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Tragedia di San Paolo, la Fifa lancia un’indagine

28 novembre 2013 • Maracanà, Sport news

La Fifa ha lanciato un’indagine sulla tragedia di San Paolo, che è costata la vita a due operai. Tuttavia, i campionati del mondo brasiliani non dovrebbero essere a rischio trasferimento. “Non c’è un piano B per la Coppa del mondo”, confermano fonti attendibili della federazione internazionale, cercando di fugare ogni possibile dubbio. Più incerta la situazione dello stadio Itaquerão: alcuni commentatori hanno suggerito di trasferire la partita inaugurale dall’impianto paulista al Maracanà di Rio. Ma a San Paolo pensano di allontanare questo rischio: prima dell’incidente – insistono – lo stadio era pronto per il 94% e il crollo non sembra aver danneggiato in modo irreparabile le strutture. Lo stadio potrebbe, quindi, essere ultimato qualche settimana dopo la scadenza di fine dicembre concordata con la Fifa.

Intanto si affaccia una nuova grana per il massimo organo di governo calcistico: Greenpeace e l’organizzazione non governativa svizzera Dichiarazione di Berna potrebbero attribuire proprio alla federazione internazionale il Public Eye Award del 2013. Che è tutto fuorché un premio: conosciuto anche come “Oscar della Vergogna”, il “riconoscimento” è dedicato alle imprese che hanno causato danni particolarmente gravi a cittadini e ambiente. Al momento, la Fifa è in testa alla speciale classifica dell’Award (che dovrà, poi, essere confermata dagli utenti internet), davanti a due grandi aziende: Glencore Xstrata (mineraria) e Syngenta (agricoltura). “Nell’organizzazione dei mondiali brasiliani”, hanno affermato le due associazioni, “la Fifa si è resa complice della devastazione ambientale che avvenuta nelle 12 città in cui si svolgerà la competizione, contribuendo a creare centinaia di migliaia di poveri e di sfollati”. Non solo: sempre secondo le associazioni, la Fifa “ha ripetutamente violato i diritti dell’uomo e ha denotato un’assoluta mancanza di senso di responsabilità”. Roba da far perdere il sonno a Sepp Blatter e all’intero governo calcistico.

Guido Berger

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