del mattino, quando possibile, possono benissimo essere rinviati. E Wolfgang Steiger, imprenditore, ma anche segretario generale del consiglio economico della Cdu, ha aggiunto: “potremmo andare incontro ai dipendenti quando gioca la Germania”.

La richiesta dei sindacati tedeschi ha un recente precedente. Nel 2010 proprio in occasione dei Mondiali in Sudafrica anche i sindacati britannici chiesero che i lavoratori potessero seguire la partita Inghilterra-Slovenia, decisiva per il passaggio agli ottavi. Ma in quell’occasione le imprese non vollero modificare l’orario di lavoro. Per i prossimi Mondiali gli inglesi si consoleranno con la flessibilità dell’orario di apertura dei pub che verrà prolungata grazie anche all’intervento del premier Cameron pronto a presentare un emendamento che consentirà ai pub di restare aperti oltre l’orario consueto, per poter trasmettere le partite dell’Inghilterra. Ma non basta.

Sembra anche che a Rio sia stato deciso di rendere festivi, con tanto di chiusura di scuole e uffici (totale, o a partire dalle 12 ora locale) tutti i giorni in cui ci saranno partite della Seleçao, anche se non giocherà in città. La medesima cosa dovrebbe avvenire anche in occasione di Spagna-Cile del 18 giugno ed Ecuador-Francia del 25, che verranno disputate al Maracanà.

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Per Bloomberg Sports vince il Brasile. Italia fuori ai quarti

22 Aprile 2014 • Te lo dò io il BrasileComments (0)

Il Brasile è la squadra favorita per i Mondiali. Una previsione, quella di Bloomberg Sports – www.bloombergsports.com/it  , che può sembrare scontata e inutile. Ma non lo è. Perché il sito di analisi sportiva statunitense non ha “sparato” un facile pronostico, ma ha elaborato uno studio statistico, facendo largo uso di business intelligence.

Fonte: Bloomberg Sports

Fonte: Bloomberg Sports

Bloomberg ha assegnato un valore a ciascuna delle 32 finaliste dei Mondiali, organizzando poi la simulazione delle partite in programma. Non una o dieci, ma più di 100mila volte per incontro. Questo, spiega il sito internet della società, ha il compito di “fornire una proiezione accurata su ogni potenziale risultato che si potrebbe verficare”. Il risultato è una percentuale: Brasile, come già detto, favorito con il 22,1%; piazza d’onore per la Germania (12%), seguita da Argentina (11,40%), Spagna (9,20%) e Belgio (6,30%). Dodicesima l’Italia, con il 2,9%, mentre la Svizzera si piazza 14esima con lo 0,90% e la Croazia subito dietro con 0,70%.

Fonte: Bloomberg Sports

Fonte: Bloomberg Sports

 

Ma come è andata la simulazione? Quali sono i risultati del girone preliminare fino alla finale? Dall’incrocio dei dati, il Brasile è l’unica squadra che esce con il 100% di possibilità di passare il proprio girone preliminare, contro il 44% del Messico (Croazia, quindi, eliminata). Passaggio del turno da prima della classe anche per l’Italia, seppur per il rotto della cuffia: gli azzurri hanno, infatti, il 63,5% di vincere il gruppo, contro il 62,4% dell’Inghilterra e il 62,1% dell’Uruguay: secondo Bloomberg, quindi, l’incubo ancestrale dei brasiliani si fermerebbe al primo ostacolo. La Svizzera (49%) passerebbe invece da seconda, preceduta dalla Francia (76%) e costretta a scontrarsi (e a perdere) agli ottavi con l’Argentina. Più lungo di un turno il cammino dell’Italia: eliminata la Grecia agli ottavi, i ragazzi di Prandelli si fermeranno, almeno secondo il sito di analisi, ai quarti contro la Spagna. Brasile-Germania e Spagna-Argentina le due semifinali (la simulazione ha visto la Seleção eliminare prima l’Olanda, poi la Colombia). Finale tra i padroni di casa e i campioni del mondo uscenti, vinta naturalmente dal Brasile.

A. Z.

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Un frammento di Lucca nello spot ufficiale dei Mondiali

15 Aprile 2014 • Te lo dò io il BrasileComments (0)

di Nazareno Giusti. Come anticipato nella notizia del 4 aprile scorso pubblicato su questo sito anche Lucca parteciperà ai mondiali di calcio in Brasile! Sì, avete letto bene. Proprio così. La città delle Mura sarà sotto gli occhi di milioni di persone…Come mai? Semplicemente perché sarà parte dello spot ufficiale dei mondiali che passerà sul palinsesto di tutte le nazioni coinvolte e non solo. Insomma, di tutto il pianeta. Nel video si vedrà una palla che attraversa tutti i continenti delle nazioni coinvolte. Per l’Italia è stata scelta la città di Lucca, in particolare la piazza Anfiteatro. E lucchese è anche la casa di produzione che ha realizzato il video: Metropolis Produzioni – www.metro-polis.it – (nella foto lo staff della Cdp) che ha già realizzato tante e qualificate iniziative e proprio per questo è stata scelta dalla Circus Ads, l’agenzia pubblicitaria internazionale, con sede alle Mauritius, che cura l’iniziativa, per girare parte dello spot.

“Siamo stati selezionati in seguito a un contest a livello mondiale che ha scelto cinquanta videomakers, ognuno dei quali proveniente da una diversa nazione, per realizzare uno spot promozionale per i mondiali di calcio che si terranno a Rio de Janeiro. Appena abbiamo saputo la notizia ci siamo messi al lavoro…”, hanno spiegato quelli di Metropolis. Le riprese si sono tenute sabato 5 aprile dalle ore 8. Protagonisti del video sono stati dieci calciatori, cinque ragazzi e cinque ragazze, scelti sul territorio lucchese, e tanti cittadini e turisti.

“Metropolis Produzioni si propone nuovamente come motore propulsivo dell’immagine di Lucca e delle sue bellezze sia sul territorio nazionale che internazionale”, continuano i ragazzi di Metropolis, “e come importante punto di riferimento per produzioni video sul territorio. Il risultato ottenuto con questo contest, offre alla casa di produzione la possibilità di mostrare, e dimostrare, come anche in una realtà di medie dimensioni sia possibile far nascere e crescere delle eccellenze professionali e della valide realtà in campo culturale”. Ora, per vedere il risultato non resta che aspettare la prima partita dei Mondiali di Rio…

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Brazil S/A, una pennellata verdeoro sotto la Madonnina

12 Aprile 2014 • Eventi, Un museo al giornoComments (0)

Domani (domenica 13 aprile) è l’ultimo giorno per visitare Brazil S/A, (www.brazilsa.com.br) esposizione organizzata nell’ambito del Salone del mobile di Milano e interamente dedicata al design brasiliano. La mostra, curata dall’eclettico architetto José Roberto Moreira do Valle, si tiene all’interno del Palazzo dei Giureconsulti e porta un po’ di sapore verdeoro all’interno dell’antico centro civico ed economico di Milano, a una manciata di metri da quella Piazza Mercanti dove, in piena epoca comunale, risiedeva il potere civile della metropoli ambrosiana.

La visita, che è sicuramente uno degli avvenimenti top del Fuori salone, si tiene su tre diversi piani; manufatti, video, suoni e colori accompagnano il visitatore in un Brasile in parte inedito, mostrando varie anime del paese. Grandi (ma non unici) protagonisti, due grandi temi della cultura brasiliana: l’arte indigena e il calcio, vere e proprie colonne dell’identità nazionale verdeoro.

AmazzoniaIl percorso inizia dall’alto, e cioè dal secondo piano. E parte proprio dal cuore pulsante del Brasile precolombiano: l’Amazzonia (in particolare, dallo stato di Acre). Si espongono oggetti di arredo e manufatti ispirati alla natura esplosiva e selvaggia di uno dei polmoni verdi del mondo. Il legno è il grande protagonista di questo primo segmento della mostra. Sono molto chiari, infatti, i riferimenti alla vita nella foresta: per esempio, i mobili Palafita si ispirano proprio alle omonime dimore sul fiume, mentre la sdraio Poronga si ispira al copricapo tradizionale dei seringueiros, cioè gli estrattori di lattice dall’albero Hevea brasiliensis. Non a caso, l’emulsione che può essere definita “antenata della gomma” è coprotagonista della sala, con l’esposizione di varie scarpe prodotte con questo materiale. A questa iniziativa, “Acre, Made in Amazonia”, questo stato ha collaborato con vari organismi, come Politecnico di Milano e il suo consorzio Poli.design; grazie a questa partnership, sono stati realizzati vari prodotti a partire dal legno. Non solo. Nel 2013, Poli.design ha realizzato un corso di formazione proprio nello stato di Acre, che ha coinvolto architetti, studenti, falegnami e artisti. La sala reca anche un omaggio a Chico Mendes, l’eroe dell’Amazzonia.Design moderno

A far da contraltare all’artigianato dedicato alla natura, la seconda sala, più orientata al design moderno: lampade, gioielli, tavoli, candelabri, sedie sdraio e via dicendo. Un atmosfera decisamente “Salone del mobile-oriented”.

 

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Tutte le foto sono di Guido Berger; si possono utilizzare liberamente se viene citato l’autore

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Il vino ufficiale dei Mondiali ‘Faces’ ideato da una studentessa brasiliana dell’Ateneo di Udine

27 Marzo 2014 • Te lo dò io il BrasileComments (0)

Il vino ufficiale dei prossimi mondiali di calcio in Brasile è stato ideato, e sarà fornito, da una giovane brasiliana di origini vicentine, Monica Rossetti, studentessa dell’Università di Udine che già esercita la professione di enologa. Lo ha stabilito la Fifa che ha così premiato il suo progetto, denominato “Faces” (facce), che sintetizza in tre vini – un bianco, un rosato e un rosso – le diverse ‘facce’ del Brasile: la multietnicità, la gioia di vivere e la predominanza di popolazione giovane. L’accordo con gli organizzatori dei mondiali prevede l’utilizzo del marchio Fifa nelle etichette dei vini “Faces”, già degustati dalla presidente brasiliana Dilma Rousseff alla festa del vino a Caxias do Sul (Rio Grande do Sul). Rossetti è iscritta al corso di laurea magistrale interateneo in Viticoltura, Enologia e Mercati vitivinicoli attivato dall’Università di Udine in collaborazione con gli atenei di Padova e Verona.

Il progetto prevede un vino bianco composto dalla miscela dei tre vitigni a bacca bianca maggiormente coltivati in Brasile; un rosato creato da due vitigni a bacca rossa particolarmente accattivanti per colore e freschezza di gusto, e un rosso, che rappresentata la multietnicità, nato da un taglio di undici vini, come il numero di giocatori di una squadra di calcio. I vini del progetto sono già stati “collaudati” durante la Confederations Cup nel 2013, che ha visto interamente consumate le 200 mila bottiglie di prova, derivanti dalla vendemmia 2012. Visti i risultati del test, per i mondiali sono già disponibili un milione di bottiglie della vendemmia 2013.

Monica Rossetti, trentunenne di Bento Gonçalves (Rio Grande do Sul) è discendente di una famiglia della provincia di Vicenza emigrata in quei luoghi alla fine del 1800. Nel 2005 si è laureata in Viticoltura ed Enologia all’Istituto federale “Rio Grande do Sul” di Bento Gonçalves, con il quale dal 2012 l’Università di Udine collabora per l’attribuzione del doppio titolo di laurea internazionale. Conseguito il titolo Rossetti, oltre ad iscriversi al corso magistrale dell’ateneo friulano, ha intrapreso la professione di enologa in Brasile e in Italia.

«L’Università di Udine – sottolineano Roberto Zironi ed Enrico Peterlunger, presidenti rispettivamente del corso di laurea in Viticoltura ed enologia e di quello magistrale in Viticoltura, enologia e mercati vitivinicoli – è orgogliosa del prestigioso risultato raggiunto dal progetto enologico sviluppato dalla nostra studentessa Monica Rossetti, già affermata enologa; si tratta di un riconoscimento che conferma le capacità e la preparazione dell’autrice, e la qualità e le potenzialità internazionali della formazione e delle ricerche svolte nel settore vitivinicolo nel nostro ateneo».

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Architettura Brasiliana, due maestri in due conferenze di Francesco Dal Co

24 Marzo 2014 • EventiComments (0)

Domani e il 27 marzo la Triennale di Milano presenta due conferenze di Francesco Dal Co che introducono i temi della mostra Paulo Mendes da Rocha, a cura di Daniele Pisani che si terrà alla Triennale di Milano dal 6 maggio al 31 agosto. Domani  la conferenza tratterà Oscar Niemeyer uno dei giganti dell’architettura del XX secolo. Deceduto nel dicembre del 2012 a quasi 105 anni, Niemeyer è stato il protagonista di punta dell’architettura brasiliana fin dagli anni trenta con un notevole rilievo internazionale. Alla fine degli anni cinquanta contribuì più di tutti a dare un volto alla nuova capitale del suo Paese, Brasília. Pochi anni dopo, andava in esilio per sfuggire alla dittatura militare.

oscar-niemeyer-2-750x470Maestro nell’uso del cemento armato, Niemeyer è autore di un corpus particolarmente cospicuo di opere, accomunate da una costante vena plastica e scultorea che è il frutto della sua aspirazione a fare dell’architettura non solo una tecnica, ma anche una vera e propria arte.

 

 

 

cda03La giornata del 27 sarà dedicata a Paulo Mendes da Rocha, nato nel 1928 a Vitória. L’artista a cui è dedicata la mostra che verrà inaugurata il 6 maggio, inizia la sua carriera a metà degli anni cinquanta a San Paolo, la città in cui risiede tuttora e in cui si trova larga parte della sua produzione. Questo non ha tuttavia impedito alla sua opera di assumere una rilevanza universale, come mostra tra l’altro la conquista del Premio Pritzker nel 2006. L a sua architettura ha alla propria base una forte componente tecnica, ma se si staglia così netta nel panorama contemporaneo è per l’uso che fa di questa componente. La mette al proprio centro ma non se ne accontenta. Rigore e poesia, bellezza e coscienza politica e sociale – quelli che troppo spesso vediamo come opposti inconciliabili s’incontrano nell’architettura di Mendes da Rocha.

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Brasile 2014: la febbre del goal viaggia anche con HomeAway

11 Marzo 2014 • Viaggi & AffariComments (0)

Attesissimi da appassionati e non, i Mondiali di calcio che si disputeranno dal 12 giugno al 13 luglio 2014 in Brasile rappresentano una grande opportunità per assistere a un evento di portata internazionale e allo stesso tempo visitare un Paese affascinante nel quale convivono grandi metropoli, spiagge da sogno, immense foreste verdi e molto altro. La 20esima edizione delle fasi finali della Coppa del Mondo FIFA coinvolgerà tutto il territorio brasiliano e si dividerà fra 12 città: Belo Horizonte, Brasilia, Cuiaba, Curitibá, Fortaleza, Manuas, Natal, Porto Alegre, Recife, Salvador, San Paolo e Rio de Janeiro, dove avrà luogo l’ultimo match in programma nel rinnovato Estádio Mário Filho, conosciuto in tutto il mondo come Maracanã che, come ben sappiamo dalle cronache di questi ultimi mesi, è stato al centro di numerosi incidenti di percorso durante i lavori della sua ristrutturazione. Tra le 32 nazioni in gara anche l’Italia, che disputerà le partite del gruppo D nelle città di Manaus, Recife e Natal.

L’esordio degli azzurri avverrà il 14 giugno contro l’Inghilterra, un battesimo del fuoco che trasporterà da subito, atleti e tifosi, nel vivo dell’atmosfera del Mondiale. Manaus, la città nel cuore dell’Amazzonia che ospiterà il debutto della squadra italiana, offrirà ai tifosi la possibilità di divertirsi anche al di fuori dello stadio: oltre che per le spiagge, la città è nota anche per i suoi parchi naturalistici e il celebre fenomeno naturale detto “Incontro delle acque” tra il Rio Negro e il Solimões. Per gli appassionati di musica lirica e da camera il Teatro Amazonas, (Praça do Congresso BR -Telefono : (92) 3622-2420 Prezzo : 10 brl – http://www.viator.com/Manaus-attractions/Teatro-Amazonas-Opera-House-tours-tickets/d4441-a6907) inaugurato il 31 dicembre del 1986 vero fiore all’occhiello della città, che svetta e domina in Piazza San Sebastiano, organizza da maggio l’Amazonas Opera Festival che offre un gradito e nutrito programma. Tra una partita e l’altra, il turista potrà addentrarsi in un tratto della Foresta pluviale Amazzonica, il polmone verde del Mondo, per un’autentica boccata d’ossigeno con numerose escursione organizzate.

Il 20 giugno il team italiano e i tifosi organizzati e non si sposteranno sulla costa per affrontare il Costarica a Recife, la capitale della regione del Pernambuco, una città di contrasti nota soprattutto per il tradizionale carnevale e la Boa Viagem, la spiaggia più grande del Paese (segnaliamo uno dei tanti siti disponibili per informarsi – http://darkwing.uoregon.edu/~sergiok/boaviagem.html) . Poco lontana è la cittadina di Olinda, inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO per il suo bellissimo centro storico e per la presenza di numerose chiese barocche – http://www.olinda.pe.gov.br/guia-turistico/hospedag.

La fase di qualificazione agli ottavi di finale terminerà il 24 a Natal,  – http://www.natal-brazil.com/ – dove la squadra allenata da Cesare Prandelli affronterà l’Uruguay. La capitale del Rio Grande do Norte si presenta agli occhi dei visitatori con un’atmosfera sempre allegra e movimentata, soprattutto di notte nelle varie discoteche e locali con musica dal vivo. La città offre anche moderni centri commerciali e alcune spiagge degne di nota come quella di Ponta Negra, dove si possono notare particolari colline di alberi e dune – http://www.feriasbrasil.com.br/rn/natal/pontanegra.cfm.

Superando le fasi eliminatorie, l’Italia potrebbe giungere a Rio de Janeiro, la seconda città del paese che ospiterà anche la finalissima del 13 luglio. Tra lussureggianti montagne ricoperte di foreste e spiagge mozzafiato, la Cidade Maravilhosa sedurrà come sempre i suoi visitatori con lo spirito dei suoi abitanti (i Cariocas), i moderni ristoranti, la gigantesca statua liberty del Cristo Redentor situata sul monte Corcovado, Pão de Açúcar e le leggendarie spiagge, tra le quali spiccano quelle di Vermelha, Urca, Flamengo, Botafog, Leme, Copacabana e Ipanema. Per seguire da vicino le imprese della nazionale azzurra impegnata in Brasile, l’affitto di una casa è una buona scelta per vivere in prima persona l’atmosfera del Mondiale entrando in contatto diretto con la popolazione locale e lasciandosi coinvolgere dal travolgente stile di vita verde-oro, ma anche stare in compagnia con un gruppo di amici risparmiando anche sul budget. Sono più di 22.000 le soluzioni offerte online da HomeAway  – http://www.homeaway.it/info/idee-vacanze/vacanze-sport/mondiali-2014-brasile a chi intende trascorrere una vacanza in Brasile, tra giugno e luglio, in occasione della fase finale della Coppa del Mondo di calcio: tra queste, non mancano case con piscina immerse nel verde per gli amanti della tranquillità, piccoli appartamenti moderni nel cuore delle città per vivere il lato più urbano del paese e case sulla spiaggia per concedersi un tuffo nel divertimento più sfrenato. Ecco alcuni esempi:

Italia-Costarica: a Recife vista spiaggia Boa Viagem

Proprietà p3540464. Sud America, Brasile, Pernambuco. Ubicazione: Recife – Boa Viagem

Giudizi di chi vi ha soggiornato:

Appartamento di lusso nuovo di zecca, 37mq, 4 posti letto, progettato da un architetto d’interni, con terrazzo open space arioso, no smoking, vista panoramica della spiaggia di Boa Viagem, situato al 20 ° piano dell ‘Hotel Nobile Executive Class Beach. Ha tutti i comfort, la raffinatezza e le infrastrutture di un hotel 5 stelle: 24 ore di portineria, palestra, sauna, sala massaggi, sale, dispatcher, facchinaggio, parcheggio per 1 auto, piscina , ristorante, lavanderia, pulizia delle camere (opzionale), colazione (opzionale), servizio in camera 24/24 ore. A partire da 1.400 €/ notte (1 giu/13 lug)  – X 4 persone (350 € a persona/notte) –  Soggiorno minimo: 1 notte

A Fortaleza per Italia-Uruguay

Proprietà p3629715. Sud America, Brasile, Cearà. Ubicazione: Recife – Meireles

Giudizi di chi vi ha soggiornato:

A soli 50 metri dalle spiagge, appartamento con 2 camere da letto per sei persone, dove rilassarsi dopo le partite, con una nuotata nella piscina olimpionica condominiale e una scala mobile che porta direttamente in spiaggia! Aria condizionata, wi-fi, tv 42”, biancheria da letto. Anche possibile giocare a squash. A partire da 400 €/ notte – X 6 persone (67 € a persona/notte) – Soggiorno minimo: 6 notti

Boa sorte: tutti a Rio de Janeiro per la finale!

Proprietà p339051vbi. Sud America, Brasile. Ubicazione: Rio de Janeiro – Copacabana

Giudizi di chi vi ha soggiornato:

Vista oceano e spiaggia di Copacabana, questo spazioso appartamento con 3 camere da letto e 3 bagni per 6 persone, completamente arredato offre tv via cavo da guardare in uno spazioso soggiorno, a un passo dal Parque de Cantagalo e dal Parque Merquiòr, ideali per birdwatching e da Ipanema, per godersi la vista su Rio dalla tavola da surf. A partire da 364 €/ notte – Fino a 6 persone (61 € a persona/notte) – Soggiorno minimo: 1 notte

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A San Paolo si vota la Seleção più forte di sempre

3 Marzo 2014 • Sport news, Un museo al giornoComments (0)

La Seleção più forte di tutti i tempi? La decidono i brasiliani con un sondaggio interattivo, a una mostra organizzata nel Mercado municipal di San Paolo. La singolare iniziativa, che si pone nell’ambito del percorso culturale di avvicinamento ai mondiali, vuole offrire un tributo ai campioni che hanno fatto della squadra verdeoro un mito planetario. Sviluppato da un’idea di Ubiratan Rezende Nunes, storico e tecnico del Sesc del Carmo (Servizio sociale del commercio), il sondaggio permette ai visitatori di scegliere, per ogni reparto, i giocatori ritenuti più forti in una rosa di 40. Per votare sono a disposizione schermi interattivi, in cui gli sportivi hanno la possibilità di scegliere, ruolo per ruolo, il verdeoro top. Solo Pelé, per evidente superiorità, non è “eleggibile”: O Rei non può che essere fuori classifica. La formazione definitiva sarà esposta al Sesc del Carmo durante il periodo dei mondiali.

I candidati per la Seleção di tutti i tempi sono ben visibili all’interno della mostra: l’esposizione, infatti, propone 40 caricature di cartone dell’artista Dodô Vieira (una per ogni campione della rosa) sistemate su una piattaforma stile Subbuteo – in grande, naturalmente. Da Pelé, che ovviamente dà il benvenuto, facendo gli onori di casa, a Garrincha; dal capitano Hilderaldo Bellini con la Coppa Rimet (fu il primo brasiliano a sollevarla) a Socrates (che, inevitabilmente, mostra il pugno chiuso), fino ai più recenti Ronaldo e Ronaldinho

A. Z.

 

Sesc: www.sescsp.org.br

Sito di  Dodô Vieirahttp://dodocaricaturas.blogspot.it/

http://www.cpp.org.br/

 

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