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I tifosi tedeschi, increduli, brindano alla finale

9 luglio 2014 • Maracanà, Sport news

Il Kapuzinerplatz di Viale Monte Nero è un po’ un punto di riferimento per i tedeschi di Milano. Tutti i primi lunedì del mese, per esempio, è sede degli incontri di un’associazione di cittadini germanici che risiedono nella metropoli ambrosiana. Quest’anno, la birreria bavarese ha deciso di mostrare al suo interno le partite dei Mondiali: quelle della Germania sono state seguite da una buona rappresentanza di tifosi tedeschi (i residenti a Milano, ma anche anche quelli in ferie o in viaggio di lavoro) e dagli amici della Mannschaft.

Foto0028Anche prima di Germania-Brasile il tifo è quasi interamente per la squadra di Löw. Ma l’offerta di birre è, diciamo così, “universale”: a fianco delle classiche bavaresi, ci sono anche quelle argentine, brasiliane, belghe e via dicendo. Una vera e propria “internazionalizzazione della bevuta”, ideata in occasione di Brasile 2014, che è anche legata a un concorso a pronostici: chiunque acquisti una “birra mondiale”, riceve una sorta di schedina in cui può indovinare il pronostico, o il nome dei marcatori oppure il risultato esatto. Una scelta possibile per ogni birra. Chi vince riceverà un premio “mangereccio”. Quasi scontato, prima del “derby del mondo” tra Brasile e Germania iniziare la cena con un Brezel bavarese e una birra brasiliana, tanto per anticipare il match.

La partita si avvicina, e i camerieri sono già indaffaratissimi. Riusciamo solo a fermarne uno e a chiedergli: “qui siete tutti per la Germania?”. “Ovviamente!”, risponde: al Kapuzinerplatz si tifa per la ditta. “Così si incassa di più”, risponde. Più tardi un altro cameriere, parlando con due clienti affezionati, si lascerà invece scappare, non senza ironia: “tifiamo per l’Italia anche quando non c’è”.
Ci avviciniamo a un tavolo composto in maggioranza da giovani tedeschi che indossano la maglia della Mannschaft. Hanno anche una bandiera, che piantano in mezzo alla tavolata. Pronostici? “Vinciamo 3-0”: è super ottimista Timo da Norimberga. Anche Manfred, di Obersdorf, pensa di arrivare in finale, ma prevede un più realistico (almeno così sembra, prima della partita) 2-1 per la squadra di Löw. Così anche Doris, mentre Mark punta sul 3-1. Tutti convinti della vttoria, dunque. Ce la farà Klose a staccare Ronaldo e a raggiungere i 16 gol? “Segnerà Müller”, dicono quasi in coro i ragazzi.
Tedeschi ce ne sono anche in altre parti del locale, frammisti a milanesi. A un tavolo è, invece, seduta una famiglia: papà, mamma e bambina di sette anni. Lui parla con un accento genovese abbastanza pronunciato ma si mostra particolarmente interessato alla partita che sta per cominciare. Foto0035Alla fine ne svela il motivo: “sono tifoso del Bayern dal 1974”. Si chiama Franco ed è genovese di Ceranesi, ma abita a Marcignago, in provincia di Pavia. Tra Genoa e Sampdoria ha dunque scelto… il Bayern. Perché? “Soprattutto perché ero un fan di Sepp Maier”. Ha contagiato la moglie e spera di fare lo stesso con la figlia; ogni tanto è a Monaco, ma raramente va a vedere le partite: l’ultima volta è stato alcuni anni fa, in un derby con l’Unterhaching. “Patisco lo stadio”, ammette.
Tifa Bayern, Franco, e anche Germania. Non tanto, o non solo perché ci giocano vari esponenti del Bayern (che, in questi Mondiali, hanno vestito casacche di varie squadre). No: tifa Germania, sempre, comunque. Dice “noi” riferendosi alla Mannschaft. Quindi in quella semifinale Germania-Italia del 2006… “E’ stata una delusione pazzesca”, ricorda. “Ma la Germania era ancora troppo acerba”. Pronostico? “1-0 per noi. Segna Müller”. Facile, per un tifoso del Bayern.
Gli schermi televisivi mostrano i giocatori brasiliani che cantano l’inno con passione, ed esibiscono la maglia di Neymar infortunato. Quasi gridando: “lui è qui con noi”. La parola d’ordine è “11 Neymar”. I tedeschi sono in campo, invece, con la seconda maglia, quella a righe rossonere orizzontali, ispirata al Flamengo: un errore marchiano, dato che la partita si gioca a Belo Horizonte, dove la nação rubro-negra è mal vista.

L’arbitro dà inizio al match e il Brasile è subito all’attacco. Nei primi minuti è la Seleção a dettare il ritmo, anche se non dà l’impressione di rendersi troppo pericolosa. Franco commenta: “anche nella finale del 1974 siamo partiti male, e poi…”. Di lì a poco, la Germania gli dà ragione: segna, e a metterla nel sacco è proprio Müller. L’urlo del Kapuziner è assordante. La gioia tedesca si fa sempre più incredula: secondo gol di Klose, con record annesso, doppietta di Kroos – la seconda segnatura su errore clamoroso di Marcelo, al 26′ – e tre minuti dopo cinquina di Khedira.

 

Alla mezz’ora il Brasile si trova sotto di cinque gol: ai Mondiali non era mai successo.
Torniamo al tavolo di Timo e i suoi amici. I commenti dell’intervallo sono all’insegna dell’incredulità. “Non credo ai miei occhi”. “Ci siamo scambiati gli occhiali tra di noi perché pensavamo di averci visto male”. “E’ meraviglioso”. Altro che ottimismo: c’erano andati fin troppo stretti. Mark aggiunge: “sono felice per la vittoria, ma mi dispiace vedere i brasiliani piangere”: in fondo tutti i tifosi di calcio (tranne, probabilmente, la gran parte degli argentini) sono un po’ brasiliani dentro, proprio per l’importanza che il calcio ha nell’identità del País Tropical.

 


I ragazzi tedeschi parlano già di finale. Chi preferite affrontare? “Non mi interessa chi”, risponde uno. “L’Olanda, per il precedente di Monaco 1974”, lo contraddice un amico. Vincerete? “Naturalmente”. La supersizione non abita in Germania.
La partita riprende. All’8′ Neuer salva due volte su Paulinho: la seconda, una bordata ravvicinata di collo pieno difficilissima da prendere. La birreria esulta quasi come a un gol. Il pubblico del Mineirão grida ancora “Brasil, Brasil”. Una situazione commovente, nel suo paradosso. Il tifoso genovese del Bayern, dà l’onore delle armi ai brasiliani. “Tanto di cappello a loro”, dice. “Primo perché non stanno facendo falli. Secondo perché ci stanno provando ancora”. Pura ammirazione, non una concessione a chi sta rimediando una delle maggiori umiliazioni della storia. Intanto, la bimba si è addormentata: l’ora è tarda. A svegliarla è il sesto gol tedesco, firmato al 69′ da Schürrle – o meglio, l’esultanza rumorosa della sala. Dieci minuti e c’è il 7-0, sempre a opera dell’attaccante del Chelsea. I tedeschi gridano: “sieben! Sieben!”. In quel momento, la Selecão sta battendo un record negativo: la sconfitta con il maggior numero di gol di scarto risale al 1920, un 6-0 rimediato dall’Uruguay. Qualcuno in sala inizia ad augurarsi una segnatura del Brasile. E quando, dopo che Özil ha sfiorato l’8-0, Oscar la mette dentro in extremis (è il 90′) applaudono tutti. Per i verdeoro, il record negativo è solo eguagliato.
Ma questo conta fino a un certo punto. La formazione di stasera sarà ricordata per decine e decine d’anni: al Maracanaço del 1950 si è appena aggiunto il Mineiraço. Franco ricorda il suo pronostico: “menomale che dovevamo vincere 1-0!”. Il tavolo di ragazzi tedeschi in maglietta della Mannschaft è in festa. Ma qualcuno mostra un segno di imbarazzo: Mark si copre addirittura la faccia. Si vede che, nella felicità della vittoria, c’è una parte di lui che solidarizza con i brasiliani polverizzati.

Come a Berlino e nel resto della Germania, anche al Kapuzinerplatz si brinderà fino a notte. Almeno, fino alla chiusura del locale. Comunque vada, stasera la squadra di Joachim Löw ha scritto la storia.

 

Guido Berger

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